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INTERVISTA A KERRY KING
'SONO ANCORA MOTIVATO'

'Sicuramente non andremo avanti fino a 60 anni. E' una cosa di cui dobbiamo discutere all'interno della band. Fosse per me continuerei ancora per un bel pezzo perchè sono ancora carico e motivato come il primo giorno. Ci è sempre piaciuto parlare di cose estreme, argomenti di cui la gente non volesse sentire parlare. Sono molto fiero dei risultati che abbiamo raggiunto, e non ho nessun rimpianto nella nostra carriera'.
Kerry King
è un personaggio che preferiresti non incontrare in un vicolo buio, non tanto perchè sia una cattiva persona quanto per il suo aspetto e gli occhi truci. Che poi il chitarrista degli Slayer non sia nemmeno un agnellino è un altro discorso: a differenza di altri 'metalloni' insospettabili come Araya, Hetfield o Chuck Billy, King non sembra ammorbidirsi quando scende dal palco: dichiarazioni forti, pensieri granitici e irremovibili, sguardo sempre serio. I suoi colleghi si dimostrano molto socievoli, scherzosi e affabili, ma lui no: questo accresce l'aurea di malignità che lo accompagna scandita dai suoi riff al vetriolo, riff che hanno fatto la fortuna degli Slayer.
BILANCIO POSITIVO. Questi pacchetti con band interessanti e omogenee raccolgono più pubblico e danno modo di avere mini festival composti dalle proposte più interessanti del metal. Attualmente siamo noi che scegliamo i gruppi che partecipano, e prendiamo solo band che stimiamo. tuttavia non è un impegno che vogliamo prendere tutti gli anni. Adesso ha cadenza biennale perchè vogliamo sentirci liberi, nel mezzo, di fare i nostri tour da soli, di partecipare ai festival estivi oppure di fare altre alleanze, come quella con Marilyn Manson nel 2007'.
NUOVO ALBUM E RITIRO. 'Jeff (Hannemann, ndr) ha espresso dei dubbi sul fatto di poter essere così intensi e potenti per tanto tempo. In effetti la nostra musica per essere suonata al meglio necessita di una grande preparazione fisica. Sicuramente non andremo avanti fino a 60 anni. E' una cosa di cui dobbiamo discutere all'interno della band. Fosse per me continuerei ancora per un bel pezzo perchè sono ancora carico e motivato come il primo giorno. Sono a metà dei miei quarant'anni ed ho ancora molto vigore. Per quanto riguarda il nuovo album, ancora non vogliamo rivelare i dettagli. Dovrebbe uscire la prossima estate, abbiamo già tre pezzi pronti e una volta finito il tour ci metteremo al lavoro per completare le registrazioni. Per i nuovi pezzi abbiamo studiato dei titoli davvero azzeccati e trovato dei nuovi argomenti controversi che faranno arrabbiare la gente Questa volta siamo partiti dalle song e poi abbiamo pensato alla musica'.
I TEMI. 'Ci è sempre piaciuto parlare di cose estreme, argomenti di cui la gente non volesse sentire parlare. All'inizio, quando eravamo dei teenager, era facile parlare di Satana, ma poi crescendo abbiamo scoperto che nel mondo esistono tanti altri soggetti che possono suscitare disgusto e controversia'.
PRODUZIONI. 'Le tecniche di registrazione digitale hanno facilitato il lavoro di registrazione. Se registrassimo oggi album come Show No Mercy ed Hell Awaits suonerebbero diversi, meglio direi. Quegli album sono stati registrati quando eravamo dei teenager e con un budget molto ristretto. Anzi, per i mezzi dell'epoca abbiamo fatto già molto. Le canzoni sono ottime, tanto che diverse finiscono regolarmente nei nostri live. Quando le suoniamo oggi rendono di più'.
THRASHER. 'La nostra è stata una generazione di band nuova, estrema e interessante. Abbiamo portato il metal in una nuova dimensione di velocità e potenza. Sono molto fiero dei risultati che abbiamo raggiunto, e non ho nessun rimpianto nella nostra carriera'.

