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ADRIAN SMITH PARLA DEL PROSSIMO DISCO
IRONS SEMPRE IN AZIONE


L'edizione inglese di Metal Hammer ha recentemente condotto un'intervista con il chitarrista degli IRON MAIDEN Adrian Smith, nella quale l'artista ha parlato del prossimo album del gruppo: "Ne stavamo parlando l'altro giorno, e da allora ci sto pensando continuamente, perchè ci sono davvero molti modi in cui potremmo affrontare il nostro prossimo album. Sarebbe bello avere già le canzoni pronte e passare dal tour allo studio. Di solito ci prendiamo una lunga pausa, e successivamente suoniamo in studio nella stessa maniera in cui lo facciamo dal vivo, ed è dura dopo esser stati fermi per sei mesi. Mi piacerebbe davvero non passasse tutto questo tempo stavolta...”.
INTERVISTA A KERRY KING
'SONO ANCORA MOTIVATO'

'Sicuramente non andremo avanti fino a 60 anni. E' una cosa di cui dobbiamo discutere all'interno della band. Fosse per me continuerei ancora per un bel pezzo perchè sono ancora carico e motivato come il primo giorno. Ci è sempre piaciuto parlare di cose estreme, argomenti di cui la gente non volesse sentire parlare. Sono molto fiero dei risultati che abbiamo raggiunto, e non ho nessun rimpianto nella nostra carriera'.
Kerry King
è un personaggio che preferiresti non incontrare in un vicolo buio, non tanto perchè sia una cattiva persona quanto per il suo aspetto e gli occhi truci. Che poi il chitarrista degli Slayer non sia nemmeno un agnellino è un altro discorso: a differenza di altri 'metalloni' insospettabili come Araya, Hetfield o Chuck Billy, King non sembra ammorbidirsi quando scende dal palco: dichiarazioni forti, pensieri granitici e irremovibili, sguardo sempre serio. I suoi colleghi si dimostrano molto socievoli, scherzosi e affabili, ma lui no: questo accresce l'aurea di malignità che lo accompagna scandita dai suoi riff al vetriolo, riff che hanno fatto la fortuna degli Slayer.
BILANCIO POSITIVO. Questi pacchetti con band interessanti e omogenee raccolgono più pubblico e danno modo di avere mini festival composti dalle proposte più interessanti del metal. Attualmente siamo noi che scegliamo i gruppi che partecipano, e prendiamo solo band che stimiamo. tuttavia non è un impegno che vogliamo prendere tutti gli anni. Adesso ha cadenza biennale perchè vogliamo sentirci liberi, nel mezzo, di fare i nostri tour da soli, di partecipare ai festival estivi oppure di fare altre alleanze, come quella con Marilyn Manson nel 2007'.
NUOVO ALBUM E RITIRO. 'Jeff (Hannemann, ndr) ha espresso dei dubbi sul fatto di poter essere così intensi e potenti per tanto tempo. In effetti la nostra musica per essere suonata al meglio necessita di una grande preparazione fisica. Sicuramente non andremo avanti fino a 60 anni. E' una cosa di cui dobbiamo discutere all'interno della band. Fosse per me continuerei ancora per un bel pezzo perchè sono ancora carico e motivato come il primo giorno. Sono a metà dei miei quarant'anni ed ho ancora molto vigore. Per quanto riguarda il nuovo album, ancora non vogliamo rivelare i dettagli. Dovrebbe uscire la prossima estate, abbiamo già tre pezzi pronti e una volta finito il tour ci metteremo al lavoro per completare le registrazioni. Per i nuovi pezzi abbiamo studiato dei titoli davvero azzeccati e trovato dei nuovi argomenti controversi che faranno arrabbiare la gente Questa volta siamo partiti dalle song e poi abbiamo pensato alla musica'.
I TEMI. 'Ci è sempre piaciuto parlare di cose estreme, argomenti di cui la gente non volesse sentire parlare. All'inizio, quando eravamo dei teenager, era facile parlare di Satana, ma poi crescendo abbiamo scoperto che nel mondo esistono tanti altri soggetti che possono suscitare disgusto e controversia'.
PRODUZIONI. 'Le tecniche di registrazione digitale hanno facilitato il lavoro di registrazione. Se registrassimo oggi album come Show No Mercy ed Hell Awaits suonerebbero diversi, meglio direi. Quegli album sono stati registrati quando eravamo dei teenager e con un budget molto ristretto. Anzi, per i mezzi dell'epoca abbiamo fatto già molto. Le canzoni sono ottime, tanto che diverse finiscono regolarmente nei nostri live. Quando le suoniamo oggi rendono di più'.
THRASHER. 'La nostra è stata una generazione di band nuova, estrema e interessante. Abbiamo portato il metal in una nuova dimensione di velocità e potenza. Sono molto fiero dei risultati che abbiamo raggiunto, e non ho nessun rimpianto nella nostra carriera'.

INTERVISTA A LARS ULRICH (METALLICA)
'VOGLIAMO SUONARE OVUNQUE'


'Uno dei punti prefissatici lavorando con Rick Rubin era di distillare l'essenza del nostro suono degli anni '80, ma non sono d'accordo sul fatto che per registrare un buon album heavy metal si debba necessariamente essere incazzati. James è il fratello che non ho avuto. Vogliamo restare in tour fino al 2010 e suonare ovunque'.

Quarantaquattro anni, i capelli sempre più corti, il sorriso malefico sempre pronto: Lars Ulrich oggi è un uomo tranquillo e più equilibrato del ragazzaccio simpatia che per anni ha scorazzato in giro per il mondo sotto gli striscioni dei Metallica. Tre bambini e la solita creatura, la sua band, sono oggi la fonte principale della sua felicità. La band non ha più nulla da dimostrare da circa tre lustri, e così se la prende comoda nello sfornare album: senza presioni, senza scadenze. Lars e gli altri se la godono, concentrando le proprie energie nei tour, quelli sì incessanti e sempre vertiginosamente incandescenti. E' proprio nel mezzo del tour che la rivista 'Rock Hard' ha intercettato il batterista danese, peraltro proprio dopo un'esibizione nei pressi di San Francisco. La Bay Area, casa loro, la patria del thrash metal.

Allora Lars, come va con Death Magnetic? 'Non si sa mai come il pubblico può recepire un album. Noi eravamo coscienti in tutta onestà di aver fatto un ottimo lavoro e tutti gli amici ai quali abbiamo fatto sentire in anteprima l'album ci hanno confortato con i loro giudizi. Ciò non significa granchè per le vendite, perchè i fans per qualsiasi motivo possono non gradire il suono, la produzione o l'artwork. Insomma le previsioni sul successo sono sempre un'incognita, spesso di questi tempi. Ciò che noi abbiamo voluto fare è certamente di catturare in studio l'energia che riusciamo a sprigionare dal vivo, e credo che ci siamo riusciti bene perchè ascoltando l'album hai l'idea di una band che suona assieme, verace e intensa, con grinta. Gli album degli anni '90, col senno di poi erano troppo prodotti, rifiniti e puliti. Ci eravamo intestarditi nella cura ossessiva dei dettagli, perdendo un pò di vista il fulcro del nostro suono'.

La gente ritiene che con Death Magnetic siete tornati alle origini? 'Ho sentito entrambe le campane, gente che dice che siamo entrati in una nuova dimensione musicale e gente che sice che siamo tornati al passato. Per me è difficile giudicare, perchè sono troppo 'dentro' la cosa e non mi piace categorizzare troppo. Sono molti anni che non faccio più questo tipo di esercizio mentale. Quello che so è che in tutti questi anni non ce ne siamo mai andati. Siamo passati attraverso molti tour fortunati e album di successo, e per me è come un unico viaggio con le sue fermate, le salite e le discese. La verità è che uno dei punti prefissatici lavorando con Rick Rubin era di distillare l'essenza del nostro suono degli anni '80, oltre a catturare gli elementi positivi che ci avevano portato a quel tipo di successo. Ma questo è molto diverso dal dire che abbiamo fatto un 'Master Of Puppets part II'. Comunque capisco l'atteggiamento di chi si accosta a questo album come ad un grande classico dei Metallica'.

