LA RECENSIONE DI TRUE METAL.IT
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E' ARRIVATO! DEATH MAGNETIC!!
LA RECENSIONE DI TRUE METAL.IT
APOCALISSE A BOLOGNA!!
STANNO PER TORNARE I MAESTRI
Attesa spasmodica per il ritorno sulle scene della band più grande di sempre. Il tanto sognato ritorno alle origini sembra finalmente alle porte, mentre dal vivo la band non ha mai smesso di fare spettacolo. Non a caso, sono i migliori di sempre.
L'attesa sta diventando spasmodica, tra i fans (e non solo) di tutto il globo. Un disco dei Metallica non è mai stato un evento qualsiasi, come l'uscita di un disco qualunque di una qualunque altra band. Soprattutto adesso, a cinque anni da St Anger e dopo il tanto annunciato ritorno alle origini. Il bivio è cruciale: dopo tre album male accolti da fan e critica, la band deve dare un senso e una definizione precisa al suo terzo periodo di storia. Il primo (1981-1995) era stato il periodo d'oro, massimo fulgore di un thrash di cui i Metallica erano capiscuola, portabandiera e sviluppatori. 4 album mostruosi li intagliarono definitivamente nella leggenda dell'heavy metal, culminando nell'enorme successo del Black Album. Il secondo periodo (1995-2003) è stato il periodo duro, con la produzione di tre soli album e per di più modesti, il rischio sfiorato di uno scioglimento, il diradarsi evidente dalla scena più calda. Adesso i Metallica stanno lentamente riaffiorando, in giro la gente è tornata a mormorare i loro nomi con curiosità, complice anche una campagna di promozione del fantomatico nuovo album che sta catalizzando progressivamente gli interessi generali. Diversi slittamenti della data di uscita, e un annunciato ritorno alle origini stanno alimentando in maniera forsennata l'attesa per questo Death Magnetic che potrebbe segnare la ciliegina sulla torta di una carriera imperiosa, per quella che è da molti ritenuta la più grande metal band di ogni generazione.LARS ULRICH
LARS ULRICH. Mente e braccio, spirito ideatore della band e suo amministratore dietro ai tamburi: dalle canzoni alle operazioni di merchandising, dal lato simpatia a quello più prettamente legato alla ragione pulsante del gruppo, la mano del danese si è sempre vista nella carriera dei Metallica. Nel bene e nel male, negli anni d'oro come nel periodo di minor ispirazione fino ad oggi, sempre e comunque in prima linea. Lars Ulrich [Gentofte, 26 dicembre 1963] è un batterista statunitense, di origini danesi, nonché cofondatore dei Metallica. Il suo vero nome è Large Oilrig. Prima di dedicarsi alla musica era un promettente tennista, sulle orme del padre Torben, professionista di fama nazionale. Il primo concerto cui assistette fu quello tenuto dai Deep Purple nel 1973 a Copenaghen; Lars rimase affascinato dallo stile di Ian Paice e successivamente dallo stile di John Bonham dei Led Zeppelin. I genitori gli comprarono una batteria ed iniziò la pratica a 13 anni, suonando i pezzi dei Deep Purple e dei Led Zeppelin con i suoi amici. Crebbe anche ascoltando Motörhead, Thin Lizzy, Iron Maiden, Def Leppard, Deep Purple e Diamond Head. Alla fine degli anni Settanta Lars dovette trasferirsi negli Stati Uniti, assieme alla famiglia, per motivi di lavoro. Lars comincia a dedicarsi a tempo pieno al lavoro di batterista, abbandonando il tennis. Nel 1981, tramite un annuncio, conosce un giovane chitarrista di nome James Hetfield, appassionato sia di heavy metal che di punk rock, e già reduce dall'esperienza con gli Obsession. I due decisero di fondare i Metallica nell'ottobre di quell'anno, assoldando Dave Mustaine alla chitarra solista e Ron McGovney al basso. Prima dell'uscita dell'album di esordio, la formazione subisce un primo cambiamento: infatti, al posto di Mustaine e di McGovney, arrivano nel 1983 l'ex chitarrista degli Exodus Kirk Hammett e l'ex bassista dei Trauma Cliff Burton.Nel corso degli anni, lo stile di Lars Ulrich ha assunto molte sfumature diverse. Nell'album d'esordio Kill'Em All [1983] dimostra uno stile tecnicamente povero e puntato molto sulla velocità ritmica, mentre nei successivi Ride The Lightning [1984] e Master Of Puppets [1986], dedica maggiore attenzione alla tecnica e alla poliritmia. Nel 1988, dopo la morte di Cliff Burton e con l'arrivo di Jason Newsted, viene pubblicato And Justice For All, ritenuto l'album più tecnico dei Metallica; qui Ulrich è ben stimato per le cavalcate con la doppia cassa in Blackened, i cambi di tempo in One, le potenti sincopi di Harvester Of Sorrow e di Frayed Ends Of Sanity, e il groove preciso e veloce di Dyers Eve. Nel 1991 con Metallica iniziano i cambiamenti dello stile musicale del gruppo, e Lars deve abbandonare l'uso massiccio della doppia cassa e le ritmiche thrash metal che caratterizzarono la sua carriera iniziale, in favore di un drumming più semplice e melodico. Ciò valse anche per Load [1996] e Re-Load [1997], non esenti da critiche. St. Anger [2003], che vede l'entrata del nuovo bassista Robert Trujillo al posto di Newsted, divide ancora i fans. Alcuni lo definiscono un buon disco e il migliore dagli anni '90 in poi, altri lo definiscono il loro peggior album in assoluto. Sono stati anche ampiamente criticati l'arrangiamento mixeristico e le sonorità degli strumenti. Nel 2004, a causa di problemi di salute e problemi con la legge, Lars venne sostituito, temporaneamente, da Dave Lombardo, Joey Jordison e il suo tecnico Flemming Larsen durante un tour dei Metallica. Lars Ulrich diventò famoso anche al di fuori della cerchia dei fan dei Metallica quando, nel marzo 2000, consegnò personalmente a Napster una lista di 300.000 utenti da denunciare in quanto, a suo dire, condividevano illegalmente file MP3 dei Metallica. Questo episodio, prontamente ripreso dai media, lo pose al centro della furia degli utenti della rete di tutto il mondo, tanto che tuttora egli è considerato il personaggio simbolo della repressione dello scambio di file musicali via Internet da parte delle major discografiche. L'uscita di Death Magnetic nel 2008 riporta i Metallica ai livelli di un tempo: l'album è potente e curato, profuma di vecchio thrash ma in ogni caso è un heavy metal senza compromessi. Lo stile di Lars appare molto migliorato, possente e velocizzato rispetto agli ultimi lavori. Insomma, i fans dei Metallica possono godersi la nuova giovinezza dei propri idoli.
METALLICA, SARA' DEATH MAGNETIC IL NUOVO DISCO!
I Metallica svelano il titolo con immagini misteriose sul loro sito. Cresce l'attesa dei fan per il nuovo album
Una serie di immagini misteriose, lettere di una parola svelata poco a poco: nell'ultima settimana i Metallica hanno incuriosito non poco fan e non solo, svelando finalmente quello che sembrerà essere il titolo del nuovo, attesissimo album: Death Magnetic. Uscirà a settembre, e davvero non stiamo più nella pelle per capire COSA sarà. La band ci sta dedicando più tempo del previsto (l'uscita sembrava prevista per l'estate 2007, poi slittata in autunno, quindi a marzo 2008), le dichiarazioni sul lavoro risultano entusiaste e il tasso di curiosità è incrementato dagli stessi 4 cavalieri con promo tipo questa, del titolo svelato poco per volta con le immagini dal sito della band! Insomma, una campagna forse ben pianificata per invogliare all'acquisto. Speriamo che il disco sarà finalmente, di nuovo, all'altezza del gruppo.
Non stiamo più nella pelle: nel giro di uno/due mesi dovrebbe uscire il nuovo attesissimo album dei Metallica, e la cosa che scatena di più la mia immaginazione è il fatto che i 4 cavalieri stanno preparando un lavoro vecchio stile. Niente similitudini con St Anger, Load o Reload, buoni album ma mai all'altezza dei capolavori anni '80. Un ritorno ai livelli d'oro sarebbe fantastico! MA QUANDO ESCE!??? Non vedo l'ora di avere quel disco nel mio stereo!! Intanto deliriamo un pò leggendo l'intervista che il buon Lars ha rilasciato tempo fa e che ho beccato sul sito http://www.rockstar.it/...
Dopo l’ondata di cattiveria nuda e cruda di “St. Anger” i Metallica tornano a uno stile di composizione tipico del loro passato. La band americana è attualmente in studio con Rick Rubin per concludere le registrazioni del nono album che dovrebbe uscire a Febbraio 2008: “Per la nostra salute e la sopravvivenza creativa abbiamo bisogno di cambiare circostanze e dinamiche” ha spiegato il batterista Lars Ulrich durante un’intervista con Examiner.com sul cambio di produttore, da Bob Rock a Rubin “Ci siamo spogliati di tutti i nostri meccanismi di difesa, è stato molto stimolante avere una nuova sfida. Rick ha preso tutta la nostra esperienza in studio e l’ha completamente ribaltata”. La nuova frontiera stimolata da Rubin ha portato i Metallica a ritrovare un suono e uno stile vecchio di circa 20 anni: “La maggior parte delle introduzioni dura dai quattro ai cinque minuti.I Metallica non sono mai andati d’accordo con le canzoni brevi. Mentre con ‘St. Anger’ prendevamo a pugni l’ascoltatore, questo nuovo album ricorda il nostro materiale degli anni ’80, viaggi lunghi ed epici attraverso differenti panorami musicali, molto pesanti, ma anche melodici”. Nel resto dell’intervista Lars Ulrich rivela alcuni titoli provvisori come “10”, “19”, “German Soup”, “Glass Cow” o “Black Squirrel”, ma soltanto alcune di questi manterranno il nome originale: “I titoli provengono dall’idea che li ha generati, come ‘Glass Cow’ che si riferisce alla città di Glasgow, e se non ci viene nulla di carino mettiamo i numeri”.