ARAYA VUOLE IL CONFRONTO

THRASHER VS THRASHER
Tom Araya, frontman degli SLAYER, è stato intervistato recentemente da Stormbringer.at. Interrogato sul suo parere a riguardo dell'ultimo album dei METALLICA, "Death Magnetic", ha risposto così: "Ho sentito l'album, vi basti questo. L'ho sentito, ed è per questo che quando il nostro management ci ha chiesto se volevamo regalare al pubblico la nostra nuova 'Psychopathy Red', dopo aver sentito quell'album abbiamo pensato che fosse un'ottima idea. Pubblichiamo la canzone e facciamola girare, così la gente saprà cosa avrà in mano col nostro lavoro. [Ride] Sono serio. Quando ho sentito l'album dei METALLICA, non mi ha preso per nulla. Tutto quello che riuscivo a pensare era 'Che diavolo è successo?'. Quando ci han chiesto di registrare tre canzoni per aumentare l'afflusso al tour, visto che stiamo registrando, ho pensato fosse un'ottima idea pubblicare questa canzone. Così la gente potrà fare dei paragoni, e potrà capire che Rick [Rubin, produttore di SLAYER e METALLICA ndr] possiede ancora il suo tocco. Non è colpa di Rick. E' la band. E' quello che la band porta sul tavolo. Gli ascoltatori faranno sempre dei paragoni tra gli album. Ora tutti hanno materiale da comparare. E sanno cosa aspettarsi dal nostro prossimo album. Avranno gli SLAYER". Non è la prima volta che gli Slayer snobbano il combo dei four horsemen. Polemica inutile: i Metallica non sono gli Slayer e non essere gli Slayer non vuol dire necessariamente fare brutta musica. Questo Araya forse non lo vuole ammettere.

GLI SLAYER SMETTERANNO NEL 2011

VERSO LA LEGGENDA

Tom Araya, leggendario cantante degli Slayer, ha dichiarato che il prossimo disco della sua band, che probabilmente vedrà la luce entro il 2009, sarà probabilmente l'ultimo della loro carriera e si chiamerà (anche se non ufficialmente dichiarato) "Perversions". Tuttavia gli Slayer continueranno a fare tour e a rimanere attivi almeno fino al 2011. La notizia colpisce soprattutto perchè siamo abituati ad seguire band che sembrano eterne, se è vero che ancora oggi possiamo ammirare dal vivo colossi immortali come Judas Priest, Iron Maiden, Metallica, AC/DC. L'annuncio della fine per una di queste band, gli Slayer appunto, ci ricordano che anche i nostri idoli sono umani e a tutto c'è una fine! Resteranno in eterno i dischi della band, pezzi forti che ci ricorderanno per sempre come furoreggiavano i primi padroni dell'heavy metal!

CHI SONO/ SLAYER. Gli Slayer sono un gruppo thrash metal statunitense, formatosi a Los Angeles nel 1981. Sono ritenuti tra i principali sviluppatori del loro genere, insieme a Metallica, Megadeth ed Anthrax. Tratti distintivi della loro musica sono assoli veloci, caotici ed eseguiti in maniera alternata, rapidi groove batteristici, tremolo picking e doppia cassa martellante, peculiarità che hanno reso gli Slayer una delle band più importanti per la nascita e lo sviluppo del metal estremo e il loro terzo album, Reign in Blood, è stato una profonda influenza per il death metal. La band è nota anche per il suo contenuto dei testi, che toccano argomenti riguardanti satanismo, nazismo, guerra, violenza, serial killers e religione. Dall'inizio della loro carriera, sono sempre stati al centro delle polemiche, ricevendo una moltitudine di critiche per idolatrie nazi/sataniste e sono stati "citati" in vari episodi di cronaca nera. Tutto ciò ha generato varie discussioni nei loro confronti che ancora oggi sono in atto.