Si dice che Rubin abbia insistito per farvi ritrovare la rabbia degli anni '80. 'Non sono d'accordo sul fatto che per registrare un buon album heavy metal si debba necessariamente essere incazzati. Ovvero, capisco questa cosa ma non vedo in che modo potrebbe funzionare per noi. Noi ci sentiamo più a nostro agio a incidere le song nel giardino di casa. Il fatto è che negli ultimi anni abbiamo sempre avuto paura di ripeterci, e per questo la band è andata ad esplorare direzioni musicalmente sempre nuove. Avevamo sempre bisogno di nuove sfide. Poi, quando c'è stata la celebrazione del ventennale di Master Of Puppets ci siamo riavvicinati a quel suono e a quel periodo, e la paura di ripeterci è scomparsa. Così la nuova sfida è diventata fare un disco che distillasse il meglio del nostro passato ma con un'ottica moderna'.

Ultimamente producete pochi dischi: solo due negli anni 2000. 'La nostra vita è cambiata da un bel pò di tempo. Adesso la band non è più la prima e unica priorità. I ritmi delle nostre giornate ruotano attorno alle nostre famiglie e soprattutto ai nostri figli. Voglio stare vicino a loro e vederli crescere. Per questo non abbiamo più dei ritmi di lavoro da forzati. Le idee ci sono, manaca il tempo per concretizzarle. Magari tra 10 anni, quando saranno tutti cresciuti e andranno al college i Metallica faranno uscire un album ogni anno'!

Si dice che farete uscire il prossimo disco tramite Internet. Il nostro contratto con la Warner finisce con quest'album, per cui dopo saremo completamente liberi e potremo decidere di fare come ci pare. Potremo fare uscire un album in modo indipendente, e anche Internet è sicuramente un'opzione'. (Al di là delle vecchie polemiche per Napster i Metallica non hanno certo problemi a sfruttare i vantaggi della tecnologia, ndr).

Fino a quando resterete in tour? Attualmente abbiamo fissato date fino all'estate 2009, ma proprio in queste settimane stiamo cercando dei posti dove suonare per tutto l'autunno e l'inverno e magari fino alla primavera 2010. Cercheremo di andare in posti dove non siamo mai stati e dove abbiamo suonato raramente. Stiamo anche valutando le condizioni politiche di diversi stati per prendere una decisione. Se la situazione sarà tranquilla potremmo andare anche in quelle zone. E poi stiamo pensando a suonare anche su altri pianeti'!! (ride, ndr).

Com'è cambiato l'andare in tour con i Metallica nel corso del tempo? 'Ho avuto i miei tempi in cui mi sparavo 18 mesi in tourbus, ma non li rimpiango. Quando hai 22 anni tutto quello che vuoi è divertirti, fare festa ogni sera e ubriacarti. Invece ora sono molto più focalizzato su quello che accade intorno a me. Mi piace vedere la reazione della gente, interagire coln gli altri del gruppo e godermi il mio tempo libero in modo più rilassato. Adesso teniamo gli occhi più aperti sul mondo e non discutiamo tra di noi per ogni minima questione'!

Ti mancano i vecchi tempi selvaggi? 'Sono felice di averli vissuti. Ho un sacco di bei ricordi e me la sono proprio spassata. Tutti noi abbiamo avuto i nostri momenti di pazzia, ma adesso non ho bisogno di riviverli. Diversi ragazzi che crescono con la musica hard rock o metal hanno la tendenza ad essere degli emarginati, a starsene da soli, e per me non è stata una cosa necessariamente negativa. Ho passato diverso tempo da solo, perchè sono figlio unico. Poi quando entri in una band le cose cambiano, anche le ragazze ti guardano in modo diverso, così passi un sacco di tempo a dar loro la caccia! Poi tutto d'un tratto arrivi ai 25 anni e cerchi di recuperare il tempoperso; ciò ti aiuta ad avere più fiducia in te stesso e identifica chi sei, e ciò ti fa sentire meglio. Ma ora che ho 44 anni, una splendida ragazza e 3 bei figli non ho più bisogno di convalidare chi sono attraverso questo tipo di feste o cercando di essere accettato a tutti i costi. Ho avuto la mia parte di divertimento, ma questo non decide più chi sono. Posso bere come qualsiasi altro ma adesso preferisco del buon vino piuttosto che sotrdirmi di wodka tonic come facevo prima'.

Com'è il tuo rapporto con James? 'Lui non è solo il mio migliore amico, ma è il fratello che non ho mai avuto. E questo, per gente come noi che ha un tipo di mentalità molto diversa è una cosa davvero particolare. E' blood on blood. Il fatto è che noi non abbiamo quasi niente in comune. Ciò che ci unisce è la nostra passione per i Metallica, di cui siamo i genitori. E' la nostra creatura prediletta e questo basta a renderci parte di una gang. Infatti noi non siamo solo grandi amici, am anche grandi compagni. E poi parliamo molto di bambini: trovo che sia una cosa positiva che tutti i componenti della band abbiano figli piccoli nello stesso momento. E' come essere tutti sulla stessa pagina, abbiamo una cosa in più che ci unisce'.

Quanti anni ci sono davanti ai Metallica? Quando salgo sul palco e vedo quella folla eccitata di fronte a me non sono in grado di trattenermi. So che devo dare sempre il massimo e picchiare tosto. Non riuscirei mai a battere la batteria più piano per conservare le energie. E' vero che questo non può durare per sempre e mentirei se ti dicessi che sono sicuro di trovarmi nello stesso posto tra vent'anni. Ma per il momento questo è il primo vero tour americano per le arene che facciamo e me lo sto godendo tutto. Suonare al chiuso fa risaltare meglio il suono ed enfatizza tutti i dettagli per cui devi essere sempre molto concentrato e non farti distrarre dall'atmosfera della serata, anche se avere la gente così vicina e rumorosa aumenta la vitalità e l'eccitazione'.

CLIC// LA SCHEDA DI LARS. Lars Ulrich (Gentofte, 26 dicembre 1963) è un batterista statunitense, di origini danesi, nonché cofondatore dei Metallica. Il suo vero nome è Large Oilrig. Prima di dedicarsi alla musica era un promettente tennista, sulle orme del padre Torben, professionista di fama nazionale.
PARLA IL BASSISTA JAMES LOMENZO
'SARA' MEGADETH OLD SCHOOL!'


Il 7 Gennaio i MEGADETH hanno iniziato le fasi di registrazione del loro dodicesimo studio album nei propri Vic's Garage studio di San Marcos, California. Il CD verrà prodotto da Andy Sneap, lo stesso di "United Abominations" (2007, Roadrunner Records). Il bassista James Lomenzo ha commentato dicendo: "Ho finito la mia ultima serie di tracce di basso la notte scorsa. Sono veramente emozionato e contento del nuovo lavoro. In questa fase il sound è molto bello, con una vibrazione thrash molto old-school. Alcuni lo definirebbero il vecchio stile dei MEGADETH, che è fantastico, altri semplicemente lo definirebbero heavy!" Nei giorni scorsi, il leader Mustaine aveva dichiarato: "Ricordo quando da ragazzo ho iniziato a sentire tutte le storie sulle superstizioni del numero 13. C'era attorno a quel numero una sorta di lato oscuro, associato con la sfortuna, e anche peggio: la connessione con la marijuana. Ne parlerò nella canzone 'Song 13 idea.' Sarà forse la mia favorita sull'album. Ieri io e Andy Sneap abbiamo determinato che abbiamo il materiale necessario per completare le registrazioni. Shawn [Drover, drums] ha scritto parte della musica così come James [Lomenzo, bass], e forse anche Chris sarà in grado di metterci del suo. Questo sarà un album dei MEGADETH!".

CHI SONO// MEGADETH. I Megadeth sono una delle più grandi band metal, e thrash metal in particolare, della storia. Si sono formati negli USA nel 1983, fondati dall'ex chitarrista dei Metallica Dave Mustaine. Mustaine era stato cacciato da Hetfield e soci per dissidi personali...
TIPTON: 'ROB MEGLIO CHE IN PASSATO'
'HALFORD, IL MIGLIORE!'