Fabrizio Galassi
Fabrizio Galassi
JAMES ALAN HETFIELD
JAMES HETFIELD. Un paio di jeans stracciati, i lunghi capelli biondi, una chitarra ruggente in mano: inseguendo un sogno senza compromessi, una battaglia fatta di ideali e costruita passo dopo passo a suon di schizofreniche scariche d'adrenalina. La leggenda nasce dalle frustrazioni e dalle speranze di un ragazzino dall'animo profondo, la leggenda poggia le sue fondamenta sulla pelle adolescenziale di un ragazzo che farà strada, diverrà icona, identificherà un mito nelle sue parole, nella sua voce, nei suoi riff. Nei suoi errori e nei suoi sorrisi, nelle sue lacrime, nelle cadute e nelle risalite, sempre seguendo il filo comune dell'onestà, della visceralità delle proprie scelte. Cambiando idea e prospettiva, anche, a costo di sembrare incoerenti, a volte, ma con la fondamentale volontà di provare sul proprio corpo le conseguenze e le responsabilità delle proprie decisioni. Quegli occhi, profondi e puliti, hanno visto presto la notte. Troppo presto brividi di freddo hanno rigato la pelle morbida di quel biondissimo ragazzino di Los Angeles, svegliando in lui il ribelle turbolento e taciturno, annegato di rancori e rimasto solo nella sua sfida al Mondo, alla falsità della gente, al conformismo scaramantico di chi cerca gli appigli più frivoli per sfuggire da una realtà dura. James Alan Hetfield l'ha guardata negli occhi da subito, quella realtà, ed ha preso il toro per le corna. Correndo attraverso la nebbia del nuovo giorno, sotto il chiarore d'una luna luminosa e delle stelle e graffiato dal gelo della notte: il richiamo della foresta e il significato della vita, il giovane James cambiava e mutuava la sua pelle, incarnando in sè il significato del lupo e dell'uomo. L'infantile voglia di vita e di libertà viene presto mozzata da dei genitori asfissianti e dogmatici, che pressano la vita del figlio con il loro Scientismo Cristiano, Soluzione assoluta nella quale credere ciecamente: Sono stato educato da scientista cristiano, che è una strana religione. Il principio fondamentale è che Dio cura tutto. Il corpo è solo un involucro, non servono medici. Era alienante e difficile da capire. Non potevo fare le visite mediche per giocare a football. Era assurdo dover lasciare le lezioni di educazione fisica durante la scuola, e tutti i ragazzini dicevano: "Ma perché te ne vai? Che sei, handicappato?". Da ragazzino non vedi l'ora di far parte della squadra. Chiacchierano sempre di te e pensano che sei strano. Era davvero fastidioso. Mio padre insegnava al catechismo, era fissato. Mi è stato quasi imposto. Avevamo dei piccoli testimonial, e c'era una ragazza col braccio rotto. Si alzava in piedi e diceva: "Mi sono rotta il braccio ma adesso, guardate, va molto meglio". Ma era, insomma, storpia e basta. Ora che ci penso era alquanto disturbante. Nonostante i genitori volessero molto bene ai tre figlioletti -Dave, James e la piccola DeDe- vanno incontro al divorzio, lasciando interdetto il piccolo James, che nel frattempo aveva preso lezioni di piano (altra imposizione accettata non con troppo entusiasmo) e abbracciato la chitarra elettrica per seguire le orme del fratello maggiore. Il cancro, che si porta via la madre nei mesi successivi, accentua l'indole solitaria e crucciata del ragazzo, che nel giro di pochi mesi va incontro a rapidi stravolgimenti della sua vita: su tutti, l'incontro con Lars Ulrich, giovane batterista danese di doti discutibili che però (un anno dopo un primo incontro fallimentare) porta in dote una piazza pregiata per registrare un brano inedito sulla compilation Metal Massacre: James non sa dire di no, e dopo oltre un anno passato a cercare di delineare una propria band -tra diversi cambi di line-up e moniker- riesce finalmente a dare luce ad una propria creatura: i Metallica. Ulrich e Hetfield registrano nel garage del primo il brano Hit The Lights, scritto dal secondo come suo primo vero inedito. Hetfield canta e registra le parti di chitarra ritmica e di basso, il pezzo pur registrato amatorialmente è veloce e urticante e ben presto le antenne della gente si drizzano attorno a questa formazione nascente, che si stabilizza con un tale Dave Mustaine alla chitarra solista e Ron Mc Gouvney al basso: quest'ultimo era un amico fraterno di James, che era stato iniziato allo strumento proprio dal Nostro, con il quale condivideva il ruolo di fancazzista a scuola e l'appartamento nella quale lo aveva invitato a vivere, per esercitarsi e suonare giorno e notte. I Metallica accelerano i ritmi e centuplicano la furia dell'heavy metal classico, contaminandolo con l'hardcore punk e generando la prima folgore del thrash metal: la rabbia di Hetfield trova sfogo sul palco e nelle risse sempre più frequenti col bizzoso Mustaine, che gli contende il ruolo di leader e primadonna, e che viene cacciato dopo una lista interminabile di battibecchi e sregolatezze varie, generate soprattutto dalla sua incapacità a reggere l'alcool: la più clamorosa delle sue bravate fu certamente l'incidente occorso mentre guidava il furgoncino della band verso New York, la Terra Promessa dove nel 1983 la band si era diretta per registrare il suo primo album. In mezzo, un periodo eccezionale di concerti devastanti, l'ingaggio di un bassista geniale come Cliff Burton in luogo dello scarso (e sfruttatissimo) Mc Gouvney e il trasferimento a San Francisco, lontano dalla Los Angeles patria dell'odiatissimo fenomeno del glam metal da classifica. A Frisco i Metallica si fanno un nome, diventano i leader del fervente movimento thrash metal e ottengono uno status di rispetto enorme, che attraverso i primissimi demo arriva anche nelle città della Costa opposta. Grande ospitalità arrivò da Mark Whitaker, un amico che studiava da tecnico del fonico, come racconta lo stesso James: Ci sistemammo a casa di Mark. Ovviamente le stanze non bastavano, per cui Lars e io ce ne dividemmo una. Dave lo abbiamo piazzato dalla nonna di Mark, nello scantinato. Che periodo assurdo! Tutt'un tratto ci eravamo trasferiti su a San Francisco, senza un posto fisso dove stare nè altro. Una figata! 