GODS OF METAL 2008: DAY TWO
THRASH METAL AL POTERE


BOLOGNA- 28 giugno 2008, seconda giornata del Gods Of Metal: a memoria di chi scrive, raramente, in un sol giorno di concerti, si è potuto ammirare un tale dispiegamento di forze e talenti; una sequela di band, più o meno datate, che hanno fatto, stanno facendo o sono in procinto di fare la Storia della nostra musica preferita! A partire dagli obbligati headliner Slayer [per l’ennesima volta chiamati a chiudere l’extreme day della manifestazione] passando per i colossi Testament e Meshuggah, entrambi fuori da poco sul mercato con dei nuovi lavori superlativi, e giungendo ai due eventi speciali che hanno letteralmente marchiato a fuoco l’intera edizione del festival, ovvero le esibizioni dei redivivi At The Gates e Carcass, formazioni fra le più rimpiante in assoluto in campo estremo. Non bastasse questo, a fare da antipasto ad una tale cinquina da sogno, anche la possibilità di ammirare gli inventori del math-core, i The Dillinger Escape Plan, ed uno dei gruppi emergenti più interessanti d’America, i Between The Buried And Me. A completare un bill già fantasmagorico, anche i nostrani Stormlord, a dire il vero un po’ fuori posto e forse più indicati per la giornata di domenica. Detto dell’esauriente menù musicale, veniamo alla parte logistica: il Gods tornato all’Arena Parco Nord non ha deluso le aspettative, anche se bisogna ribadire come la venue non sia proprio il massimo dell’accoglienza, avendo esigui spazi all’ombra, asfalto e ghiaia come principale terreno ed essendo situata in una conca accogliente calore. Il caldo: ebbene sì, l’assoluto protagonista delle esibizioni del sabato è stato proprio lui, altro che i vari Tompa Lindberg o Alex Skolnick! Asfissiante, impietoso, martellante: a tratti è stato stoico resistere sotto il Sole anche per più di dieci minuti. A questo punto, viene quasi da chiedersi se non converrebbe agli organizzatori pensare ad un Gods settembrino oppure da svolgersi a maggio: sebbene l’Italia sia ormai una succursale dei Tropici, il caldo sarebbe meno opprimente e pubblico e artisti ne soffrirebbero meno. Ma lasciamo da parte per ora queste tenui speranze e tuffiamoci nel dettaglio di uno dei giorni Godsiani più interessanti mai organizzati. Un applauso e delle scuse vanno agli Oltrezona e ai Brain Dead, questi ultimi vincitori del concorso per band emergenti risalente all’Italian Gods Of Metal, le cui performance abbiamo solo intravisto in fase di arrivo all’Arena.

AT THE GATES

I TESTAMENT FANNO STORIA
BOLOGNA- Il concerto degli At The Gates ha scaldato non poco il folto pubblico presente, così che l’attesa per lo show dei Testament si è fatta incandescente. Un fragoroso boato ha accolto Chuck Billy e compagni, che non hanno perso tempo in chiacchiere e hanno iniziano il bombardamento con 'Over The Wall' e 'Into The Pit'! Chuck Billy è visibilmente ingrassato, ma carisma e soprattutto la sua inimitabile voce sono sempre quelle di un tempo. Purtroppo i suoni hanno penalizzato non poco i maestri della Bay Area: le chitarre di Skolnick e Peterson hanno suonato impastate ed i volumi sono stati eccessivamente bassi per permettere ai Testament di scatenare tutta la loro furia omicida! Solo due gli estratti dal nuovo 'The Formation Of Damnation', ovvero l’opener 'More Than Meets The Eye' e 'Henchman’ Ride'. Il resto del concerto ci ha deliziato con i grandi classici quali 'The New Order', 'Disciples Of The Watch' e 'Alone In The Dark” (allungata all’inverosimile). Ottima la prova del batterista Paul Bostaph, una macchina di morte veloce, precisa e potente, che da quando ha abbandonato gli Slayer non ha perso le sua splendida forma. Il carisma e la bravura di Alex Skolnick, pittoresco con il suo ciuffo bianco di capelli, sono indiscussi tanto quanto l’alchimia di tutta la band, massimo esempio vivente della filosofia thrash metal! Solo i suoni non all’altezza hanno penalizzato un concerto altrimenti letale.