Il chitarrista dei Judas Priest, Glen Tipton, durante un’intervista con Classic Rock, ha risposto ad alcune domande sulla salute vocale di Rob Halford. In particolare, ad un quesito sul fatto che il singer 56enne non riuscirebbe più a cantare certe cose per sua stessa ammissione, ha detto: 'Con quel tipo di commento, credo che Rob si stesse vendendo sottoprezzo. Secondo me, oggi canta meglio che in passato'. Tipton non ha dubbi sullo stato del Metalgod, e non condivide l'opinione di alcuni fans che, sempre secondo Classic Rock, non sono molto soddisfatti delle sue prestazioni: 'Rob possiede ancora il più vasto range vocale rispetto a qualsiasi cantante heavy metal che io conosca. Davvero, sta cantando veramente bene!'
CURIOSA DICHIARAZIONE DI DAVE MUSTAINE
'IL THRASH METAL SONO IO'
Il brillante documentario Get Thrashed: The History of Thrash Metal, è stato pubblicato in DVD (negli States). La rivelazione principale? Secondo Dave Mustaine, Dave Mustaine ha inventato il thrash metal. Ecco la dichiarazione: “La cosa triste, ed è veramente strano, è che quando Kerry [King] suonava nei Megadeth gli ho mostrato molto del mio stile. Kerry è un buon chitarrista, per la ritmica è un grande. Nei Metallica ero l'unico chitarrista, e molte delle mie caratteristiche sono state assorbite da James [Hetfield]. Nei Megadeth è tutta farina del mio sacco, con delle mani prese in prestito che impararono quello che facevo. Considerando tutto questo, consapevole che suonerà del tutto arrogante, si può dire che ho influenzato direttamente tre band del Big Five. Sarebbe divertente poter osservare quello che ho fatto dall'alto e vedere le altre persone che ho influenzato”. Insomma, Mustaine è sempre Mustaine!

HETFIELD E SIXX SUL NUOVO GUNS'N'ROSES!


AXL ROSE OGGI...

I GUNS'N'ROSES stanno per tornare. L'attesissimo Chinese Democracy, che urla i suoi primi vagiti nel 1999, è previsto per il 25 novembre. Non sono più i Guns di una volta, c'è solo quel pazzo di Axl del combo originario, ma l'uscita desta comunque scalpore. La storia parla chiaro: un album vibrante della storia del rock (Appetite For Destruction), uno tralasciabile di pezzi live o acustici (GNR lies), il doppio successo più 'morbido' e commerciale Use Your Illusion) e l'inutile disco di punk cover. Insomma, i Guns non hanno certo prodotto chissà quanto materiale nel loro breve periodo di gloria, ma quel poco è bastato per spingerli nel mito. Nikki Sixx, bassista dei Motley Crue (coi quali i Gunners dominavano la scena glam anni '80), ha dichiarato sul nuovo di Axl: "Non credo che questo sia un album dei GUNS N'ROSES perchè è solo di Axl. Credo che sia un disco solista fenomenale, ne sono certo. Mi piacerebbe sentire suonare i GUNS N'ROSES insieme perchè credevamo in questa band. Axl è il tipo di artista che avrà fatto in mnodo che questo sia un grande disco ma non è un album dei GUNS N'ROSES, è un album di Axl Rose. Dobbiamo stare attenti con il nome". A proposito si è espresso anche James Hetfield dei Metallica, combo con cui ci sono state diverse diatribe (tra thrashers e glamsters non mettere il dito...) ma anche un iniziale periodo di stima e concerti insieme: "Sicuramente lo ascolterò. Ma non ho perso sonno aspettando questo nuovo album. Penso che noi abbiamo impiegato molto tempo per fare un album, ma come sapete lui (Axl Rose ndr) è in ritardo per tutto quindi non ci si meraviglia di tutta questa attesa. L'abbiamo visto suonare in un festival tedesco 2 anni fa, è un bravo frontman, è eccentrico ma lo sono tutti gli artisti. Se non mostrano le loro bizzarrie allora stanno mentendo". Insomma, pepato il vecchio Jimbo!

...E IERI.

ARAYA VUOLE IL CONFRONTO

THRASHER VS THRASHER
Tom Araya, frontman degli SLAYER, è stato intervistato recentemente da Stormbringer.at. Interrogato sul suo parere a riguardo dell'ultimo album dei METALLICA, "Death Magnetic", ha risposto così: "Ho sentito l'album, vi basti questo. L'ho sentito, ed è per questo che quando il nostro management ci ha chiesto se volevamo regalare al pubblico la nostra nuova 'Psychopathy Red', dopo aver sentito quell'album abbiamo pensato che fosse un'ottima idea. Pubblichiamo la canzone e facciamola girare, così la gente saprà cosa avrà in mano col nostro lavoro. [Ride] Sono serio. Quando ho sentito l'album dei METALLICA, non mi ha preso per nulla. Tutto quello che riuscivo a pensare era 'Che diavolo è successo?'. Quando ci han chiesto di registrare tre canzoni per aumentare l'afflusso al tour, visto che stiamo registrando, ho pensato fosse un'ottima idea pubblicare questa canzone. Così la gente potrà fare dei paragoni, e potrà capire che Rick [Rubin, produttore di SLAYER e METALLICA ndr] possiede ancora il suo tocco. Non è colpa di Rick. E' la band. E' quello che la band porta sul tavolo. Gli ascoltatori faranno sempre dei paragoni tra gli album. Ora tutti hanno materiale da comparare. E sanno cosa aspettarsi dal nostro prossimo album. Avranno gli SLAYER". Non è la prima volta che gli Slayer snobbano il combo dei four horsemen. Polemica inutile: i Metallica non sono gli Slayer e non essere gli Slayer non vuol dire necessariamente fare brutta musica. Questo Araya forse non lo vuole ammettere.

E' ARRIVATO! DEATH MAGNETIC!!