Nonostante Mustaine fosse un pazzoide, e difatti fu cacciato e rimpiazzato dal cerebrale Kirk Hammett degli Exodus, certamente tutti i ragazzi della scena underground di Frisco ci davano dentro, con l'alcool, e lo stesso James era uno dei più assidui frequentatori delle keggers, feste che si svolgevano attorno ad un fusto di birra, come ricorda lo storico chitarrista dei Testament Eric Peterson: Avevo l'abitudine di andare alle birrate con James, lui usciva con mio cugino ad un certo punto. Era un tipo in gamba, era divertente accidente. All'epoca faceva un sacco di rutti, era sempre in cerca di un buon locale messicano dove andare a mangiare e ogni volta che abdava ad una festa si piazzava vicino al fusto e diceva una marea di assurdità. Ripeteva 'maledizione' tutta la notte, ogni volta con una voce diversa. E la gente diceva 'quello è scemo! Hetfield si scatenava sul palco e col boccale in mano, ma nella vita quotidiana era silenzioso, cupo, riflessivo, tranquillissimo. Un vero lupo solitartio, che teneva dentro tutte le emozioni, soprattutto quelle negative. Odio e rabbia covavano in lui, e il suo sguardo truce incuteva rispetto e timore. Leader nato, era l'esatto opposto dell'iperattivo Ulrich, e forse proprio per questo i due legarono molto. A New York, dove li avevamo lasciati, i Metallica debuttano con la lineup storica e registrano Kill'Em All, lo scottante album d'esordio che si pone come Bibbia del thrash metal. Canzoni velocissime e ultravitaminiche, assoli abrasivi e contorcenti, le urla furiose di Hetfield a cantare veri e propri inni al metal: una vera bomba, che apre nuovi scenari musicali ed inaugura il filone terremotante delle incazzatissime macchine da guerra made in Frisco. Tuttavia l'evoluzione della band la vede evolversi verso i lidi più stratificati e variegati di Ride The Lightning, che sia musicalmente che nelle lyrics assume toni più maturi e capaci di spaziare dalla letteratura ai tormenti dell'animo, dalla guerra alla pena di morte, attraverso una gamma sonora sempre più articolata che non si limitava più al thrash veloce e schizzato ma comprendeva anche melodie struggenti, possenti macigni di heavy cadenzato e strumentali di gran classe. La direzione prosegue nel 1986, col capolavoro assoluto Master Of Puppets, possente manifesto di un'epoca e di una band al massimo del suo splendore, capace di sbattere in faccia alla società tutta la sua rabbia per l'oppressione e la dittatura psicofisica imposta ai cittadini. Hetfield, oltre che precisissimo chitarrista ritmico, si rivela uno dei più abili parolieri in circolazione, e accantona definitivamente l'idea di lasciare il microfono ad un vocalist di ruolo (si vociferava il nome di Bush degli Armored Saints). La band era come detto all'apice, trainata dai solos folgoranti di Hammett e dal genio sregolato di Burton: il vorticoso giro del mondo era allietato da tour leggendari (come quello con Ozzy Osbourne) e da una lista infinita di bravate, aneddoti e sbronze colossali da parte dei Nostri, definiti non a caso 'Alcoholica'. Il più scatenato era sempre James, naturalmente! Già nel 1983, in realtà, i Ragazzi vivevano giorni elettrizzanti e ricchi di avventure. In aprile i Metallica suonarono di spalla ai loro idoli Venom, giunti dall'Inghilterra, e James per festeggiare la riuscita del set di apertura cadde con una bottiglia di vodka in mano e dovettero mettergli sei punti. Il cantante vinse presto l'iniziale timidezza, diventando il padrone assoluto del palco; il tour di Kill'Em All fu veramente devastante, e le bevute di rito con gli amici Armored Saints erano di rito: celebre la volta in cui tutti i ragazzi si ritrovarono nella stanza d'albergo del bassista Joey Vera, completamente sbronzi. Iniziarono a gettare le bottiglie di birra vuote dalla finestra, ma poi si concentrarono sul chiodo di pelle rossa di Vera: fortunatamente la piscina era coperta, ma mentre i ragazzi scesero a recuperare il giubbetto, James decise di prolungare il divertimento aprendo in corsa le porte dell'ascensore, bloccandolo per una mezz'oretta buona mentre tutti davano di matto; giunti finalmente all'altezza del decimo piano , il biondo cantante afferrò un estintore e coprì di schiuma gli amici e l'intero pianerottolo! Celebri restano le vicende del Monster Of Rock 1985, con i Metallica collocati nel bill tra glamster come Ratt e Bon Jovi; James salì sul palco aggredendo il pubblico dei parrucconi: Se siete venuti qui per vedere spandex, trucco agli occhi e un "oh, baby" in ogni cazzo di canzone, non è questa la band! Dopo l'immensa prestazione dei suoi, andò a divertirsi nel backstage, e con un amico iniziò a lanciare sul pubblico il cibo del buffet da dietro il palco; gli uomini della security, vedendoli agghindati con jeans e t-shirt e non con i convenzionali spandex rosa, non credettero che fossero dei musicisti con tanto di autorizzazione a stare lì, e ce ne volle per convincerli a lasciarli in pace! La rabbia fu sfogata devastando il camerino. Famigerata era la t-shirt 'Fuck Off' che James indossava presto, leggendario il suo motto 'Metal Up Your ass' fatto ripetere allo sfinimento dal pubblico, fin dai primissimi giorni della Bay Area, attacco semplice ma sfrontato a tutti i poser di Los Angeles! Era uno spasso, per Ulrich, quando la band si esibiva in Danimarca e il cantante, sbronzo, cercava di parlare l'idioma locale; ma spasso fuori ogni limite caratterizzò il debutto in terra inglese del quartetto, celebrata con le leggendarie esibizioni al Marquee di Londra e festeggiato dai due leader della band con una serata ad altissimo tasso alcoolico. James e Lars si trascinarono da un pub all'altro, acquistarono anche del pollo per cenare ma vomitarono nella vaschetta tutto l'alcool che avevano trangugiato; completamente fuori di sé, James si arrampicò sull'insegna di un cinema cercando di smantellarne le lettere al neon, finchè non fu sbattuto in gattabuia da alcuni agenti fino a che non ebbe smaltito la sbornia! James era strepitoso quando scatenava il pubblico al grido di Seek & Destroy, e restava travolgente anche in quelle due occasioni, a fine decennio, in cui non potè suonare la chitarra per un certo periodo a causa di alcune recidive cadute dallo skate, e fu rimpiazzato da un roadie; nel tempo libero suonava con Cliff addirittura in un progetto parallelo demenziale, gli Spastik Children, dediti solo all'alcool e al casino, suonando la batteria. Tuttavia, James restava un ragazzo valoroso, serio e dalla leadership fortissima, ancorato a ideali e valori genuini: Noi ricchi? E chissenefrega! Avere i soldi, fare parte di tutto questo mi manda in paranoia. Preferisco starmene per i fatti miei, lontano da tutti, oppure andare con gli amici veri, in mezzo alla natura, in campeggio, a bere o a quello che è. Passo un sacco di tempo a riflettere sul senso di questa menata, e su cosa ti rende felice. Ci sono tante cose che la gente ha completamente dimenticato, sono tutti presi a farsi belli, a farsi vedere nei posti giusti, stare alle regole di questo gioco del cazzo. Io mi sono rotto i coglioni di questa merda. Non c'entra un cazzo con la vita vera, con l'essere vivo !
Tuttavia, all'apice della loro leggenda, i Metallica stavano per andare incontro al ritorno 'sulla terra': l'incidente stradale del tourbus che si porta via Cliff Burton manda su tutte le furie lo sconvolto Hetfield, che non esita a scagliarsi sull'autista, ritenuto ubriaco, accusandolo della morte delll'amico. Da quel giorno i Four Horsemen hanno dovuto faticare non poco per mantenere la credibilità: superato a fatica ma abbastanza velocemente il dramma della morte, i Nostri si rimettono al lavoro ingaggiando al basso Jason Newsted e partorendo nel 1988 il potente And Justice For All, ancora infarcito dei riffs e dell'imprinting burtoniano; con l'avvento dei Nineties arriva la svolta mainstream e il successo mondiale dell'album omonimo (il cosiddetto Black Album), che abbandona il thrash in funzione di un heavy metal piacevole e affatto intricato. La metà del decennio segna profondamente l'esistenza di Hetfield, che lentamente si era riavvicinato al padre malato di cancro: la morte di quest'ultimo lo segna ancora, nella sua esistenza fatta di ferite dolorosissime, e lo fa sprofondare nella dipendenza dall'alcool, da tempo dietro l'angolo. Il taglio dei capelli, il cambio di look, la nuova direzione musicale tesa all'hardrock da classifica di Load e ReLoad: è il momento più duro di sempre, per il cantante -che tra l'altro sposa la bella argentina Francesca Tomasi- e per la sua band; la fine del millennio coincide con la sua entrata in un istituto di cura, oltre all'arrivo di nuovi problemi e polemiche dovuti all'addio di Newsted, stufo di sentirsi limitato, controllato e 'comandato' dal dupopolio Hetfield-Ulrich. James supera con tenacia e forza di volontà le sue paure e i suoi problemi, torna al comando della truppa più dinamico e forte di prima e denudando tutte le sue debolezze rivela di aver calato la maschera: il gesto più macho e virile che poteva fare, il vecchio lupo solitario, era proprio quello di mettersi a nudo e non fingere più di essere invincibile. Così abbraccia una nuova serenità, torna a vivere col sorriso sulle labbra la propria famiglia meravigliosa -che nel frattempo si è arricchita con tre bimbi- e dona ai Metallica una ritrovata libertà artistica, concedendo anche ad Hammett e al nuovo bassista Trujillo di inserirsi con le proprie idee nel lavoro suo e di Ulrich, cosa che un tempo sarebbe stata assolutamente impensabile nella dittatura dei due senatori metallici; St. Anger è il risultato della terapia di rinascita della band, condotta al fianco di uno specialista e documentata nel video Some Kind Of Monster, giusto per dare piena realtà al processo di trasparenza con la quale mostrare le proprie debolezze al fine di trovare nell'onestà intellettuale e professionale l'unica strada da battere. Recuperate le forze e la felicità mai provata prima, Hetfield guida i Metallica in anni fortemente caratterizzati dall'attività live, dalla riscoperta del reertorio più datato e alla costruzione di un nuovo capitolo d thrash metal old style, quel Death Magnetic atteso per venti anni esatti dai fans oltranzisti. E' bello che siano proprio le parole di James Hetfield a spiegare la sua rinascita: Sono nei Metallica da quando ho 19 anni e a me è capitato di non sapere come vivere fuori