JAMES LaBRIE

KEVIN JAMES LaBRIE (Penetanguishene, 5 maggio 1963) è un cantante canadese noto per il suo ruolo di voce solista dei Dream Theater, gruppo musicale progressive metal statunitense. Apprezzato in ambiente progressive metal per le sue estese capacità vocali, la sua carriera solista è ricca di partecipazioni e collaborazioni; il suo primo album solista Keep It To Yourself, pubblicato con lo pseudonimo di Mullmuzzler, 1999. James ha iniziato a cantare e a suonare la batteria all'età di 5 anni. Negli anni centrali della sua adolescenza, LaBrie è stato membro di svariati gruppi come cantante e/o batterista e, nel 1981, quando aveva 18 anni, si è trasferito a Toronto, in Ontario, per proseguire il suo percorso musicale. Attualmente risiede ancora a Toronto, con la moglie Karen, la figlia Chloe ed il figlio Chance. Dopo impegni con diversi gruppi, è diventato cantante del gruppo glam rock Winter Rose, che ha pubblicato un omonimo album in 1987. Nel 1991 venne a sapere che i Dream Theater, band americana progressive metal allora relativamente sconosciuta, stavano cercando un cantante; così inviò una propria registrazione e fu rapidamente chiamato a New York per un'audizione completa. La prova andò bene e James fu preferito ad altri 200 candidati per coprire a tempo pieno il ruolo del cantante nel gruppo. Essendoci già due John nella band (Myung e Petrucci) e un altro Kevin (Moore), LaBrie rinunciò al suo nome di battesimo e adottò il nome d'arte di James LaBrie. Nel 1993, gli fu chiesto di rimpiazzare l'ex cantante degli Iron Maiden, Bruce Dickinson, offerta che lui rifiutò. Da allora James ha avuto un impatto significativo sulle melodie vocali di tutti gli album dei Dream Theater, anche se nell'ambito strumentale del gruppo non riveste un ruolo particolarmente produttivo. A tutt'oggi ha scritto testi di almeno una canzone in ciascun album (eccetto Images and Words) che i Dream Theater hanno pubblicato con lui nella band. Con Images and Word i Dream Theater entrarono nella galleria dei grandissimi gruppi metal, e in particolare diventarono alfieri del prog grazie alle loro melodie funamboliche e spettaqOlari. Primato rafforzato con Awake e, comunque, con i dischi successivi, pur tra varie divisioni a riguardo. La splendida voce di LaBrie, melodica e soffice, è l'ideale per la grandiosa musica della band. Tuttavia James ha rischiato di dovervi rinunciare. Il 29 Dicembre 1994, mentre trascorreva una vacanza a Cuba, LaBrie è incappato in un grave caso di avvelenamento da cibo e nel vomitare si è lacerato le corde vocali. Tre diversi otorinolaringoiatri che lo visitarono dissero di non poter far alcunché per lui e che l'unica cosa che poteva fare era di far riposare la sua voce il più possibile. Tuttavia, il 12 Gennaio 1995, contro gli ordini dei medici, partecipò al tour 'Awake' in Giappone con la voce lontano dall'essere normale. James ha dichiarato di non essersi sentito vocalmente 'a posto' almeno fino al 1997. Negli ultimi anni ha modificato il suo modo di cantare durante i live; per riuscire a raggiungere le note più alte, ricorre ad una tecnica, da molti identificata, erroneamente, col falsetto, per via dell'estrema altezza che la voce può aggiunge, rimettendoci, purtroppo, in espressività e, talvolta, intelligibilità (spesso LaBrie è vittima delle misheard lyrics, con cui gli utenti della rete stravolgono il testo di una canzone in base a quello che il cantante di turno "sembra" pronunciare). Altre volte si sente come LaBrie intoni la nota lievemente più bassa, per poi salire velocemente fino all'altezza giusta; questa tecnica riduce al minimo le possibilità di stonatura, ma in questo modo l'attacco di tali note viene 'smussato'. Grazie a questi stratagemmi, LaBrie riesce ad intonare senza troppi problemi anche le canzoni dei primi dischi, dove il suo cantato era molto più istintivo e non risentiva ancora dell'età del cantante e dei suoi futuri problemi di salute, pertanto maggiormente improntato sull'uso degli acuti. Tuttavia nel 2007, durante il tour invernale, durante l'esecuzione di Take The Time è stata eliminata un'intera sezione, probabilmente per evitare di sforzare troppo la voce in una canzone di per sé già molto impegnativa (anche se nell'estate dello stesso anno, tale canzone è stata eseguita senza problemi in versione completa, durante la riproposizione del disco Images and Words). Al contrario, le canzoni di Systematic Chaos, eseguite dal vivo, non mostrano particolari adattamenti sul piano vocale, segno che il cantante ha maggiormente tenuto conto, durante le registrazioni, di questo aspetto. La sua ispirazione musicale viene da molti generi differenti, compreso da artisti come i Metallica, Ludwig van Beethoven, Nat King Cole, i Queen e Sting, la cui ispirazione, secondo LaBrie, si nota pesantemente in 'Octavarium'. Durante tutta la sua carriera con i Dream Theater ha prestato la sua voce in album di molti altri artisti nonché in album-tributo a vari influenti artisti. È apparso in molti dischi di Trent Gardner, come pure in album di artisti come gli Ayreon (The Human Equation, del 2004), Shadow Gallery, Tim Donohue e i Frameshift. Insieme a Matt Guillory, Mike Mangini e Mike Keneally, LaBrie ha partecipato al progetto 'Mullmuzzler', con cui sono stati realizzati due album. Nel marzo 2005 pubblica l'album 'Elements of Persuasion' per l'etichetta Inside Out Records a cui partecipano tra gli altri il chitarrista italiano Marco Sfogli. Dal 2004, LaBrie lavora nel progetto denominato 'True Symphonic Rockestra', insieme a Thomas Dewald, Vladimir Grishko, Dirk Ulrich, Christopher Jesidero, Sandro Martinez, Paul Mayland, Marvin Philippi, e Igor Marin. Il loro album del 2006 è stato portato a termine all'inizio di luglio, con Brainworx e Marinsound impegnate nella pubblicazione. I suoi gruppi preferiti oltre a quelli già nominati sono Iron Maiden, Metallica, Slayer e Napalm Death.