DEATH MAGNETIC. GENERE: Thrash VOTO: 85/10. TRACKLIST: That Was Just Your Life, The End Of The Line, Broken Beat & Scarred, The Day That Never Comes, All Nightmare Long, Cyanide The Unforgiven III, The Judas Kiss, Suicide & Redemption, My Apocalypse.
DEATH MAGNETIC. I quattro cavalieri cavalcano fianco a fianco, compatti e solenni nel loro incedere fiero, col petto ricoperto di medaglie e qualche cicatrice. Li avevamo lasciati tanti, troppi anni fa, con quel 'Black Album' che sembrava destinato ad essere in eterno l'ultima cartuccia di energia sparata da una band che con i vari 'Kill'Em All' e 'Master Of Puppets' aveva scolpito la leggenda dell'heavy metal. Man mano che gli anni passavano, ci si rendeva sempre più conto di come l'inesorabile declino avesse ormai tagliato le gambe ai quattro di Frisco, e le speranze di un ritorno a livelli accettabili si riducevano sempre più a fioche illusioni. Ma certe volte i vecchi fuochi tornano a soffiare, e quella stessa scossa che generò i Metallica nel lontanissimo 1981 deve aver fatto di nuovo il suo corso. 'Death Magnetic' si infila nello stereo in un misto di curiosità morbosa e timore di trovarsi per le mani un'altra bufala. Ma non è il caso: l'esplosione di potenza che si sprigiona sin dalla prima canzone cancella in un colpo unico anni di critiche, delusioni, accuse e sentenze. Soprattutto, seppellisce sotto una montagna di riff arroventati i vari 'Load', 'Reload' e 'St Anger', trasportando l'ascoltatore allibito indietro di un ventennio. La tecnica feroce che corre sui riff taglienti scaglia in faccia la netta impressione di un bollente incrocio tra la foga di 'Kill'Em All' e la perizia di 'And Justice...'. Sono tornati: questa frase vi tornerà spesso in mente, ascoltando e riascoltando il nuovo classico del combo californiano. I corsi e ricorsi storici che fanno tanto sussultare i fan più accaniti dei 'Tallica si fanno sentire da subito, con l'opener 'That Was Just Your Life' che si apre introdotta da lenta melodia prima di un'allucinante scarica tellurica. Per capirci, proprio come le tracce d'apertura dei dischi capolavoro compresi tra il 1984 e il 1988. La canzone si delinea su decise e potenti accelerazioni ben accompagnate da un drum mai così presente. Ricorda 'Blackned' ed è impreziosita da un assolo isterico da restarci secchi: l'inizio è già di per se un viaggio nel paese delle meraviglie, per chi da tempo fagocitava nelle sue fantasie il tanto chiacchierato ritorno alle origini. La conferma della ritrovata grandeur non tarda ad arrivare. 'The End Of The Line' ha il riff di una di quei pezzi che ogni tanto i Metallica propinavano in sede live, con il titolo di 'New Song' o 'The Other New Song'. Irrobustita, completamente trasformata, la canzone che nasce da quelle note è un'altra prova di forza dei Thrashers della Bay Area. Rallentamenti e ripartenze battenti si susseguono e anticipano 'Broken, Beat & Scarred', la terza traccia del disco. Ancora più trascinante forse, e sempre intrisa dello stile dei Metallica degli esordi. Dopo le tre micce iniziali, arriva il singolo, 'The Day That Never Comes'. Traccia numero 4, lenta e melodica con le rullate, le ripartenze e i picchi rabbiosi che la accendono nel finale: altro amarcord, proprio come 'Fade To Black', 'Welcome Home' e 'One'. Proprio quest'ultima è molto vicina all'attuale discendente, date le tematiche relative al ruolo dell'elemento umano nel contesto drammatico di una guerra. La metà dell'album coincide col capolavoro, 'All Nightmare Long', un qualcosa di straordinario che va a piazzarsi da subito al fianco degli storici cavalli di battaglia. L'introduzione misteriosa è presto arroventata dai riff laceranti che vengono esplosi a velocità disarmante, con l'incalzare di cambi di tempo e atmosfere. Prestazione fantastica dell'inossidabile James, che ci regala una song davvero travolgente. Una song che ha sprazzi di 'Damage Inc', ancora pregna dei classici riff spezzati, e della foga martellante di un Lars Ulrich mai così completo e dedito alla doppia cassa! La successiva 'Cyanide' mantiene alti gli standard dell'album, con un ritornello accattivante e un mega assolo piazzato a fine brano. 'The Unforgiven III' è il sequel delle due celebri ballate degli anni'90. Ma se i primi due capitoli della saga erano musicalmente molto simili tra loro, questo ultimo episodio se ne discosta alquanto, pur senza perdere in emotività e passione, scaturite più dalla prova di HetfieldGod che dalla musica. Rabbia e cattiveria si esaltano irrefrenabili anche nelle conclusive 'The Judas Kiss' e 'My Apocalypse', inframmezzate da una buona strumentale ('Suicide & Redemption') che, come ai tempi di 'Orion' e compagne, è scandita da un tosto refrain iniziale successivamente alternato ad una vertiginosa parte melodica centrale. In particolare 'My Apocalypse' esprime una furia ed una potenza devastanti, stagliate con ferocia schizofrenica su un velocissimo spartito di riffs e martellate debordanti. Il pregio più bello di quest'album è quello di scatenare un headbanging naturale fin dal primo ascolto: come se fosse già intrinseco nel dna di chi fa dei Metallica la propria bandiera, 'Death Magnetic' viene assimilato all'istante da questi ultimi, andandosi ad affiancare ai classici immortali del combo americano. Finalmente tornano a farla da padrone assoli di livello assoluto, che Kirk Hammett sforna con una maestria ed una partecipazione forse ancor più elevate rispetto agli anni d'oro; di certo la batteria oscena sentita su 'St Anger' è stata depennata, a scapito di uno stile assolutamente devastante rispetto agli antichi canoni del buon Lars. L'opera è completata dalla partecipazione di Robert Trujillo (al primo studio album con la band) e, ovviamente, dalla solita grandissima performance di James e della sua voce inconfondibile. Il voto all'album merita una considerazione: è un'opinione a se stante, non vuole dire che è meglio o peggio di questo o quel vecchio lavoro della band. I Metallica sono dunque tornati, e quando i Maestri scendono in campo non ce n'è più per nessuno!

LA RECENSIONE DI TRUE METAL.IT

BRUTTE NOTIZIE DA DAVE MUSTAINE

Il frontman dei MEGADETH Dave Mustaine ha dichiarato, in un recente post sul forum ufficiale del gruppo, di aver scoperto la causa dei suoi problemi alla schiena: "Mi hanno diagnosticato una discopatia degenerativa e artrite a livello cervicale, è quella la causa dei miei fastidi e dei miei dolori". L'artista si è comunque dichiarato molto sereno e si è dilungato nella descrizione della sua felice condizione familiare e professionale. La band ha cominciato da poco i lavori sul nuovo album.

LA BIOGRAFIA DI DAVE
LA SCHEDA DEI MEGADETH

GLI SLAYER SMETTERANNO NEL 2011

VERSO LA LEGGENDA

Tom Araya, leggendario cantante degli Slayer, ha dichiarato che il prossimo disco della sua band, che probabilmente vedrà la luce entro il 2009, sarà probabilmente l'ultimo della loro carriera e si chiamerà (anche se non ufficialmente dichiarato) "Perversions". Tuttavia gli Slayer continueranno a fare tour e a rimanere attivi almeno fino al 2011. La notizia colpisce soprattutto perchè siamo abituati ad seguire band che sembrano eterne, se è vero che ancora oggi possiamo ammirare dal vivo colossi immortali come Judas Priest, Iron Maiden, Metallica, AC/DC. L'annuncio della fine per una di queste band, gli Slayer appunto, ci ricordano che anche i nostri idoli sono umani e a tutto c'è una fine! Resteranno in eterno i dischi della band, pezzi forti che ci ricorderanno per sempre come furoreggiavano i primi padroni dell'heavy metal!

CHI SONO/ SLAYER. Gli Slayer sono un gruppo thrash metal statunitense, formatosi a Los Angeles nel 1981. Sono ritenuti tra i principali sviluppatori del loro genere, insieme a Metallica, Megadeth ed Anthrax. Tratti distintivi della loro musica sono assoli veloci, caotici ed eseguiti in maniera alternata, rapidi groove batteristici, tremolo picking e doppia cassa martellante, peculiarità che hanno reso gli Slayer una delle band più importanti per la nascita e lo sviluppo del metal estremo e il loro terzo album, Reign in Blood, è stato una profonda influenza per il death metal. La band è nota anche per il suo contenuto dei testi, che toccano argomenti riguardanti satanismo, nazismo, guerra, violenza, serial killers e religione. Dall'inizio della loro carriera, sono sempre stati al centro delle polemiche, ricevendo una moltitudine di critiche per idolatrie nazi/sataniste e sono stati "citati" in vari episodi di cronaca nera. Tutto ciò ha generato varie discussioni nei loro confronti che ancora oggi sono in atto.

ARRESTATO IN ITALIA IL CANTANTE DEI MORBID ANGEL

Accusato di indossare una cintura con finti proiettili, David Vincent verrà giudicato dalla legge tricolore sempre più ridicola.

Questa è l'Italia, ragazzi. La notizia è girata così un pò dappertutto, sentite un pò: "Il reporter di Metal Hammer Joel McIver ha ricevuto un'inaspettata telefonata la sera di martedì (ovviamente tenete conto del fuso orario) 8 luglio dal frontman dei Morbid Angel David Vincent. "Oggi sono stato arrestato in Italia e accusato di detenzione di armi" ha spiegato il cantante furioso. Vincent ha cercato di spiegare che era arrivato la mattina all'aeroporto di Milano per un volo per la Grecia e che è stato fermato dopo che hanno trovato una comune cintura di proiettili nel suo bagaglio. Arrestato e scortato da un gruppo di 15-20 poliziotti armati in una cella d'attesa, Vincent è stato sottoposto a più di due ore e mezza di interrogatorio prima di essere rilasciato. "Io gli ho chiesto più volte se stessero scherzando ma loro dicevano di no. La cinta è ovvio che non era fatta da veri proiettili. E' evidente che la "moda" del metal non è arrivatanel cuore europeo della moda!" La cintura, regalata a Vincent nel 1989 dal proprietario della Earache Digby Pearson, quando i Morbid Angel firmarono per la sua etichetta, è stata sequestrata e il cantante è stato accusato di "possesso di armi da contrabbando". Vincent, rispondendo alla richiesta di McIver di rilasciare una dichiarazione: "Il mio commento è questo: per 20 anni ho avuto la mia amichetta cintura di proiettili in ogni occasione "metal". Dopo 20 anni in cui sono stato un uomo senza legge sono felice che i famosi poliziotti di fama "spaghetti western" sono stati in grado di mostrarmi l'errore della mia vita". Gli hanno consegnato un documento in cui è richiesta la sua presenza in un tribunale italiano in data da stabilirsi e di contattare un avvocato al suo ritorno negli USA per la sua difesa. "Dubito che riavrò mai indietro la mia cintura" ha dichiarato furioso dalla Grecia, dove la band suonerà stasera, 9 luglio." Questo è quello che può succedere a un povero metallaro nel paese della mafia, nel paese dove i parlamentari sniffano coca in assemblea; nel paese dove se un extracomunitario fa una strage si ritrova dopo poco tempo ad essere un ammirato jeans designer, e dove ovviamente portare una cintura con proiettili di plastice è più grave di altre stronzate che invece a noi sembrano un pochino più critiche...