da quell'ambiente: non sapevo niente della vita, non sapevo che potevo tornare a casa e vivere in famiglia. Non sapevo che potevo vivere diversamente da come facevo nella band da quando avevo 19 anni, in maniera molto intensa ed eccessiva. Non ho fatto le scelte migliori per me. Ma un centro di recupero è come un college per la testa, ho imparato molte cose su me stesso lì. E sono riuscito a rimettere in sesto la mia vita, a non guardare più tutto con una connotazione negativa. Del resto sono cresciuto così; per me era come una tecnia di sopravvivenza ed entrare nei Metallica significava che all'inizio dovevo lottare per sopravvivere, per mangiare, per avere l'asciugamano per la doccia, per tutto. E poi per essere la miglior band possibile, surclassare le altre band. Trovare sempre una pecca in tutto era il pane quotidiano dei Metallica, e io in questa situazione non ero solo una parte: ne ero completamente immerso. Avevo la sensazione di non poter più dare segni di debolezza. Ero James Hetfield dei Metallica piuttosto che semplicemente James Hetfield, anche a casa mia. E' incredibile per quanto tempo puoi portare una maschera. Prima cercavo sempre di piacere alle persone, ora ciò non mi ferisce più. C'è un sacco di machismo in questo mondo, ma la cosa più virile che puoi fare è affrontare le tue debolezze e svelarle. Se sveli le tue debolezze alla gente dimostri forza, e questo permette di aprire un dialogo, di creare amicizie. E a me è successo così. Oggi James Hetfield è un uomo felice, e guai a chi si permette di sghignazzare 'e ci credo', alludendo alla montagna di dollari guadagnata spaccandosi la schiena in centinaia di concerti nell'arco di tre decenni. Ne ha passate tante, ha sempre dato sangue e sudore, meritandosi tutto ciò che ha guadagnato. Sotto la scorza del lupo, sotto il ruggito dell'orso c'è sempre stato un ragazzo sensibile e dolce, più di molti altri falsi buoni; James ha tre bambini splendidi, Cali Tee, Castor Virgil e Macela, e tanti hobby che lo tengono impegnato quando scende dal palco. La caccia, innanzitutto, che lo accompagna da una vita in territori selvaggi e solitari dove respirare a pieni polmoni il profumo della natura; e poi i motori, le motociclette in particolare; pratica street hockey e snowboard, adora le colonne sonore western e film come Il Buono, Il Brutto E Il Cattivo, Easy Rider e Pulp Fiction. Una sua grande passione è il cibo, in particolare quello messicano, carne e patate (adora i barbecue) e proprio al cibo è dovuto un bello spavento che i fans si sono presi l'anno scorso, quando il cantante finì in ospedale a causa di un'ostrica riottosa! Ben più grave l'incidente occorso sul palco nel 1992: Hetfield durante Fade To Black mise erroneamente piede su un effetto pirotecnico, riportando ustioni di secondo e terzo grado dopo l'immediato ricovero in ospedale: quell'evento viene ricordato da 'Hetfieldgod con uno dei suoi numerosi tatuaggi, costituito da alcune fiammate e quattro carte con i numeri del suo anno di nascita (1963), annata della quale ama peraltro collezionare chitarre vintage. La sua strumentazione è costituita principalmente dalla fidata gibson Explorer, che nel 1984 ha sostituito l'altra Gibson, la Flying V; nonostante utilizzi con maggior frequenza delle Gibson, negli anni '90 anche la ESP ha creato delle chitarre a suo nome, che dunque vanno a inserirsi nell'ampia gamma di strumenti utilizzati dal singer. Nobilissima la lista di gruppi simbolo della sua adolescenza, pilastri capitali del suo ricco background: Black Sabbath,Thin Lizzy, Motorhead; Aerosmith, kiss e Lynyrd Skynyrd su tutti. Ha lavorato in una ditta che creava stampe per adesivi, oltre a Martini e Vodka ama bere the verde e del suo primissimo concerto da spettatore -Aerosmith e ACDC a Long beach nel 1973- ricorda che ci andò con un amico fattone che si faceva di acido e utilizzava il biglietto d'ingresso, sbriciolato, come fumo. Aneddoti e curiosità su questo grande personaggio potrebbero susseguirsi occupando pagine e pagine, ma ciò che è davvero interessante per comprendere appieno i suoi ideali e i suoi sentimenti è l'analisi dei testi scritti negli anni d'oro dell'epopea Metallica, dario di bordo infarcito di rabbia, riflessioni e concetti forti che hanno costituito l'ossatura dell'uomo James Hetfield: e proprio questo sarà il tema affrontato nella seconda puntata della doverosa biografia del leader di una delle più grandi heavy metal band di tutti i tempi! 

BIOGRAFIA BREVE. James Alan Hetfield nasce nei sobborghi di Los Angeles il 3 agosto 1963. Figlio di Virgil, un camionista, e di Cynthia, una cantante lirica, dimostra fin da giovane un notevole talento musicale, iniziando a seguire lezioni di pianoforte a nove anni, passando poi alla batteria e infine, all'inizio dell'adolescenza, alla chitarra. Nonostante le lezioni di piano, James suona la chitarra da autodidatta e non legge né scrive spartiti. Nel 1976, a tredici anni, anni Hetfield rimase duramente scosso dall'improvviso divorzio dei suoi genitori, nonostante in seguito affermerà che entrambi gli volessero molto bene. Le sue prime passioni musicali sono per i Kiss, i Queen e per gli Aerosmith: iscrittosi alla East Middle School, conosce diversi ragazzi con cui condividere la passione per il rock; uno di questi, è Ron McGovney. Nel 1977, Hetfield si iscrive alla Downey High School di Los Angeles; McGovney, in una intervista a Shock-Waves nel 1993, affermerà: 'Alle superiori avevano tutti la loro cricca: c'erano le cheerleaders, i palestrati, la banda musicale, e alla fine ti ritrovavi a frequentre gli sfaccendati senza un vero gruppo sociale, e tra questi c'eravamo io e James. Lui era fissato con Steven Tyler, il leader degli Aerosmith.' I genitori di Hetfield erano adepti di Christian Science: da sempre ciò causa nel giovane musicista numerosi conflitti interiori, che ispirarono alcuni brani tra cui Dyers Eve e The God That Failed. In una intervista a Playboy, il chitarrista affermerà: 'Sono stato educato da scientista cristiano, che è una strana religione. Il principio fondamentale è che Dio cura tutto. Il corpo è solo un involucro, non servono medici. Era alienante e difficile da capire. Non potevo fare le visite mediche per giocare a football. Era assurdo dover lasciare le lezioni di educazione fisica durante la scuola, e tutti i ragazzini dicevano: 'Ma perché te ne vai? Che sei handicappato?'. Da ragazzino non vedi l'ora di far parte della squadra. Chiacchierano sempre di te e pensano che sei strano. Era davvero fastidioso. Mio padre insegnava al catechismo, era fissato. Mi è stato quasi imposto. Avevamo dei piccoli testimonial, e c'era una ragazza col braccio rotto. Si alzava in piedi e diceva: 'Mi sono rotta il braccio ma adesso, guardate, va molto meglio'. Ma era, insomma, storpia e basta. Ora che ci penso era alquanto disturbante'. In conformità con le loro credenze, i genitori di Hetfield disapprovavano fortemente la medicina o qualsiasi altro trattamento medico e sono rimasti fedeli alla loro fede, anche quando sua madre Cynthia stava morendo di cancro. James inizia la carriera da chitarrista negli 'Obsession'. Dopo la morte della madre, la famiglia si trasferisce a Los Angeles (California), dove frequenta la Downey High School. A scuola conosce Ron McGovney, al quale insegna a suonare il basso elettrico e con il quale forma i 'Leather Charm'. Dopo il diploma, James inizia a lavorare in una ditta di stampa di adesivi, per poter acquistare una strumentazione decente ed iniziare la carriera musicale vera e propria. Nel 1981, assieme al batterista Lars Ulrich, al chitarrista Dave Mustaine e a Ron McGovney, fonda i Metallica. McGovney se ne va, mentre Mustaine viene cacciato dallo stesso Hetfield e da Ulrich, per il suo carattere rissoso e per il suo continuo abuso di droga e alcol, che non gli permetteva di concentrarsi sulla musica. Poco prima delle registrazioni di 'Kill'Em All '[1983], arrivano Kirk Hammett alla chitarra e Cliff Burton al basso. L'album entra nella storia come vangelo basilare del thrash metal. Con questa formazione verranno pubblicati anche Ride 'The Lightning' [1984] e 'Master Of Puppets' [1986], i lavori che proiettano nella leggenda definitiva i Metallica. Lo stile delle vocals di James da isterico e sguaiato diventa con 'Master 'più robusto, pulito, migliore. Nel 1988 i Metallica registrano il primo album con il nuovo bassista, Jason Newsted: 'And Justice For All segna un cambio di stile nel rappresentare il thrash metal. A parere di molti, in questo album e nel suo relativo tour, si può apprezzare il miglior James Hetfield di sempre, interprete di vocals sempre più accurate, passionali, rabbiose ma al tempo stesso molto tecniche ed espressive. Negli anni '90, Hetfield e i Metallica diventano tra i gruppi di maggiore successo commerciale della scena rock/metal, grazie a Metallica [1991], in cui James e soci mantengono un certo livello di qualità nonostante un cambiamento stilistico. James si distingue ormai in ogni campo, dall'aggressiva e violenta rabbia thrash alle più dolci e melodiche ballate che rendono la sua voce uno strumento poliedrico ed efficace. Qualcuno dice che sul Black Album James 'canti' veramente per la prima volta. Load [1996] e Re-Load [1997], i dischi successivi, non vennero però acclamati dai fan di vecchia data. St. Anger [2003] in parte segna un ritorno a sound più aggressivi. Soprattutto nel grezzo cantato di James, che molto molto raramente lascia spazio a fraseggi melodici. Death Magnetic [2008] rappresenta l'autentica rinascita degli Eighties, con un James stellare a gridare il ritorno della leggenda Metallica. James è cambiato molto, in tutti i sensi, nel corso della carriera. Anche nel look: capelli lunghi, imberbe e con lo sguardo da ragazino agli inizi; metallaro cattivo&duro negli anni d'oro, con barba, capelloni, catene, borchie e abiti neri; stile country, con capelli sulla nuca e basettoni, a metà anni '90; infine, capelli cortissimi e pizzetto oggi, quando, abbandonati gli eccessi e l'esuberanza giovanile, è un buon padre di famiglia e un metallaro felice. A causa della sua dipendenza da alcol, Hetfield aveva avuto molti problemi familiari. Dal momento della sua riabilitazione, cerca di trascorrere molto più tempo con sua moglie e i suoi figli. James è sposato dal 1997 con Francesca Tomasi, e da lei ha avuto tre figli: Cali Tee, Castor Virgil e Marcela.