MESUGGAH

CARCASS

SLAYER PER L'ETERNITA'

BOLOGNA- C’è poco da fare, un thrash metal più distruttivo ed estremo di quello degli Slayer non esiste! Quando Tom Araya e Kerry King calcano un palco c’è da temere il finimondo, specialmente se sono in perfetta forma come in questo Gods Of Metal. Il buon Tom infatti ha urlato dall’inizio alla fine dello spettacolo e la sua voce ha retto nonostante il clima impietosamente caldo. 'Darkness Of Christ' ha mandato subito la folla in delirio, il pogo si è scatenato ovunque e i corpi lanciati in un frenetico headbangin’ non si sono potuti nemmeno contare. Dave Lombardo come sempre è stato il trascinatore ritmico degli Slayer, il suo drumming potente quanto una batteria di cannoni, sicuro e maestoso nello scandire brani storici come 'Chemical Warfare', 'South Of Heaven' ed 'Hell Awaits'. Mentre il pubblico ha imperversato nel pogo sfrenato (diverse persone sono crollate esauste a riposarsi sul prato dell’arena), Kerry King ha macinato i suoi riff infernali come una furia, senza nemmeno un minuto di sosta. Dall’ultimo 'Christ Illusion' sono stati estratti ben quattro pezzi, tra cui 'Jihad' e 'Eyes Of The Insane'. Ogni tre o quattro canzoni la band, complice l’età, si è presa piccole pause per recuperare fiato ed energie, particolare ben trascurabile se paragonato all’intensità dello show tenuto. Non appena sono partite le note di 'Raining Blood', il pubblico è impazzito, davvero difficile continuare ad ascoltare in tranquillità la canzone senza lasciarsi prendere dall’istinto di lanciarsi nel pogo: siamo di fronte al capolavoro assoluto degli Slayer, che dal 1986 ad oggi non è ancora stato eguagliato da nulla e nessuno. 'Mandatory Suicide' e 'Angel Of Death' sono stati i capitoli conclusivi di un concerto in cui band e fan hanno dato tutto in termini di energia e coinvolgimento; tutto ciò che è venuto prima viene spazzato via dall’incontenibile onda d’urto degli Slayer. I Re sono loro. A quando dei giovani leoni degni di scalzarli dal trono?


TOM ARAYA

Tom Araya, nome completo Tomás Enrique Araya (Valparaíso, 6 giugno 1961) è un bassista e cantante cileno. È il bassista e il cantante di uno dei principali gruppi Thrash Metal in circolazione, gli Slayer. Tom nasce a Valparaíso, in Cile, il 6 giugno 1961, in una famiglia costituita da quattro fratelli e due sorelle. Intorno al 1966, la famiglia di Tom è costretta ad emigrare dal Cile in California per problemi di lavoro. Ancora ragazzino, Tom e suo fratello John crescono ascoltando la musica dei Rolling Stones e dei Beatles. In seguito, John impara a suonare la chitarra e Tom, per poter accompagnarlo, inizia a suonare il basso all'età di otto anni, suonando i brani dei loro gruppi preferiti. Più tardi, nel 1984 John, formerà una band, i Bloodcum. Arrivato al diploma, Tom, su consiglio della sorella, inizia a frequentare un corso per diventare infermiere in un reparto di fisioterapia, non trascurando comunque la pratica con il basso. Nel giro di poco tempo, Araya forma un gruppo, i "Quits", dopo aver conosciuto un ragazzo di nome Kerry King. Purtroppo questo gruppo non ha una lunga vita e si sciolse subito. Passato un po' di tempo, Tom venne contattato da King e dal secondo chitarrista Jeff Hanneman per formare una nuova band. Dopo l'arrivo del batterista Dave Lombardo, nascono gli Slayer. Da un heavy metal già tosto di suo, la band plasmerà in mdo estremo il thrash creato dai Metallica, portandolo a straordinari livelli di brutalità con gioielli come Hell Awaits, Reign In Blood (uno dei migliori metal album di sempre), South Of Heaven e compagnia... battente. Araya è la voce urlante che lascia il segno su tali incisioni, dischi inizializzatori del filone death, coi suoi vocalizzi aggressivi e i ruggiti tipici del suo stile. Tom è anche noto al pubblico per le sue dichiarazioni, da cui ognuno ha tratto delle conclusioni positive e negative. In passato, è stato accusato di essere satanista ma egli si discolpò dicendo che era solito andare con il padre a messa, e alla domanda 'Tu credi in Dio?' risponde continuamente 'Io credo in un essere supremo che ama tutti indistintamente'. Egli venne anche accusato di essere un simpatizzante di estrema destra: si presume che abbia preso le difese del dittatore Augusto Pinochet, sostenendo che era 'necessario' sterminare la popolazione cilena: ridicolo, dato che la sua famiglia fu costretta ad emigrare negli States vivendo negli stenti, e lui stesso da ragazzo ha subito diverse offese e discriminazioni razziste a causa del colore della sua pelle. Uno degli interessi principali di Tom Araya sono le armi. Si dice abbia una modesta collezione di pistole ed altre armi e che ogni tanto si esercita in un poligono di tiro. Da qui, nasce automatico l'interesse per i serial killers e le leggende che li circondano, infatti nelle canzoni Dead Skin Mask e 213 (scritte dallo stesso Araya), ci sono vari accenni a due serial killers, rispettivamente, Ed Gein e Jeffrey Dahmer. Nonostante la violenza della sua musica e la passione per le armi, chi lo conosce lo ha sempre descritto come una persona socievole e pacifica. Attualmente vive a Buffalo in Texas assieme alla sua famiglia. Tom è padre di due bambini, una femmina (Ariel Asa) e un maschio (Tomás Enrique jr.), avuti dalla moglie Sandra, conosciuta durante un concerto degli Slayer.