CHI SONO/ MORBID ANGEL. I Morbid Angel sono una band death metal della Florida. Nati nel 1984 per volere del chitarrista Trey Azagthoth, sono stati uno dei gruppi fondamentali nello sviluppo del genere. Sebbene considerati ottimi musicisti, hanno spesso fatto discutere a causa di atteggiamenti estremi e a causa della loro filosofia anti-cristiana e contro ogni forma di oppressione.
APOCALISSE A BOLOGNA!!

BOLOGNA, 22 LUGLIO 2008. I Metallica sono tornati, ma forse non se ne sono mai andati. Bologna li accoglie in un'Arena parco Nord gremita, e si gode tutta la mitragliata di riff leggendari che hanno fatto grandissima la band di James Hetfield. I quattro cavalieri hanno dato spettacolo in ogni senso, dai fuochi artificiali alla potenza sonora esibita con la solita tecnica e carica adrenalinica. Kil'Em All è stato l'album preferito, con estratti del calibro di Motorbreath, No Remorse, The Four Horsemen oltre che la stratosferica Seek & Destroy. La folla ha tributato il degno tributo ai maestri, scatenandosi in cori, canti, pogo devastante ed emozioni indimenticabili, segno evidente di quanto attesa era questa unica data italiana. Oltre che ennesima dimostrazione di quanto amati siano i Metallica, ancora oggi, nell'universo heavy metal.

PRELUDIO. Già attorno alle 18 l'arena, sotto il sole battente, era piena di gente. Gli stand dele birre e le t-shirt a tema la facevano da padrone, mentre si avvicinava l'ora dell'inizio del mega festival. I The Sword hanno aperto le sinfonie, dimostrando un buon sound e qualche pezzo coinvolgente. I Down erano tutti nella grande presenza scenica del mitico Phil Anselmo, ma si sa, tutti attendevano solo loro. i Metallica.

DEVASTANTI. The Ecstasy Of Gold apre come da sempre l'entrata sul palco dei Metallica, che spaccano subito con una corrosiva Creeping Death. Seguono pezzi solenni e mitologici come For Whom The Bell Tolls, Ride The Lightning e Harvester Of Sorrow. James è in forma straripante, e si prende quasi tutta la scena: con le sue risate, i suoi "yeaah" che scaldano il pubblico, con ogni minimo gesto che scatena la folla: un fuck you, le corna, o anhe solo il mostrare il plettro col logo della band! Dopo la sorpresa Bleeding Me, sulla folla si scaglia una sassaiola di thrash potentissimo nel suo pieno splendore: The Four Horsemen, And Justice For All e No Remorse, pezzo molto sottovalutato (non certo dai fans!). Una magnifica Fade To Black porta un pò di melodia e smorza i focolari di pogo che però riprendono presto, col pezzo più distruttivo di tutti: Master Of Puppets, la regina. I ragazzi in platea si scatenano e cantano a piena voce, e il risultato è grandioso. La totale distruzione prosegue con Whiplash, altro cazzottone monolitico dritto nei denti. Fuochi d'artificio ed effetti speciali caricano la splendida One e l'hit Enter Sandman, mentre basta la melodia di Nothing Else matters o il ritornello di Sad But True, scandito da James, a regalare ai fans le altre sfaccettature della band. Kirk Hammett non ha sbagliato un colpo con la sua chitarra, Lars Ulrich ha dato spettacolo esibendosi addirittura in doppia cassa. E il folcloristico Robert Trujillo ha fatto divertire tutti con le sue acrobazie irreali. Ma i Metallica avevano ancora delle potenti cartucce in canna: dopo la cover So What?, Motorbreath e l'immensa Seek & Destroy hanno incendiato definitivamente la folla, che è letteralmente impazzita in un pogo totale, infinito, spontaneo. Un trionfo, salutato con vessilli tricolori inneggianti a Cliff Burton. L'Italia si è goduta i Metallica in gamba come la leggenda li vuole, e adesso Death Magnetic promette ancora meglio. I Metallica non finiranno mai!

MEGA RECENSIONE DEL CONCERTO. Immensa prestazione dei Metallica a Bologna: Kill'Em All e tutti i super classici scatenano il pubblico italiano, in una serata davvero impossibile da dimenticare. I thrashers sono tornati! IL CONCERTO VISTO DAL POGO. BOLOGNA, 22 LUGLIO 2008- E' arrivato il giorno tanto atteso, la calata italica dei Metallica. Qualcosa in più della mia band preferita, e per la prima volta posso vederli dal vivo. Quei fottuti biglietti li guardavo da febbraio, contavo i giorni ed ora finalmente è arrivato il fatidico 22 luglio. IL COMMENTO DI METAL ITALIA. Un mesetto dopo il Gods Of Metal l'Arena Parco Nord di Bologna è pronta ad ospitare, dopo le calate italiche delle leggende Kiss e Iron Maiden, anche Le Icone, ovvero i Metallica.

STANNO PER TORNARE I MAESTRI

Attesa spasmodica per il ritorno sulle scene della band più grande di sempre. Il tanto sognato ritorno alle origini sembra finalmente alle porte, mentre dal vivo la band non ha mai smesso di fare spettacolo. Non a caso, sono i migliori di sempre.
L'attesa sta diventando spasmodica, tra i fans (e non solo) di tutto il globo. Un disco dei Metallica non è mai stato un evento qualsiasi, come l'uscita di un disco qualunque di una qualunque altra band. Soprattutto adesso, a cinque anni da St Anger e dopo il tanto annunciato ritorno alle origini. Il bivio è cruciale: dopo tre album male accolti da fan e critica, la band deve dare un senso e una definizione precisa al suo terzo periodo di storia. Il primo (1981-1995) era stato il periodo d'oro, massimo fulgore di un thrash di cui i Metallica erano capiscuola, portabandiera e sviluppatori. 4 album mostruosi li intagliarono definitivamente nella leggenda dell'heavy metal, culminando nell'enorme successo del Black Album. Il secondo periodo (1995-2003) è stato il periodo duro, con la produzione di tre soli album e per di più modesti, il rischio sfiorato di uno scioglimento, il diradarsi evidente dalla scena più calda. Adesso i Metallica stanno lentamente riaffiorando, in giro la gente è tornata a mormorare i loro nomi con curiosità, complice anche una campagna di promozione del fantomatico nuovo album che sta catalizzando progressivamente gli interessi generali. Diversi slittamenti della data di uscita, e un annunciato ritorno alle origini stanno alimentando in maniera forsennata l'attesa per questo Death Magnetic che potrebbe segnare la ciliegina sulla torta di una carriera imperiosa, per quella che è da molti ritenuta la più grande metal band di ogni generazione.