METALLICA, FINALMENTE UN RITORNO ALLE ORIGINI?
Fan dei Metallica in fermento! Il nuovo album, previsto per la prossima primavera, si annuncia un grandioso ritorno ai tempi d'oro del thrash metal. Sembra volercelo far capire il chitarrista Kirk Hammett in un'intervista a "Metal Shock" di agosto: "abbiamo preparato circa 22 brani, di cui ne sceglieremo una decina scarsa. Comunque posso dire che il sound è il più cool mai inciso negli ultimi 16 anni" ha detto Kirk. Insomma sembra proprio trattarsi di un ritorno a prima del Black Album, con-aggiunge Hammett- "tantissimi soli, come ai vecchi tempi, un sound devastante che faranno dell'album il nostro lavoro definitivo!"... Fantastico! Dopo Load. Reload e St Anger i Metallica stanno per tornare la favolosa band di una volta! Sembra un sogno, dopo tanti anni di tristi interviste del tipo "abbiamo deciso di cambiare ed evolverci, è inutile evocare sempre il passato. Questi sono i nuovi Metallica". Inutile dire che l'attesa spasmodica sta già divorando ogni appassionato di musica... Preparatevi: stanno tornando gli dei del Metal...
KIRK HAMMETT
CAPITOLO PRIMO: DAL 1981 AL 2000
Metallica. Ci sono band che vanno al di là della storia e ben oltre la leggenda. Sicuramente i Metallica sono tra queste, grazie ad una storia immensa imperniata su una serie di album imprescindibili, oltre che un rendimento live stellare e costante. I Metallica sono gli artefici della rivoluzione, coloro che dinnanzi al fenomeno del metal da hit parade hanno forgiato nell'ira il thrash di 'Kill'Em All'; precursori e artefici di uno stile grezzo, velocissimo e minimale, essi sono stati tra i capiscuola di una serie di band incredibili, accomunate dalla provenienza geografica, la Bay Area di San Francisco, e dalla stessa foga isterica nel proporre un heavy metal molto più estremo di quanto non fosse stato fino a quel momento. Non solo: dopo aver di fatto generato il thrash metal, i Quattro Cavalieri lo hanno rimodellato, perfezionato ed elaborato, fino al culmine di un album praticamente perfetto come il cattedratico 'Master Of Puppets', e basta il nome a far tremare i polsi. James Hetfield, Lars Ulrich, Kirk Hammett, Cliff Burton: i nomi dei rivoluzionari sono evidenti. Quattro album enormi per fare la storia del metal più duro targato Eighties, uno per smontare in un colpo il muro creato tra il metal e la società: l'omonimo 'Metallica' è la carta per dimostrare di poterlo portare nelle case di tutti, l'acciaio, a costo di rinnegare il moto rivoluzionario che ha fatto scoccare la scintilla originaria. Formatisi nel 1981 a Los Angeles, in California, i Metallica sono nati dalla conoscenza tra James Hetfield e Lars Ulrich tramite un annuncio su una rivista. Il moniker deriva da un fatto curioso: un giovane amico di Lars, Brian Slagel, aveva deciso di chiamare Metallica la sua fanzine, ma Ulrich gli soffiò gli idea proponendogli in cambio un meno incisivo 'Metal Mania'. La band era completata da Ron Mc Gouvney, un vecchio amico di scuola di Hetfield, e da chitarristi transitori, come il colored Lloyd Grant; il primo chitarrista veramente stabile e dotato di un carisma fuori dal comune fu Dave Mustaine, tanto fulmineo con le sei corde quanto irascibile ed orgoglioso. Dopo le prime sessioni nel garage di Ulrich, nel 1982 i nostri registrarono la demo di 'Hit The Lights' per la compilation Metal Massacre; ma era un periodo in cui vari componenti si affiancarono ad Hetfield ed Ulrich, che al tempo non esitavano ad aprofittarsi di Mc Gouvney, il quale si sobbarcava tutte le spese relative ai trasporti e agli alloggi, ricevendo in cambio solo prese in giro e dispetti. Visto il valore discutibile di Mc Gouvney, tuttavia, la band optò presto per un fenomenale headbangers visto all'opera nei Trauma, Cliff Burton. La band di Cliff suonava uno stantio glam rock a San Francisco, ed era un hippy rilassato, pacato ma molto ambizioso: il suo obiettivo era suonare in una band molto più aggressiva, allineata alla scena estrema che pulsava nella sua città; Burton accettò di unirsi ai Metallica a patto che questi si fossero trasferiti proprio a San Francisco, lontano dalla scena glam troppo commerciale di Los Angeles. Alla chitarra, Dave Mustaine si era dimostrato abile e virtuoso, ma troppo irrequieto e incline alle sbronze: sarebbe stato presto silurato dai suoi compagni, proprio alla vigilia delle recording sessions del disco d'esordio, per diventare in seguito il frontman dei rivali Megadeth. Fu sostituito dal giovane Kirk Hammett, ascia dei promettenti colleghi di moshpit Exodus. Nel circuito underground, i Metallica si erano creati fama e rispetto grazie al celebre demo 'No Life Till Leather', che aveva diffuso le bollenti scorie primigenie del thrash a distanza di chilometri e chilometri, giungendo fino alle orecchie di John Zazula, un appassioanto di heavy metal che possedeva un negozio di dischi a New York e si improvvisò manager discografico, puntando forte su quei ragazzi e investendo capitale proprio per aiutarli a realizzare un proprio disco: 'Mia moglie Marsha ed io eravamo nel negozio di dischi e stavamo suonando Angelwitch o qualcosa del genere, quando un nostro cliente che era stato di recente in California entrò in negozio con una copia di quel demo. Ora, se c'era una cosa che all'epoa non volevo era che si mi seccasse con l'ascolto di nastri di prova. Lo mettemmo comunque sullo stereo e in capo a cinque minuti eravamo tutti presi dalla cosa, ma sul serio. So che é un'affermazione bizzarra e difficile da credere, ma prima ancora che quel nastro finisse avevo chiara l'idea che i Metallica sarebbero diventati quelli che oggi sono. Non chiedetemi perché, lo sapevo e basta. Subito dopo l'ascolto del nastro, dissi a Marsha che dovevo scovare la band, così contattai i tipi che lavoravano per la fanzine Metal Mania in Oregon e chiesi loro se mi potevano mettere in contatto. All'epoca stavamo promuovendo una dozzina di spettacoli nella nostra area, con bands come Venom, Rods, Vandenberg e pensavo che i Metallica potessero essere tipi giusti da aggiungere in cartellone. Così proposi ai tipi di Metal Mania di contattarli. Detto fatto. Lars mi chiamò due giorni più tardi mentre stavo cenando e avevamo appena finito di parlare al telefono che i Metallica erano già in viaggio per casa mia'. Guidarono su un furgoncino sgangherato per giorni e notti, attraversando tutti gli States e rischiando anche la pelle quando alla guida si sedette Mustaine il quale, ubriaco, trascinò il mezzo fuori strada. All'altezza dello Iowa, Hetfield e Ulrich decisero di silurarlo: la cosa avvenne poco dopo essersi ambientati a New York, dove peraltro essiccarono ogni goccia d'alcool presente nella cucina degli Zazula. Finendo per esser sfrattati e piazzati al Music Building, dove non c'era nemmeno l'acqua calda per la doccia o un forno a microonde per riscaldarsi gli hot dog e solo l'amicizia degli Anthrax permise loro di mantenere condizioni di vita almeno vagamente decenti. Erano, senza ombra di dubbio, anni veramente eroici.
Alle radici di una leggenda: 1981- 85
GLI ANNI SELVAGGI DELLA BAY AREA DI FRISCO
GLI ANNI SELVAGGI DELLA BAY AREA DI FRISCO
Rabbia e rancore, sotto il sole di California: sono sentimenti di ribellione profonda quelli che venivano covati nel cuore di James Alan Hetfield, biondissimo ragazzino che troppo a lungo aveva sopportato la bigotta egemonia dei genitori. Scientismo cristiano, l'odiatissimo pomo della discordia: le convinzioni religiose degli Hetfield mozzavano le ali del giovane James, affidandosi ad un immobilismo totale nella prospettiva di una vita che andava lasciata solo ed esclusivamente alle cure di Dio; non poteva fare nulla, James, nemmeno giocare a football nella squadra della scuola. Lui e l'amico Ron Mc Gouvney erano gli 'emarginati' della classe, i 'fancazzisti' di turno: la loro rabbia e la loro voglia di fuga si rispecchiava nella musica che amavano, ovvero il rock e l'heavy metal di band come Kiss, Aerosmith, Diamond Head. James impara a strimpellare la chitarra del fratello David, supera il divorzio dei suoi e addirittura la morte della madre per cancro quando lui aveva solo 16 anni: lei, la madre, aveva rifiutato le cure affidandosi ancora una volta alla Provvidenza divina. Il ragazzo è giovane, ma ha già deciso cosa vuole dalla vita: suonare, suonare, suonare. Mettere su una band non è facile: Syrinx, Phantom Lord, Leather Charm, sono alcuni dei gruppi in cui James si sbatte, senza mai trovare dei compagni di avventura all'altezza. La svolta della vita arriva dalla Danimarca, ed ha la parlantina schizofrenica e iperattiva di Lars Ulrich, da poco arrivato negli States col padre, campione di tennis; Lars è appassionato della NWOBHM, conosce decine di band inglesi e soprattutto suona la batteria. LEGGI TUTTO.