RAZZISMO. 'Non ho mai avuto vita facile a causa della gente e anche delle autorità per via di questa mia faccia da indio, perchè sono cileno e per il colore della mia pelle. E' da quando sono ragazzino che sono soggetto di discriminazioni. La peggior forma di discriminazione è quella impercettibile all'apparenza, sotterranea, fatta di tanti piccoli particolari. Gli USA sono terra di libertà e tolleranza solo a parole'. maggio 1996

RELIGIONE. 'La Chiesa? Detesto profondamente certe sue posizioni. Per essere un buon cattolico non credo conti tanto andare a messa tutti i giorni o osservare pedissequamente i precetti della chiesa romana. Ciò che conta è stabilire un contatto personale e intimo con Dio, l'importante è ciò che si ha nel cuore, il resto è mera esteriorità. La chiesa è fatta di uomini e come tale può sbagliare: la parola di Dio è tutta un'altra cosa'. maggio 1996. 'Generalmente non provo odio, anzi direi che è un sentimento che mi è totalmente estraneo'. Tom Araya [Slayer], maggio 1996.

SLAYER, SEMPRE TRA I MIGLIORI

La band di Araya ha vinto il Grammy per la migliore prestazione metal

Per il secondo anno consecutivo sono gli SLAYER i vincitori del Grammy Awards come miglior performance metal. Un Tom Araya visibilmente emozionato ha ritirato il premio e ha ringraziato per il supporto la casa discografica (Sony), Ric Rubin, La famiglia, il manager... tutti quanti insomma. Per la serie anche i thrasher hanno un cuore... e una cravatta! Fonte: www. blabbermouth.net.

La lista delle nominations:
AS I LAY DYING - "Nothing Left"
KING DIAMOND - "Never Ending Hill"
MACHINE HEAD - "Aesthetics Of Hate"
SHADOWS FALL - "Redemption"
SLAYER - "Final Six"
FONDAMENTALMENTE SLAYER

GLI SLAYER sono una della band più influenti del panorama storico del metal. Il motivo di ciò è rintracciabile nel fatto che la band di Araya ha praticamente inizializzato l'estremizzazione del genere, introcucendo sonorità molto più dure e per nulla melodiche. In pratica con l'avvento degli Slayer c'è stata una prima ramificazione in seno al thrash metal, che ha così trovato un filone diverso dal genere classico (e splendido, il migliore in assoluto per me) e meglio apprezzabile per qualità e grandezza della musicalità.
CARATTERISTICHE. Tratti distintivi della loro musica sono assoli veloci ed alternati, rapidissimi grooves batteristici, doppia cassa martellante. Gli Slayer pestano davvero, ma la loro musica non perde mai di particolarità, di tecnica, di trasporto. Araya canta urlando, ma non in growl, e soprattutto in uno stile tutto suo, che lo differenzia da tutti gli altri singer del thrash estremo, che si somigliano molto.
CHI SONO. Gli Slayer si sono formati a Los Angeles nel 1981. Sono ritenuti tra i principali sviluppatori del loro genere, insieme a Metallica, Megadeth ed Anthrax. La band è nota anche per il suo contenuto dei testi, che toccano argomenti riguardanti satanismo, nazismo, guerra, violenza, serial killers e religione. Tuttavia hanno sempre smentito di essere ispirati da ideologie negative; anzi, Araya dichiara di "credere in qualcosa di superiore che ci ama tutti indistintamente". In poche parole: se uno parla di nazismo o satanismo non vuol dire che sia nazista o satanico. Semplicemente ai perbenisti infighettati che vogliono censurare il metal dà fastidio sentir parlare di certi tabù per la loro società implastichita!
L'IMPORTANZA DI REIGN IN BLOOD.
Ritmi forsennati, che dimostrano tutta la bravura del batterista Dave Lombardo, non un attimo di respiro, nessuna concessione alla melodia, solo violenza pura come mai nessuno aveva suonato prima: da allora sono nate decine di band imitatrici o sviluppatrici del genere. Il seme iniziale, però, era stato gettato dagli Slayer. A Reign In Blood è seguito l'altrettanto importante South Of Heaven, mentre successivamente gli Slayer sono proseguiti per la loro strada senza mai ammorbidire il loro sound. Un difetto forse, visto che i cd successivi sono molto simili tra loro (esclusi un paio di esperimenti poco apprezzati dai fan più oltranzisti); però il marchio Slayer si è così saldato nel tempo, creando uno style ed un sound inconfondibile che marca a fuoco ogni lavoro del gruppo americano.