Nei fan più accaniti è tuttavia un misto di pessimismo e ottimismo a prevalere. Chi ha avuto la fortuna di ascoltare qualcosa del nuovo materiale testimonia che c'è un positivo, parziale, ritorno al thrash di fine anni '80. Tuttavia c' qualcosa che ci impedisce di credere davvero ad un grande ritorno. I ragazzi che non sono più incazzati come ai bei tempi, l'abitudine non sempre affidabile di proclamare una svolta epocale (già per St Anger fu così!), la paura di vedere il proprio gruppo preferito ancora alle prese con materiale non all'altezza della sua fama. Insomma, riaccarezzare il sogno Metallica dei tempi d'oro sarebbe così bello da sembrare utopico. Eppure c'è un brivido, una curiosità particolare, un'aurea mistica nell'attesa.
La stampa specializzata ha ascoltato sei dei presunti dieci pezzi che dovrebbero finire nel disco, definendoli in pieno old style. Kirk e Lars nei mesi scorsi hanno parlato di un sound vicino a quello di And Justice For All e del Black Album, ma in un'intervista di questi giorni James ha osato affermare che nelle idee della band Death Magnetic dovrebbe essere un Master Of Puppets moderno! La stampa mondiale non ha mai smesso di incensare la band come vero fenomeno on the road: se in studio qualche colpo è andato a vuoto, sul palco i quattro cavalieri sono sempre i migliori. I concerti della band regalano sempre emozioni indimenticabili, trascinate dai storici cavalli di battaglia: da Whiplash a Seek e Destroy, da or Whom The Bell Tolls a Creeping Death, da Master Of Puppets a Battery, da One a Enter Sandman. Una scarica adrenalinica devastante e sempre all'altezza del nome della band. Nome troppo spesso infangato dai ridolini di chi si è azzardato a definirli "venduti" o finiti solo perchè hanno voluto sperimentare cose nuove, perchè hanno passato momenti difficili a livello personale che hanno impedito di produrre qualcosa migliore di un St Anger qualsiasi. Gli stessi che poi magari accusano gli Iron Maiden o gli Slayer di essere ripetitivi perchè non cambiano mai la formula: deficienti, in ogni caso. Decidetevi, e preparatevi, perchè i maestri del thrash stanno per tornare. Il tempo è passato, i Metallica non saranno più i ventenni battaglieri che urlavano la loro rabbia ai poser, al sistema che ci controlla e alla pietosità dell'animo umano; hanno trovsto una loro serenità ed ora sono ragazzoni maturi e felici, ma in fondo non hanno mai smesso di credere ai propri ideali, e ancora oggi è bello senitirli distaccarsi da ogni frangia politica, di crdere solo alla coscienza delle persone per bene; da brividi è quando James parla di 'ritorno alle sonorità che più amiamo': come a dire, la parentesi dell'ultimo decennio è chiusa, e altro non è che, appunto, una parentesi. Lo stesso singer ha dichiarato che nella composizione e registrazione dei nuovi pezzi i Metallica hanno lavorato con precisione certosina, curando nel dettaglio ogni minimo particolare. Ottimo: come ai bei tempi, mentre per Load e Reload era stata volontariamente scelta una strada semplificata e meno curata, per esprimere un sound più immediato. Per St Anger invece il tutto era stato ostacolato da un periodo più complesso fatto anche di litigi e problemi che andavano al di là degli aspetti musicali. I quattro cavalieri stanno tornando, cavalcando i fulmini, pronti a scuotere il mercato con una nuova mitragliata di thrash incandescente!

GODS OF METAL 2008: DAY THREE
LA STORIA SI CHIAMA PRIEST

BOLOGNA- Si conclude con una terza giornata di caldo asfissiante il Gods Of Metal 2008, sicuramente da ricordare come la più sahariana delle edizioni! Una giornata che è stata praticamente divisa in tre parti dagli organizzatori, non sappiamo quanto logicamente: all'inizio, un miscuglio di esibizioni eterogenee, fra le quali la strombazzata performance del Redentore dei 'metallari brutti, sporchi e cattivi', quel Fratello Metallo poi finito a far brutta figura di sè in una trasmissione deprecabile e ultra-trash quale Lucignolo; in mezzo, l'ondata di metal estremo vedente quale protagonisti i grandiosi norvegesi Enslaved (esibitisi dopo il frate, alquanto particolare, non vi sembra?) e le due 'vecchie glorie' Obituary e Morbid Angel; infine, drastico cambio di rotta e ritorno a sonorità che più classiche non si può, grazie all'arrivo di SuperMalmsteen - graziato dall'intervento di un certo 'Ripper' Owens - degli Iced Earth (con Barlow rientrato alla voce) e dei MetalGods per contratto, i Judas Priest.

MORBID ANGEL

OBITUARY

ICED EARTH

YNGWIE MALMSTEEN

JUDAS PRIEST, GLI ETERNI

BOLOGNA- Finalmente il grande momento della serata è arrivato! I Judas Priest, forti del nuovo disco 'Nostradamus' da poco nei negozi, stanno per dar vita ad uno show sensazionale! La strumentale 'Dawn Of Creation' crea il giusto pathos prima che Glen Tipton, K.K. Downing e Rob Halford facciano la loro apparizione. Il Metal God appare all’improvviso sulla parte alta del palcoscenico con tanto di scettro e tunica argentata, mentre nel frattempo partono le note di 'The Prophecy'. Halford canta in modo profondo e teatrale, anche se praticamente immobile, e il suo carisma ha un qualcosa di sovrumano. 'Metal Gods' e 'Eat Me Alive' riportano i Priest su lidi più classici, dominati dai riff di chitarra e vocals ruggenti come il metal insegna. La scaletta proposta è sorprendente, vengono ripescati un sacco di vecchi brani che da anni non venivano proposti: 'Between The Hammer And The Anvil' e 'Devil’s Child' vengono accolte con un boato dalla folla. Halford non ha più l’estensione di un tempo, i suoi acuti non convincono come una volta, ma l’esperienza e l’espressività con cui il singer inglese impreziosisce le sue performance fanno dimenticare che l’età avanza anche per un Dio del Metallo. Come se non bastasse, anche il mitico duo Tipton/Downing, con una serie di sbavature, attacchi sbagliati e imprecisioni, non si è dimostrato in giornata; nulla però di talmente grave da compromettere l’esito dello show. Si continua con 'Breaking The Law' ed 'Hell Patrol', due classici Priestiani che colpiscono dritti in faccia tutti i presenti lanciati in un furioso headbangin’. 'Dissident Aggressor' precede 'Angel', che serve per concederci una pausa dall’alto tasso di adrenalina in corpo. Momento topico dell’intero show è la maratona 'Electric Eye'/'Rock Hard Ride Free'/'Sinner', in cui maestosità, filosofia metallica e rabbia si sono lanciate in un vortice di sensazioni con cui hanno travolto l’intera arena. Veniamo svegliati - ahinoi! - da questo sogno idilliaco da una scarsa versione di 'Painkiller', in cui la stanca voce di Halford si confonde con quella di Udo Dirkschneider. 'You’ve Got Another Thing Coming' cala il sipario su uno spettacolo intenso, emotivo, con qualche pecca di troppo, ma memorabile. I padri dell’heavy metal si ostinano a tenere lo scettro della musica pesante, d’altronde nessun erede è all’altezza di scalzarli.



GODS OF METAL 2008: DAY TWO
THRASH METAL AL POTERE


BOLOGNA- 28 giugno 2008, seconda giornata del Gods Of Metal: a memoria di chi scrive, raramente, in un sol giorno di concerti, si è potuto ammirare un tale dispiegamento di forze e talenti; una sequela di band, più o meno datate, che hanno fatto, stanno facendo o sono in procinto di fare la Storia della nostra musica preferita! A partire dagli obbligati headliner Slayer [per l’ennesima volta chiamati a chiudere l’extreme day della manifestazione] passando per i colossi Testament e Meshuggah, entrambi fuori da poco sul mercato con dei nuovi lavori superlativi, e giungendo ai due eventi speciali che hanno letteralmente marchiato a fuoco l’intera edizione del festival, ovvero le esibizioni dei redivivi At The Gates e Carcass, formazioni fra le più rimpiante in assoluto in campo estremo. Non bastasse questo, a fare da antipasto ad una tale cinquina da sogno, anche la possibilità di ammirare gli inventori del math-core, i The Dillinger Escape Plan, ed uno dei gruppi emergenti più interessanti d’America, i Between The Buried And Me. A completare un bill già fantasmagorico, anche i nostrani Stormlord, a dire il vero un po’ fuori posto e forse più indicati per la giornata di domenica. Detto dell’esauriente menù musicale, veniamo alla parte logistica: il Gods tornato all’Arena Parco Nord non ha deluso le aspettative, anche se bisogna ribadire come la venue non sia proprio il massimo dell’accoglienza, avendo esigui spazi all’ombra, asfalto e ghiaia come principale terreno ed essendo situata in una conca accogliente calore. Il caldo: ebbene sì, l’assoluto protagonista delle esibizioni del sabato è stato proprio lui, altro che i vari Tompa Lindberg o Alex Skolnick! Asfissiante, impietoso, martellante: a tratti è stato stoico resistere sotto il Sole anche per più di dieci minuti. A questo punto, viene quasi da chiedersi se non converrebbe agli organizzatori pensare ad un Gods settembrino oppure da svolgersi a maggio: sebbene l’Italia sia ormai una succursale dei Tropici, il caldo sarebbe meno opprimente e pubblico e artisti ne soffrirebbero meno. Ma lasciamo da parte per ora queste tenui speranze e tuffiamoci nel dettaglio di uno dei giorni Godsiani più interessanti mai organizzati. Un applauso e delle scuse vanno agli Oltrezona e ai Brain Dead, questi ultimi vincitori del concorso per band emergenti risalente all’Italian Gods Of Metal, le cui performance abbiamo solo intravisto in fase di arrivo all’Arena.