GODS OF METAL 2008: DAY THREE
LA STORIA SI CHIAMA PRIEST

BOLOGNA- Si conclude con una terza giornata di caldo asfissiante il Gods Of Metal 2008, sicuramente da ricordare come la più sahariana delle edizioni! Una giornata che è stata praticamente divisa in tre parti dagli organizzatori, non sappiamo quanto logicamente: all'inizio, un miscuglio di esibizioni eterogenee, fra le quali la strombazzata performance del Redentore dei 'metallari brutti, sporchi e cattivi', quel Fratello Metallo poi finito a far brutta figura di sè in una trasmissione deprecabile e ultra-trash quale Lucignolo; in mezzo, l'ondata di metal estremo vedente quale protagonisti i grandiosi norvegesi Enslaved (esibitisi dopo il frate, alquanto particolare, non vi sembra?) e le due 'vecchie glorie' Obituary e Morbid Angel; infine, drastico cambio di rotta e ritorno a sonorità che più classiche non si può, grazie all'arrivo di SuperMalmsteen - graziato dall'intervento di un certo 'Ripper' Owens - degli Iced Earth (con Barlow rientrato alla voce) e dei MetalGods per contratto, i Judas Priest.

MORBID ANGEL

OBITUARY

ICED EARTH

YNGWIE MALMSTEEN

JUDAS PRIEST, GLI ETERNI

BOLOGNA- Finalmente il grande momento della serata è arrivato! I Judas Priest, forti del nuovo disco 'Nostradamus' da poco nei negozi, stanno per dar vita ad uno show sensazionale! La strumentale 'Dawn Of Creation' crea il giusto pathos prima che Glen Tipton, K.K. Downing e Rob Halford facciano la loro apparizione. Il Metal God appare all’improvviso sulla parte alta del palcoscenico con tanto di scettro e tunica argentata, mentre nel frattempo partono le note di 'The Prophecy'. Halford canta in modo profondo e teatrale, anche se praticamente immobile, e il suo carisma ha un qualcosa di sovrumano. 'Metal Gods' e 'Eat Me Alive' riportano i Priest su lidi più classici, dominati dai riff di chitarra e vocals ruggenti come il metal insegna. La scaletta proposta è sorprendente, vengono ripescati un sacco di vecchi brani che da anni non venivano proposti: 'Between The Hammer And The Anvil' e 'Devil’s Child' vengono accolte con un boato dalla folla. Halford non ha più l’estensione di un tempo, i suoi acuti non convincono come una volta, ma l’esperienza e l’espressività con cui il singer inglese impreziosisce le sue performance fanno dimenticare che l’età avanza anche per un Dio del Metallo. Come se non bastasse, anche il mitico duo Tipton/Downing, con una serie di sbavature, attacchi sbagliati e imprecisioni, non si è dimostrato in giornata; nulla però di talmente grave da compromettere l’esito dello show. Si continua con 'Breaking The Law' ed 'Hell Patrol', due classici Priestiani che colpiscono dritti in faccia tutti i presenti lanciati in un furioso headbangin’. 'Dissident Aggressor' precede 'Angel', che serve per concederci una pausa dall’alto tasso di adrenalina in corpo. Momento topico dell’intero show è la maratona 'Electric Eye'/'Rock Hard Ride Free'/'Sinner', in cui maestosità, filosofia metallica e rabbia si sono lanciate in un vortice di sensazioni con cui hanno travolto l’intera arena. Veniamo svegliati - ahinoi! - da questo sogno idilliaco da una scarsa versione di 'Painkiller', in cui la stanca voce di Halford si confonde con quella di Udo Dirkschneider. 'You’ve Got Another Thing Coming' cala il sipario su uno spettacolo intenso, emotivo, con qualche pecca di troppo, ma memorabile. I padri dell’heavy metal si ostinano a tenere lo scettro della musica pesante, d’altronde nessun erede è all’altezza di scalzarli.