Slayer. Più veloci, più duri, più feroci di qualsiasi altra cosa fosse esistita fino a quel momento: se la leggenda passa sempre dalla storia, la storia non può che inchinarsi di fronte agli Slayer, i signori delle tenebre, i maestri dell'estremo. Scomodi, violenti, tremendamente realisti, devastanti nel loro assalto ritmico, glaciali nella loro sinistra pioggia di sangue, scandita goccia dopo goccia da una truculenta serie di riff apocalittici. Da Los Angeles con furore, per cambiare la storia della musica dura e riscriverne il corso, ponendosi alla base di un genere alla sua alba: il thrash metal, che da San Francisco muoveva le sue prime folgori, e che a Los Angeles non trovava che detrattori. Eppure gli Slayer si imporranno, proprio nella città dei divertimenti e del rock comemrciale, mettendo in piedi il loro sound cupo e letale, dando la scalata all'Olimpo dei titani del thrash. Slayer, Metallica, Megadeth, Anthrax: i quattro pilastri, i cosidetti big four. Necessario è sottolineare come gli Slayer siano la frangia più estremista e oltranzista del movimento, la componente più violenta e aggressiva sia nella pesante cruenza sonora che nella feroce rabbia intrisa nelle liriche di questa band storica, nata negli Stati Uniti nel 1981. Sin dagli esordi gli Slayer sono stati attaccati per i loro testi, ritenuti troppo aperti nell'affrontare temi come satanismo, guerra, violenza, nazismo, morte. A causa del loro stile brutale di trattare i fatti leggendoli dal punto di vista dei 'cattivi', gli Slayer sono stati spesso accusati di presunte idolatrie nazi-sataniche, mentre in realtà sono ragazzi che amano trattare temi scottanti e 'scomodi' senza peli sulla lingua. Un nugolo di polemiche, spesso trasudate in processi ed episodi di cronaca nera, che però non devono inattaccare la grande traccia che il gruppo ha lasciato [e continua a lasciare] nella scena metal mondiale. Tratti distintivi della loro musica sono assoli veloci ed alternati, rapidissimi grooves batteristici, tremolo picking e doppia cassa martellante, caratteristiche che contribuirono a tracciare le fondamenta del metal estremo, grazie soprattutto al loro terzo album, Reign in Blood, indicato come un importante propulsore per la nascita di questa corrente e magistrale monumento di furia, tecnica e violenza. L'incontro fortuito tra i due chitarristi, Kerry King e Jeff Hanneman, avvenuto ad un provino di una band southern rock, portò i due a provare assieme song di Maiden e Judas Priest; presto decisero di fondare una loro band, anche sull'onda della passione per l'hardcore punk di Hanneman. I due contattarono il bassista Tom Araya, che diviene anche il cantante, e Dave Lombardo, potente batterista. Araya suonava nei Tradewinds, band nella quale suonava l'insegnante di King, ed era un cileno immigrato negli States poco prima l'esplosione della guerra civile nel suo Paese natìo; Lombardo, invece, era un batterista poliedrico che aveva avuto anche dei trascorsi da dj, di origine cubana. Lombardo faceva il fattorino per la consegna di pizze a domicilio quando bussò alla porta di casa King, incuriosito dalla fama cittadina del chitarrista: fu la scintilla finale che collegò tutti gli ingranaggi di un meccanismo che farà vibrare gli stadi e le teste degli headbangers di tutto il pianeta. Girano voci che Slayer, il moniker scelto dai quattro, sia l'acronimo di 'Satan Laughs As You Eternally Rot' [Satana ride mentre tu marcisci eternamente]. Araya smentì che il nome della band derivasse da ciò. Egli disse che esso venne scelto per un semplice motivo, perché 'è straordinario e facile da cantare'. Presto gli Slayer iniziarono a suonare in giro per locali cover di vari gruppi heavy, fino alla produzione nel 1983 del loro primo demo. Per un breve periodo, e per motivi ignoti, Lombardo si assentò e fu sostuituito da Bob Gourley. I quattro vennero notati per la foga e la velocità con la quale suonavano, e furono invitati a partecipare all'album 'Metal Massacre III', al quale contribuirono con il brano Aggressive Perfector, ritenuto il primo scritto interamente dalla band.