AT THE GATES

I TESTAMENT FANNO STORIA
BOLOGNA- Il concerto degli At The Gates ha scaldato non poco il folto pubblico presente, così che l’attesa per lo show dei Testament si è fatta incandescente. Un fragoroso boato ha accolto Chuck Billy e compagni, che non hanno perso tempo in chiacchiere e hanno iniziano il bombardamento con 'Over The Wall' e 'Into The Pit'! Chuck Billy è visibilmente ingrassato, ma carisma e soprattutto la sua inimitabile voce sono sempre quelle di un tempo. Purtroppo i suoni hanno penalizzato non poco i maestri della Bay Area: le chitarre di Skolnick e Peterson hanno suonato impastate ed i volumi sono stati eccessivamente bassi per permettere ai Testament di scatenare tutta la loro furia omicida! Solo due gli estratti dal nuovo 'The Formation Of Damnation', ovvero l’opener 'More Than Meets The Eye' e 'Henchman’ Ride'. Il resto del concerto ci ha deliziato con i grandi classici quali 'The New Order', 'Disciples Of The Watch' e 'Alone In The Dark” (allungata all’inverosimile). Ottima la prova del batterista Paul Bostaph, una macchina di morte veloce, precisa e potente, che da quando ha abbandonato gli Slayer non ha perso le sua splendida forma. Il carisma e la bravura di Alex Skolnick, pittoresco con il suo ciuffo bianco di capelli, sono indiscussi tanto quanto l’alchimia di tutta la band, massimo esempio vivente della filosofia thrash metal! Solo i suoni non all’altezza hanno penalizzato un concerto altrimenti letale.

MESUGGAH

CARCASS

SLAYER PER L'ETERNITA'

BOLOGNA- C’è poco da fare, un thrash metal più distruttivo ed estremo di quello degli Slayer non esiste! Quando Tom Araya e Kerry King calcano un palco c’è da temere il finimondo, specialmente se sono in perfetta forma come in questo Gods Of Metal. Il buon Tom infatti ha urlato dall’inizio alla fine dello spettacolo e la sua voce ha retto nonostante il clima impietosamente caldo. 'Darkness Of Christ' ha mandato subito la folla in delirio, il pogo si è scatenato ovunque e i corpi lanciati in un frenetico headbangin’ non si sono potuti nemmeno contare. Dave Lombardo come sempre è stato il trascinatore ritmico degli Slayer, il suo drumming potente quanto una batteria di cannoni, sicuro e maestoso nello scandire brani storici come 'Chemical Warfare', 'South Of Heaven' ed 'Hell Awaits'. Mentre il pubblico ha imperversato nel pogo sfrenato (diverse persone sono crollate esauste a riposarsi sul prato dell’arena), Kerry King ha macinato i suoi riff infernali come una furia, senza nemmeno un minuto di sosta. Dall’ultimo 'Christ Illusion' sono stati estratti ben quattro pezzi, tra cui 'Jihad' e 'Eyes Of The Insane'. Ogni tre o quattro canzoni la band, complice l’età, si è presa piccole pause per recuperare fiato ed energie, particolare ben trascurabile se paragonato all’intensità dello show tenuto. Non appena sono partite le note di 'Raining Blood', il pubblico è impazzito, davvero difficile continuare ad ascoltare in tranquillità la canzone senza lasciarsi prendere dall’istinto di lanciarsi nel pogo: siamo di fronte al capolavoro assoluto degli Slayer, che dal 1986 ad oggi non è ancora stato eguagliato da nulla e nessuno. 'Mandatory Suicide' e 'Angel Of Death' sono stati i capitoli conclusivi di un concerto in cui band e fan hanno dato tutto in termini di energia e coinvolgimento; tutto ciò che è venuto prima viene spazzato via dall’incontenibile onda d’urto degli Slayer. I Re sono loro. A quando dei giovani leoni degni di scalzarli dal trono?

GODS OF METAL 2008: DAY ONE
LE LEGGENDE SIAMO NOI

Il primo giorno del Gods Of Metal 2008 è stato il giorno degli Iron Maiden: l’affluenza di pubblico maggiore nella tre giorni bolognese c’è stata non a caso durante questa giornata, quella che ha visto come protagonisti i sei inglesi che hanno scritto la Storia del genere che tutti noi amiamo. E pazienza se, ad ogni calata italica della Vergine di Ferro, dobbiamo sorbirci Lauren Harris. Se questo è il prezzo da pagare, allora ben venga. Ecco a voi la band che più di ogni altra incarna l’essenza heavy metal, la band che è famosa anche ai profani del genere: gli Iron Maiden, signore e signori. A far da apripista, si sono avvicendate tante formazioni: gli italiani KingCrow (suonare a quell’ora del mattino non è stato affatto facile), gli americani Black Tide, Lauren Harris; queste band hanno risentito - in termini di audience - dell’orario impossibile e del caldo veramente insopportabile. Nel primo pomeriggio c’è stato poi l’esordio italiano degli Airbourne e la gente ha cominciato ad avvicinarsi al palco per seguire le gesta dei 'figli adottivi' degli AC/DC. Subito dopo è stata la volta del bel concerto degli Apocalyptica, che ha spezzato un po’ l’asprezza delle sonorità hard rock, tornate poi con lo show dei Rose Tattoo, combo sempre gradevole in sede live. Prima degli headliner, si sono infine esibiti gli Avenged Sevenfold, i quali si sono beccati una valanga di cori 'Maiden! Maiden!' per via della loro proposta musicale che di tradizionale ha ben poco. La gente, a quel punto, oltre a non gradire la loro musica (ci riferiamo, purtroppo, alla maggioranza dei presenti), aveva voglia di Heavy Metal britannico come mai prima! Al calar delle luci sono comparsi loro, i Re del genere. E Metal fu.

AVENGED SEVENFOLD

MAIDEN, SPETTACOLO GARANTITO

Cosa dovrebbe scrivere il recensore di turno in merito al concerto degli Iron Maiden? Chi è in grado di giudicare la prova live della più grande heavy metal band di sempre? Heavy Metal = Iron Maiden. E parlando di una scaletta fenomenale e di un Dickinson in ottima forma, va solo detto che l’equazione è riuscita. Le splendide ambientazioni della scenografia di 'Powerslave' hanno predisposto l’ascoltatore ad un tuffo nel passato: l’inizio è stato di quelli vibranti e da lasciare senza fiato e la doppietta 'Aces High'/'2 Minutes To Midnight' ha poi stordito e galvanizzato i presenti. E’ stata poi la volta dei classici, tutti eseguiti senza sbavatura alcuna di fronte ad una folla estasiata, rapita dalla musica dei britannici che continua a rimanere inossidabile al tempo in sede live. Il pubblico dell’Arena Parco Nord è sembrato infinito. La lunga e fantastica 'The Rime Of The Ancient Mariner' è stata accolta fra gli ‘ohhh’ dei presenti, così come la seguente 'Powerslave', brani che hanno segnato la storia di ogni metallaro che si rispetti, canzoni che hanno mandato indietro nel tempo i numerosi attempati presenti al concerto, sia nelle vesti di metallari con molti anni di ‘servizio’, sia nelle vesti di accompagnatori dei figli più piccoli tutti già con le t-shirt della band di Steve Harris. Potete immaginare da soli la sensazione di magnificenza provata durante 'Run To The Hills', oppure durante 'Iron Maiden', fino ad arrivare al classico conclusivo 'Hallowed Be Thy Name'. Il solito Eddie gigante ha fatto la sua comparsa nel finale, dove i Maiden hanno dato il meglio di loro stessi. La gente era impaziente di ascoltarli, li invocava al cospetto degli Avenged Sevenfold, colpevoli di suonare sullo stesso palco dove poi si sarebbero esibiti questi mostri inglesi. Dickinson ha salutato promettendo il nuovo album per il prossimo anno, ma più che un nuovo lavoro della band, i fan aspettano che la stessa torni a suonare presto dal vivo. Paragonabili ad una lezione di storia.