Nel 1983 finalmente i Metallica pubblicano il loro primo album, 'Kill'Em All', uno dei più importanti lavori del genere, caratterizzato da un thrash metal grezzo, minimale, furioso e iper veloce, fulmineo, fiammante e letale, soprattutto per un'epoca in cui Iron Maiden e Judas Priest erano le band più dure in circolazione al di fuori dei brutali Venom. Affermava all'epoca l'entusiasta Lars Ulrich: 'I pezzi veloci senza variazioni tendono a sembrare tutti uguali. Quando facciamo cose veloci cerchiamo di mettere degli stacchi, perchè le fanno sembrare ancora più veloci'. Gli intenti della band erano chiari fin dalla copertina, che raffigura una pozza di sangue attorno ad un martello, con l'ombra minacciosa di una mano: il titolo prescelto era inizialmente 'Metal Up Your Ass' e l'artwork vedeva una punta acuminata fuoriuscire da un water, ma la casa discografica censurò questa immagine forte e la band ripiegò su 'Kill'Em All' riadattando una frase di Cliff Burton riferita ai discografici: 'Fuck them all, kill them all'. Il disco si apre con Hit The Lights, prima canzone scritta dalla band; segue 'The Four Horsemen', il brano più intricato e ricco di cambi di tempo, che diventa un vero e proprio cavallo di battaglia e si rifà al passo biblico dei quattro cavalieri dell'apocalisse, riletto però in chiave auto celebrativa. Spicca nella tracklist 'Whiplash', velocissima e suonata con una precisione chirurgica da James alla chitarra ritmica. Nel complesso i testi erano quasi tutti molto semplici e 'infantili', ma anche diretti e tremendamente efficaci. Il pezzo che resta più impresso è 'Seek & Destroy', col suo riff al vetriolo e il ritornello che diventa un inno per generazioni intere di metallari incazzati. Dal punto di vista lirico, la devastante 'Metal Militia' è un vero credo nel Verbo dell'heavy metal, una dichiarazione sfrontata di militanza in uno stile di vita vero, appassionato e fiero. Lo stile vocale di James Hetfield è aggressivo e sfrontato, tremendamente esaltante in reazione ai i fulminanti assoli di Kirk Hammett. Tutti i pezzi sono elettrizzanti e sanguigni, costuiti su riff ugualmente energici ed eccitanti: dalla frenetica 'Jump In The Fire' alla vibrante 'Motorbreath', dedicata agli ispiratori Mtorhead, dall'elettrica e distorta No Remorse', infuocata da uno stop'n'go da orgasmo, alla sottovalutata ed abrasiva 'Phantom Lord': un manipolo di killer tracks tiratissime e da headbanging forsennato, giostranti su riff acuminati e pericolosi. A prevalere erano la foga e la velocità, miscelate con risultato energico e orgasmico, basato sulla ripetizione frenetica di riff secchi e taglienti iper eccitati, oltre che su assoli di chitarra velocissimi e fulminanti, ma che mantenevano un contatto importante con la melodia tipica dell'heavy metal. James Hetfield negli anni successivi affermò: 'All'epoca era tutto molto diverso. Abbiamo scritto certe cose pensando di suonarle a velocità normale, e invece poi ci è venuto spontaneo accelerarle. Continuavamo a provare, e i pezzi diventavano sempre più veloci, l'energia continuava ad accumularsi. Era sempre più veloce, dal vivo succedeva sempre un bordello'. Ricorda Gem Howard, che fece da manager alla band nel suo primo tour e lavorò in seguito nella Music For Nations, ricorda: 'Quando ascoltai una copia di Kill'Em All pensai che fosse diverso, diverso in special modo da quel che circolava all'epoca. Ma non ne rimasi impressionato più di tanto, non mi venne in mente che potesse essere quello il futuro del metal. C'era comunque qualcosa di speciale nella band. Il punk era solo 'da da da da', una cosa così, un rumore insensato che non portava da nessuna parte, mentre i Metallica avevano qualcosa di effettivamente musicale in sè. C'erano quelle chitarre e quei ritmi veloci ma anche squarci di bizzarria e fu quello che esercitò un certo fascino. Al di là del rumore erano effettivamente bravi'. La band si involò nel suo primo tour, che fu un vero e proprio trionfo della follia e del divertimento: alcool a fiumi e musica potentissima, per un gruppo di ragazzini sfrenati che non avevano più limiti. James Hetfield, con i lunghi capelli biondi, i jeans sdruciti e gli smanicati toppati, era il leader del gruppo, tanto silenzioso e solitario da sobrio quanto folle e casinista da brillo; Kirk Hammett era più timido e contenuto, mentre Lars Ulrich era il più su di giri, sempre schizofrenico ed iperattivo. Cliff Burton era l'anima profonda del quartetto: col suo look da hippy e il suo aplomb compassato, ma anche con il suo grande carisma, era rispettato e venerato senza aver mai bisogno di alzare la voce o fare cazzate.
Durante il tour europeo, la band mise a ferro e fuoco le città e i locali che erano state sede della storia dell'heavy metal del vecchio continente, come Londra: per festeggiare gli spettacoli travolgenti nei celebri pubs della capitale inglese, Ulrich ed Hetfield ci diedero dentro in ogni bar della zona, e James finì con l'arrampicarsi sull'insegna al neon del cinema Odeon. Appena un anno dopo 'Kill'Em All', i Metallica pubblicano 'Ride The Lightning', il disco della completa maturità. Al fianco della velocità incontrollata e aggressiva tipica degli esordi compaiono ritmi più vari e versatili, composizioni più curate e strutturate in cambi di tempo, melodie differenziate e tecnica più sviluppata. Dal punto di vista lirico, i testi scritti da Hetfield sono più maturi e, invece di limitarsi ad adolescenziali lodi all'headbanging, trattano tematiche sociali, storiche, letterarie o addirittura bibliche: il blu sgargiante della copertina, incentrata su una sedia elettrica in un cielo squartato dai fulmini, é indicativa proprio in tal senso. L'opener 'Fight Fire With Fire' è il pezzo che ricollega l'album a Kill'Em All: grezza, velocissima, thrash in tutto e per tutto. Parla di come gli uomini si porteranno all'autodistruzione continuando a farsi la guerra tra loro. La title track, aperta da un riff marziale e caratterizzata da continui cambi di tempo, un assolo pazzesco e continue ripartenze, è il terrificante flusso di coscienza di un condannato alla sedia elettrica; 'For Whom The Bell Tolls' è un brano lento e cadenzato, scandito dai rintocchi di campana e ispirato al romanzo sulla guerra di Ernest Hemingway: diventa un classico, sempre presente in sede live grazie alla sinistra sezione strumentale iniziale. La prima 'ballad' del thrash metal è 'Fade To Black', che parla di un uomo che ha perso la voglia di vivere: dolce e tristissima, si apre in un finale in crescendo che culmina in un assolo veloce e dai contorni tecnici spaziali, spiccando per lo strepitoso tasso melodico che la imbeve di armonie ed emozioni. Vere perle del disco sono la lunga strumentale 'The Call Of Ktulu', ispirata ai romanzi horror fantasy di Philippe Lovercraft, e la leggendaria 'Creeping Death', un brano complesso ed elaborato davvero da capogiro, ricco di riff e abbellito da assoli sferzanti e di melodia stupenda. Esso si ispira all'episodio biblico delle piaghe d'Egitto ed è un altro grande classico della band. RTL vendette otto milioni di copie. Ricorda Hetfield: 'Ci fu gente a cui Kill'Em All non era piaciuto che ci lodò invece senza riserve per i progressi fatti da lì in avanti. Credo che, in termini di canzoni, Ride The Lightning sia di gran lunga superiore a qualsiasi altra cosa da noi registrata. C'é molta più melodia nel repertorio di quel disco; i ritornelli sono più aperti, gli arrangiamenti molto migliori'. Ribadiva Ulrich: 'Ride The Lightning non è come un unico, lungo pezzo, come era stato per Kill'Em All, in cui tutti i brani venivano eseguiti alla velocità della luce, come Metal Militia. Vedi, una cosa ci diventò chiara nel periodo tra Kill'Em All e Ride the Lightning: che per essere potente e pesante non devi necessaramente dipendere dalla velocità. Io penso che canzoni come For Whom the Bell Tolls e la titletrack riflettano questo nuovo atteggiamento. Vabbè, poi c'é sempre la lettera strana o il commento tipo 'se non suonate dieci Metal Militia su ogni album allora non siete i Metallica e non va bene', ma noi facciamo quello che facciamo secondo quello che sentiamo in un determinato momento. La band é maturata e stiamo ancora imparando. Se la gente pensa che ci siamo rammolliti, bè, fanculo, noi non abbiamo bisogno di merda del genere'. La velocità tipica del thrash restava insita in pezzi devastanti come la già citata Fight Fire With Fire o nella sottovalutata Trapped Under Ice, oltre che nelle accelerazioni improvvise di altri brani più complessi nell'architettura, che così conferivano al suono della band una dimensione più profonda e spessa. I quattro cavalieri mandavano regolarmente in delirio i fan con le loro grandi performances on stage, lunghi capelli al vento e grinta da vendere, caratteristica dell loro stile sincero, diretto, semplice. Uno dei concerti che passò alla storia fu quello di Castle Donnington, al celebre Monsters Of Rock: i Metallica erano inseriti in un bill infarcito di band glam e da classifica, ma misero a ferro e fuoco la location con una prestazione abrasiva ed urticante. Hetfield prima ammutolì il pubblico ['Se siete venuti qui per vedere spandex, trucco agli occhi e un 'oh, baby' in ogni cazzo di canzone, non è questa la band!'], poi macinò riff e rabbia sul palco; infine, portò un pò di allegria nel backstage, scortato da qualche fedele amico nella distruzione del buffet, con tutti i piatti di cibo scagliati in faccia al pubblico da dietro il palco. L'accoglienza dei kids inglesi, ormai abituati a band da classifica come Bon Jovi e Def Leppard, non fu delle miglori, come ricorda Ulrich: 'Il pubblico britannico é strano, ma una volta che ti sei convinto che essere bombardati da bottiglioni di plastica pieni di piscio, fango e panini al prosciutto non è un segno di disprezzo, e una volta che hai imparato a suonare spostandoti continuamente per evitare gli oggetti in volo, beh, allora puoi anche diverirti'. Per evitare una pera volante, Cliff Burton si spostò e, vedendola incastrata nella custodia del suo basso, la raccolse e, col suo solito aplomb, la morsicò prima di ritirarla alla gente come se niente fosse!