Gli Slayer volevano suonare più duro e più veloce di tutti: la loro musica era brutale e rapida, molto aggressiva, ma la scintilla decisiva per la definizione completa del loro tipico sound arrivò dopo aver visto in una rivista una pubblicità che celebrava i Metallica come 'la band più veloce d'America': i Metallica, da poco trasferitisi da Los Angeles a San Francisco, erano una band ancora giovane e acerba, ma il loro demo 'No Life 'Till Leather' le aveva permesso di crearsi una fama notevole nel circuito underground. 'noi sappaimo suonare molto più veloce di questi qui, cazzo'! fu la risposta degli Slayer, che si misero al lavoro sui loro primi brani inediti. Ritornato Lombardo, la band nel dicembre 1983 pubblicò il primo album, 'Show No Mercy'. Il disco è molto potente e veloce, costituito da liriche un pò adolescenziali incentrate sulla guerra e su racconti blasfemi e, nonostante la scadente qualità sonora, getta i semi del thrash metal, assieme con 'Kill'em All' dei Metallica, partorito pochi mesi prima. Nonostante tutto, presenta evidenti radici nella nwobhm e nell'heavy classico, sopratutto nel riffing. Nei primi tour gli Slayer si esibivano con iconografie fortemente caratterizzate da icone maligne e corpse paint, il trucco cadaverico: abitudine presto abbandonata, in quanto ritenuta ridicola da Araya. A metà 1984 King fu attirato da un'offerta per suonare nei Megadeth, e accettò: gli Slayer non lo persero, perchè lui suonava con entrambi; tuttavia l'avventura nei 'deth durò pochissimo, per via di litigi col solito simpaticissimo Mustaine, e King tornò a dedicarsi solo agli Slayer. Già con l'uscita di un live e di un EP si iniziò a notare un ulteriore irrobustimento nel loro sound, con le chitarre abbassate di tonalità e con l'adozione della doppia cassa. Nel 1985 uscì il secondo album in studio, 'Hell Awaits', un disco che segnò un rilevante cambiamento stilistico del gruppo. La produzione è più pulita, le influenze hardcore punk divennero più marcate e il suono ancor più veloce e possente, ma sopratutto vennero stratificate le composizioni, aumentati i cambi di tempo e sviluppate le strutture. Fu un passo decisivo per lo sviluppo del metal estremo, che ora non era più solo energia brutale ma rifletteva una tecnica considerevole: pezzi molto lunghi e articolati come la titletrack, la letale 'Kill Again', la vampiresca 'At Dawn They Sleep' o l'ottima 'Praise Of Death' diedero una dimensione di maturità elevatissima alla band losangelina, che si accostò dichiaratamente alle leggende danesi Mercyful Fate, celebri per il loro sound technical elaborato e contraddistinto da canzoni molto lunghe e variegate nell'architettura stilistica.
Tra polemiche varie legate ai testi, ritenuti blasfemi ed offensivi, e problemi di denaro e di etichette, nel 1986 gli Slayer pubblicano il terzo album, 'Reign In Blood', che si distinse per la sua velocità esecutiva e per la sua brutalità sonora, venendo definito il primo esempio di metal estremo. Rispetto al disco precedente, gli Slayer mitragliano un pugno di pezzi molto brevi e fulminei, tecnicamente perfetti, prodotti in maniera impeccabile e assolutamente devastanti. L'album è il capolavoro della band, una scarica adrenalinica bestiale densa di picchi energetici degni della più pregiata produzione metallica. Sempre col pedale sull'acceleratore, graffiato dai riff corrosivi al vetriolo di Kerry King e dalla macchina di devastazione che è Dave Lombardo dietro alle pelli. In appena ventotto minuti viene condensato l'intero scibile del thrash metal