SETLIST- 01. Aces High 02. 2 Minutes To Midnight 03. Revelations 04. The Trooper 05. Wasted Years 06. The Number Of The Beast 07. Can I Play With Madness? 08. Rime Of The Ancient Mariner 09. Powerslave 10. Heaven Can Wait 11. Run To The Hills 12. Fear Of The Dark 13. Iron Maiden 14. Moonchild 15. The Clairvoyant 16. Hallowed Be Thy Name.





METALLICA, SARA' DEATH MAGNETIC IL NUOVO DISCO!

I Metallica svelano il titolo con immagini misteriose sul loro sito. Cresce l'attesa dei fan per il nuovo album



Una serie di immagini misteriose, lettere di una parola svelata poco a poco: nell'ultima settimana i Metallica hanno incuriosito non poco fan e non solo, svelando finalmente quello che sembrerà essere il titolo del nuovo, attesissimo album: Death Magnetic. Uscirà a settembre, e davvero non stiamo più nella pelle per capire COSA sarà. La band ci sta dedicando più tempo del previsto (l'uscita sembrava prevista per l'estate 2007, poi slittata in autunno, quindi a marzo 2008), le dichiarazioni sul lavoro risultano entusiaste e il tasso di curiosità è incrementato dagli stessi 4 cavalieri con promo tipo questa, del titolo svelato poco per volta con le immagini dal sito della band! Insomma, una campagna forse ben pianificata per invogliare all'acquisto. Speriamo che il disco sarà finalmente, di nuovo, all'altezza del gruppo.

SIRENA KISKE, IL REAZIONARIO DEL METALLO

L'ex singer degli Helloween rivisita le zucche in chiave acustica, e critica la mentalità troppo dogmatica dei metalheads: "solo il cuore di un artista stabilisce se la sua musica è vera o fittizia".



Lo chiamavano "Sirena", per la voce acutissima, potente, poliedrica. Ha fatto leggenda con gli Helloween magici dei due "Keeper...", ma poi Michael Kiske ha seguito solo il suo cuore ed ha rinnegato l'heavy metal. Intraprendendo una carriera solistica, avvicinandosi a sentieri a volte addirittura pop-melodici, sparando senza rimpianti sul mondo della doppia cassa e del suo stesso passato, senza mai rinnegarlo ma cercando di mettere dei paletti. Gli Helloween, capiscuola del power-speed metal, hanno proseguito con Deris sulla loro strada e sono tuttora una band fondamentale; il loro ex singer no, ha cambiato vita e dopo le polemiche che nel 1993 lo portarono a dire addio alle zucche amburghesi si è costruito una nuova vita. Ora torna in pista con "Past In Different Ways", album in cui rivisita in chiave acustica i suoi vecchi pezzi con gli Helloween. "Ho pensato fosse necessario rendere le song di nuovo mie. Solo perchè ho smesso di apprezzare il metal e la sua scena non significa che debba rinnegare la mia stessa musica incisa in passato". A Kiske dà fastidio la mentalità di alcuni metalheads, definendo il metal "la più dogmatica forma di musica che io conosca". Spesso è vero, i metallari urlano al mondo la loro voglia di libertà di pensiero e azione ma poi contestano tutto ciò che non è metal! Bisognerebbe essere più aperti e riflessivi, a volte. Kiske attacca chi bacia il culo al male e all'anticristo per vendere dischi, e in questo ha più che ragione. Più che altro è discutibile la definizione di musica dogmatica, concetto che varia da persona a persona. Vero è che "è solo il cuore dell'autore a stabilire se una song è vera o fittizia". "Nella logica di molti metalfan dovrei odiare tutti i sostenitori del metal, qualsiasi hard e rock song con le palle. Stronzate. Adoro immergermi occasionalmente nell'ascolto di buon metal, a patto che non sia troppo brutale". L'orgoglio ferito anni e anni fa viene fuori quando Michael parla di "Pink Bubbles Go Ape" e "Chameleon", i cosidetti flop degli Helloween, che lo portarono lontano dalla band: "Artisticamente erano molto validi, l'unico problema è che non somigliavano agli osannati Keeper. Tutti si attendevano che tu ti ripetessi all'infinito, salvo poi criticarti se fossi diventato prevedibile". Non si può dire che non abbia ragione: gli Slayer sono accusati di sfornare album sempre uguali, i Metallica vengono continuamente derisi per aver provato a cambiarsi! Kiske conclude: "Escludo di darmi al metal in futuro, solo rock. La musica è libera, non necessita di contenitori stilistici". Il metallo sarà il passato, ma il buon vecchio Kiske sa sempre dire cose molto interessanti.

SEPULTURA, VICINA LA REUNION!

Il gruppo brasiliano vicino al ritorno alla formazione originaria: i fratelli Cavalera mettono via i vecchi rancori, tornate pure a tremare...


Max Cavalera

CONSPIRACY! Un grande gruppo che ha segnato pagine importanti della storia del metal sembra vicino al ritorno. Si inseguono infatti le dichirazioni su una possibile reunion dei SEPULTURA. I brasiliani, portabandiera di un thrash pesante e feroce, persero infatti il loro cantante Max Cavalera nel 1996 per incomprensioni col fratello Igor, che -come il resto della band- non tollerava più i favoritismi della moglie di Max (e manager della band), Gloria. Ciò avvenne dopo due album capolavoro come "Schizophrenia" e "Beneath the Remains", due cazzotti in faccia ai veri metal kids! Max ha successivamente fondato i Cavalera Conspiracy, un gruppo simile ai Sepultura. Da ultimo Max Cavalera dichiara a KNAC.com che se fosse per lui la cosa sarebbe già stata fatta, ma visto che la scela coinvolge altre persone la strada è più difficile. La sensazione è che qualcosa presto o tardi si farà...

"Spero che la gente sia esaltata quanto noi da questa notizia. Registreremo un nuovo album e sarà veramente speciale. È la prima volta che mi ritrovo con mio fratello in studio dopo dieci anni. Questo è un momento magico per me, una svolta storica. Il disco che registreremo sarà come un vulcano che erutterà. Abbiamo vissuto con talmente tanta rabbia e aggressione gli ultimi anni che ora è arrivato il momento di buttare tutto fuori. Sono sicuro che mio fratelllo distruggerà la batteria durante le recording session. Saremo principalmente io e Igor a registrare, anche se ci saranno altre persone coinvolte." Max Cavalera


I Cavalera Cospiracy

SEPULTURA
LA BAND. Brasiliani, sono stati in attività dal 1984 al 1996 e sono ritornati sulle scene nel 1998. Fondatori e membri fondamentali sono i fratelli Max ed Igor cavalera. Hanno pubblicato 10 album in studio, i più importanti restano i primi tre che entrano nella galleria dei lavori fondamentali del genere thrash metal. Nel 1996 l'addio di Max Cavalera, per diatribe col fratello, ha portato cambiamenti e nuovi sentieri per la band. GENERI Thrash, Death, Groove, Tribe, Alternative e, più tardi, Nu Metal. DISCOGRAFIA: 1986 - Morbid Visions, 1987 - Schizophrenia, 1989 - Beneath the Remains, 1991 - Arise, 1993 - Chaos A.D., 1996 - Roots, 1998 - Against, 2001 - Nation, 2003 - Roorback, 2006 - Dante XXI