Alla scoperta dei four horsemen
FOCUS: DIECI PUNTI PER CAPIRE I METALLICA
Analisi di un successo annunciFOCUS: DIECI PUNTI PER CAPIRE I METALLICA
Li chiamano ‘The Four Horsemen’, i quattro cavalieri dell’Apocalisse, e non a caso: il thrash metal arriva dalla California agli inizi degli anni ottanta, portato con orgoglio da un manipolo di giovani band trainate proprio dai Metallica, i più fieri capipopolo della rivoluzione. Il disprezzo per le conformità, le regole, le imposizioni e la musica ‘facile’ -come quella glam metal, che spopolava a Los Angeles- portarono James Hetfield e Lars Ulrich a sperimentare un sound più veloce e aggressivo, che colpì nelle parti basse i normali metal fans. Grazie ad una qualità compositiva fuori dalla norma e ispirati da un genio della musica come il bassista Cliff Burton, i Metallica evolvono il loro thrash metal progredendo via via di livello, e arrivando a mettere sul mercato quattro album irraggiungibili, potentissimi e asciutti. L’energia e l’innovazione che ha sempre contraddistinto i primi dischi del combo californiano gli ha permesso di ergersi presto a pilastro e portabandiera più rispettato della scena metal mondiale: nella seconda metà degli Eighties, i Metallica scalzano Judas Priest e Iron Maiden e diventano la band metal per eccellenza. LEGGI TUTTO.
I Metallica avevano dimostrato di poter essere letali e possenti anche sfruttando ritmiche meno serrate, ed erano pronti a sferrare una nuova mazzata, questa volta potente come non mai e capace di riscoprire velocità scarnificanti. Spiegava al tempo Lars Ulrich: 'Certo, siamo stati gli iniziatori del thrash per via della velocità, dell'energia e della sgradevolezza delle nostre canzoni, ma abbiamo sempre guardato oltre certe limitazioni, sentendoci piuttosto come un complesso americano con un approccio europeo al metal. In tutta onestà, sono quasi nauseato dall'atteggiamento espresso da tanti complessi thrash; il loro unico obiettivo é quello di suonare sempre più veloce. Cosa vuole dimostrare tutto ciò? Tutti sono in grado di concentrarsi sulla velocità fine a sè stessa, togliendo però spazio a sottigliezza, abilità, voglia di nuovo. I Metallica cercano sempre di migliorare, ed é questo il motivo per cui ora stiamo ricevendo attenzione. In Ride The Lighting abbiamo imparato che si può conservare vigore anche rallentando il passo; ora ci siamo accorti che l'impatto può essere duro anche se la musica é sottile. ora stiamo sperimentando atmosfere diverse e cerchiamo di ampliare la nostra base musicale, penso che questo si noterà nel nuovo disco, dove ci concederemo molto respiro e ci permettiamo di andare in qualsiasi direzione scelta. Per certi versi, tutto questo é iriconducibile all'investimento di tempo e denaro che ci é stato concesso per registrare Master of Puppets. Quando in studio sei soggetto a meno restrinzioni ed eviti la situazione di dover far le cose di fretta perchè i soldi sono finiti, allora puoi rilassarti e sperimentare un pò di più'. Il 1986 fu l'apice della carriera dei ragazzi californiani, capaci di graffiare la scena metal col più grande capolavoro mai realizzato nel genere. 'Master Of Puppets' è infatti un enorme ed ulteriore passo avanti nella carriera del quartetto, ancora più massiccio e articolato, vario e ricco di potenza, velocità, aggressività. Proprio la titletrack é una chiara sintesi dello spettro sonoro insito in questo album cattedratico, essendo un componimento dai contorni impressionanti, che è spesso ritenuto la canzone metal per eccellenza. Essa parla della società che utilizza i suoi consociati come burattini e, parallelamente, della dipendenza da sostanze stupefacenti: un dramma che colpisce molti giovani. Musicalmente, il pezzo gode di una serie di riff mozzafiato, si delinea su potenti ritmi mid tempos ma lascia spazio per prominenti aperture più rapide; sono presenti due assoli spaziali e leggendari, il primo molto melodico e malinconico, che va ad arricchire una sezione centrale struggente e da pura pelle d'oca, il secondo velocissimo e scatenato, teso ad esplodere la ripartenza implacabile e mettere in luce tutta l'impellenza tecnica e melodica dei due chitarristi. Il disco, a detta degli stessi musicisti, è stato realizzato attraverso un processo di cura maniacale e attenzione estrema del dettaglio, e vede un'ulteriore crescita tecnica e strutturale dei giovani thrashers. La stratificazione delle architetture e delle armonie intrapresa con 'Ride the Lightning' viene proseguita con grande maturità e un'accresciuta potenza sonora, il tutto corredato da testi ancor più attuali, sociali e scottanti, scritti apposta per far aprire gli occhi alla gente e scandalizzare i perbenisti che cercano di nascondere le ingiustizie e gli scandali della società moderna. L'artwork di copertina rappresenta un cimitero di soldati americani, con delle mani che, dal cielo, muovono i fili delle nostre vite: una metafora del sistema al quale siamo sottoposti, riflessa in musica attraverso molte delle tracce leggendarie che spiccano nella tracklist. I pezzi presenti sono solo otto, ma la loro qualità basta da sola a rendere questo disco molto più ricco di molti altri che seguiranno in ambito metal: la complessità delle strutture, i cambi di tempo, la capacità di passare da brani serrati ad altri più pesanti, l'elevato tasso tecnico e melodico di refrain e assoli, il numero vertiginoso di riffs adrenalinici ed incisivi e le tematiche interessanti e vicine alla vita di ognuno di noi ne fanno uno dei dischi più belli di tutti i tempi. In 'Battery', un pezzo fottutamente thrash e sparato alla velocità della luce, spiccano l'abilità di Lars alla batteria e il riffato sempre più convulsivo di Hetfield: il risultato é travolgente e l'impatto devastante, da headbanging disinibito e ininterrotto; 'The Thing That Should Not Be' sembra essere ispirata ancora da Lovercraft ed è un macigno lento e pachidermico pesantissimo. La ballad 'Welcome Home [Sanitarium]' racconta le sofferenze di un ospite di un ospedale psichiatrico e i suoi sogni di fuga dal mondo che lo circonda, rifacendosi nello stile a 'Fade To Black'; essa infatti si apre lenta e malinconica, prima di accelerare con un ritmo incalzante nel roboante finale. In 'Disposable Heroes' si analizzano le contraddizioni di un campo di battaglia, cercando di rendere l'idea della guerra con repentini cambi di velocità, che rendono la canzone una corsa rapidissima ed elettrizzante: uno degli episodi più terremotanti dell'intero repertorio dei Metallica, compatta ed inscalfibile come un carro armato ma al contempo martellante e rapida, innervata da riff al vetriolo. La strumentale 'Orion' è un capolavoro del bassista Cliff Burton, ed è un brano lungo e articolato, che sintetizza al suo interno tutte le sfumature tecniche della band: accelerazioni e intermezzi melodici, atmosfera cupa, potenza impattante. Concludeil disco la tellurica Damage Inc', una violentissima sfuriata di thrash puro e devastante; essa parla di violenza e distruzione ed è un brano veemente, sostenuto dalla classica ritmica a rincorsa, da riff letali e da un'adrenalina incalzante, raddoppiata dalla consueta potenza stentorea che in questo disco tocca livelli elevatissimi; 'Leper Messiah' invece attacca i predicatori religiosi americani e le loro tradizioni domenicali che appaiono tanto false ai Nostri, ancora una volta concedendo agli headbangers attimi di delirio attraverso scorribande veloci, per quanto più contenute rispetto alle serrate più imbizzarrite del platter, come 'Battery', 'Disposable Heroes' e la stessa 'Damage Inc'. All'apice della loro carriera, i Metallica girano il mondo in una serie di date infinita, nelle quali si rendono attori di spettacoli incredibili osannati dal popolo di metallo, letteralmente rapito dai suoi Cavalieri. Tra gli altri, rimase memorabile quello tenutosi a Londra in compagnia degli Anthrax, come ricorda il chitarrista dei mosher di New York, Scott Ian: 'Ci sentivamo parte di qualcosa. La platea era impazzita e avevamo la sensazione che stesse succedendo qualcosa. L'energia era palpabile'. Purtroppo, però, ogni cosa bella è destinata a finire. E per i Metallica qualcosa finisce molto, molto male. Un destino bastardo toglie al mondo il sorriso e l'headbanging di Cliff Burton, che muore in un incidente del pullman della band, durante il tour in Scandinavia. La rabbia di Hetfield e la disperazione di tutti quanti rimangono il capitolo più struggente. 'Vidi l'autobus sopra di lui. Vidi le sue gambe spuntare fuori. Crollai. L'autista, ricordo, stava tentando di dare uno strattone alla coperta posta sotto il suo corpo per usarla per le altre persone. Dissi soltanto 'Non farlo, cazzo'! Volevo uccidere quell'uomo. Non so se fosse ubriaco o se passò sul ghiaccio. Quello che seppi fu che stava guidando e che Cliff non era più in vita'. Ricorda Howard: 'La loro reazione fu quella di smettere, perché non c'era più motivo di andare avanti, l'unità era stata infranta, la chimica infranta. Chiunque avessero inserito al posto di Burton, avrebbe cambiato la band, perchè se tu hai quattro elementi uniti allora hai una certa cosa, ma se cambi anche uno solo di questi elementi ne hai un'altra, completamente diversa'. Alla fine decisero di andare avanti proprio in memoria di Cliff, e qualche mese dopo, venne ingaggiato Jason Newsted dei Flotsam And Jetsam per sostituirlo.


L'ascesa inarrestabile: 1985-90
METALLICA, CONSEGNARSI ALLA LEGGENDA
METALLICA, CONSEGNARSI ALLA LEGGENDA
Nel gennaio 1986 viene ultimato il nuovo attesissimo album dei Metallica, intitolato proprio Master Of Puppets. La potenza che aleggia nei solchi dell'album è devastante: dopo aver guardato in faccia la morte nel lavoro precedente, ora i Metallica si occupano della società e del controllo che essa muove nei confronti dei suoi consociati. I pezzi più devastanti sono quello iniziale, la tellurica Battery, quello conclusivo, la violentissima Damage Inc e la centrale Disposable Heroes, furiosa ribellione contro gli Stati che mandano i propri ragazzi in guerra senza preoccuparsi dei loro destini. Al di là di questi pezzi velocissimi, i Metallica si esibiscono in una serie di calibri da novanta della Storia dell'heavy metal, Storia che si sintetizza spesso in un'unica canzone: la leggendaria titletrack, mostruoso esempio di come dei ragazzi ancora giovanissimi possano dare vita a qualcosa di immortale e inspiegabile, capace di infiammare cuori e menti per decenni e decenni a seguire. Trattando il tema scottante della dipendenza [dalle droghe come dalla società: c'è sempre qualche burattinaio pronto a manovrare i nostri voleri], i Metallica compongono una delle canzoni più celebrate e amate di ogni generazione, inno e bandiera capace di unire qualsiasi headbanger a qualunque latitudine. LEGGI TUTTO.
La band non si ferma, riprende in mano i primi progetti iniziati con Cliff e, dopo un normale periodo di crisi esistenziale, si rimette in studio. Dopo un album di cover, 'Garage Day Re-Revisited', tributo ai gruppi ispiratori e possibilità di ambientamento concessa a Newsted, nel 1988 i Metallica pubblicano 'And Justice For All', il loro lavoro più tecnico. Il disco è molto più potente che in passato, e presenta una prestazione eccellente di Ulrich alla batteria, nonchè del solito ottimo Hetfield nel doppio ruolo di vocalist e chitarra ritmica. Tutto è studiato con dovizia di particolari, potenza e velocità sposano la tecnica e la precisione chirurgica in ogni singola nota, mentre la solita copertina ad effetto vede la statua della giustizia cingere una bilancia sui cui piatti pesa il potere dei dollari. La title track parla della corruzione della giustizia del sistema, e si apre con un arpeggio acustico prima della consueta esplosione di potenza tipico dei Metallica: essa concentra un numero ragguardevole di riff e si districa in partiture sempre in movimento, prolungandosi in un minutaggio elevato che rispecchia il concetto di progressione tecnica coincidente con questo disco. I pezzi più veloci e aggressivi, in linea col thrash degli esordi, sono 'Blackened'. 'Shortest Straw' e 'Dyers Eve', tremebonda sfuriata che parla delle imposizioni dei genitori, le quali hanno turbato l'infanzia del piccolo Hetfield: nonostante esse siano sfuriate all'arma bianca, scoccate a briglia sciolta su una ritmica devastante e mai così compatta, godono a loro volta di uno spessore delle trame assai notevole, essendo al contempo tellurici e tecnici. Riff dopo riff, i Metallica corrono veloci e piazzano una serie incredibile di assoli al fulmicotone, melodie perfette, ritornelli trascinanti, e sempre componendo pezzi di notevole durata, che non annoiano mai e mantengono sempre alta l'attenzione dell'ascoltatore. 'To live Is To Die', imponente pezzo strumentale, è dedicata al compianto Cliff Burton, e presenta ricche strutture infarcite di riff, cambi di tempo e diversa ambientazione, melodica e atmosferica, alternando momenti dalle coordinate più disparate: un chiaro esempio dello spessore tecnico raggiunto dalla band. 'One' è una struggente ballata che parla della disperazione di un uomo che dopo la guerra è costretto a vivere attaccato a complessi macchinari: musicalmente si delinea struggente e melodica, ma proprio come gli illustri precedenti dei dischi precedenti gode di un crescendo emotivo incredibile nella sua seconda porzione: essa si fa possente e sfocia nell'ennesimo assolo orgasmico sfrecciato sulle sei corde di Kirk Hammett. 'One' fu anche il primo video della band, e divenne presto un classico imprescindibile. I brani di And Justice For All valgono al platter l'etichetta di technical thrash: erano lunghi e complessi, e per questo la band negli anni novanta smetterà di suonarli per intero ai propri concerti. L'album era potentissimo, e si distinse anche per la presenza di tracce come 'Harvester Of Sorrow', lenta e ossessionante, 'The Frayend End Of Sanity' e 'Eye Of The Beholder', quadrate e tremendamente intransigenti: la prima é la migliore delle due, contraddistinta da velocità più marcate e passaggi più incisivi ed emotivi, cambi di tempo ed una sezione solista fibrillante.

Il 1991 è l'anno in cui i Metallica sconfinano ogni oltre immaginazione, e non soltanto in senso positivo. L'album omonimo, 'Metallica', ribattezzato 'Black Album' per via della copertina completamente nera, è quello di maggior successo planetario della band, capace di vendere oltre ventitrè milioni di copie. Ciò è dovuto ad un abbandono delle sonorità thrash più cruente a favore di un heavy metal più fresco ed elementare, aspetto che colpì in negativo i fan più datati ma permise al quartetto di rinnovarsi ed abbracciare una nuova, enorme fetta di pubblico. L'album si apre col riff celebre di 'Enter Sandman' e continua con 'Sad But True': esse si basano più sulla pesantezza che sulla velocità e parlano dell'egoismo dell'animo umano, della sua visione chiusa della realtà. La ballad 'The Unforgiven', intrisa di melodie solenni e tristi, parla invece del significato della vita e di certi limiti che chiudono le possibilità dell'esistenza: la differenza con brani come fade To Black o One stava nel fatto che, ad un avvio malinconico e melodico, non coincideva affatto un crescendo finale. Insomma, era una ballata a tutti gli effetti. 'Wherever I May Roam' si apre con una melodia orientale successivamente ripresa in chiave metal, e parla di uno spirito libero che vagabonda senza meta: i ritmi cadenzati diventano più rapidi nel ritornello, ma é 'Trough the Never', che parla di un viaggio cosmico [specchio di un percorso introspettivo] ad essere uno dei pochi pezzi veloci del platter, nonostante diversi rallentamenti al suo interno. Se negli album precedenti i Metallica affrontavano temi di interesse generale, in questo disco James espone tematiche personali. Come nella celebre ballata 'Nothing Else Matters', prima canzone d'amore dei Metallica, dedicata ad una ragazza sepolta tra i ricordi del chitarrista: un brano romantico era quanto la band aveva sempre definito 'impensabile', ma ora coincideva proprio con una hit capace di spopolare su MTV. I fans si divisero, anche se nel complesso va riconosciuto che 'Metallica' era ancora molto cupo e pesante, fottutamente duro e compatto, interessante nelle melodie nonostante la grande semplificazione tecnica che aveva alleggerito gli arrangiamenti. In altre canzoni vengono nuovamente affrontati temi come il tormento interiore o la discussione religiosa, mentre in 'Of Wolf And Man' si racconta della bestialità insita in fondo ad ogni essere umano. Grazie al Black Album, il successo consacrò definitivamente i Metallica nell'olimpo della musica hard'n'heavy.
METALLICA DISCOGRAPHY
1983 KILL'EM ALL 1984 RIDE THE LIGHTNING 1986 MASTER OF PUPPETS 1988 ...AND JUSTICE FOR ALL 1991 METALLICA 1993 LIVE SHIT 1996 LOAD 1997 RELOAD 2003 ST. ANGER 2008 DEATH MAGNETIC
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