estremo, con un balzo sorprendente rispetto 'Hell Awaits': il nuovo disco era ancora più assassino, incredibilmente moderno e proiettato al futuro, privo del riverbero tipico del sound ottantiano e annichilente nella sua glaciale perfezione. Asciutto, intimidatorio: il confronto con 'Master Of Puppets', capolavoro dei colleghi Metallica, segnò un'epoca da delirio per i metalhead del tempo. Tuttavia, il gruppo ricevette una moltitudine di accuse da parte dei media, perlopiù di simpatie naziste; parte della causa è la terremotante 'Angel Of Death', un brano violentissimo dall'impatto frontale distruttivo. Essa parla di Joseph Mengele, folle esponente del Terzo Reich che utilizzava i progionieri ebrei come cavie umane. Il testo, scritto da Hanneman [appassionato di storia nazista e collezionisa di memorabilia della II Guerra Mondiale], narra le sue gesta viste dal suo stesso punto di vista, come un documentario -cosa ricorrente nelle liriche degli Slayer- ma viene accusato di istigamento nazista. Assurdo, se si pensa che Araya è di origine cilena ed ha la pelle più scura di un americano medio! L'album venne presto definito il più pesante di tutti i tempi, trainato dalla massiccia 'Piece By Piece', dai cambi di tempo furibondi ['Jesus Save'] e dal riff leggendario di 'Raining Blood', profeticamente aperta da una pioggia di sangue: il pezzo più amato dai fans, quello che inevitabilmente genera brividi sulla schiena e scatena la furia del moshpit, proiettandosi nella leggenda. Un fattore importante dello stile Slayer è sicuramente rappresentato dalla lotta intransigente perpetuata da Kerry King contro tutte le religioni organizzate, ritenute un appiglio immaginario per le persone più deboli. un'opinione forte che in parte cozzava con la forte religiosità del singer Araya, e che oltretutto portarono in seno alla band ulteriori accuse di satanismo e blasfemia. Accuse che mai hanno intaccato la passione dei fans e la voglia della band di far sentire la propria voce in argomenti scottanti e delicati, che invece la società e i media tendono a censurare ed ignorare. Screzi interni portarono però un nuovo addio di Lombardo, brevemente sostituito da Tony Scaglione ma presto reintegrato su spinta della moglie. Reign In Blood è uno degli album più rappresentativi della storia del metal: aggressivo, veloce, tecnico, potente; eppure gli Slayer non potevano e non volevano fermarsi, ma evolversi ancora in direzione sempre più matura.

Pubblicato nel 1988, 'South of Heaven' fu il quarto capitolo discografico degli Slayer. Lo stile del four pieces californiano vide un altro cambiamento, con le ritmiche a tratti più rallentate e l'introduzione di piccole dosi di sinistra melodia, pur senza perdere l'incisività e la crudezza del sound. La composizione dei brani vide un'importante partecipazione di Araya. Il risultato del lavoro fu un disco che ottenne comunque un eccellente successo, nel quale spiccno i cambi di tempo della titletrack, la più orecchiabile 'Mandatory Suicide', la devastante 'Ghost Of War', tra le schegge più feroci del platter, e intanto anche i testi si evolvevano, abbracciando tematiche di interesse sociale, senza mai perdere l'analisi cruda per le indecenze relative a tutte le guerre e l'attacco di King alle religioni organizzate. Nel 1990 uscì 'Season In The Abyss', un'altro lavoro importante, che si poneva sulla stessa potente liea del predecessore, sintetizzando pezzi veloci urticanti ed altri maggiormente orientati ad un heavy-thrash sinistro ma non scevro di una tagliente linea melodica. Oltre alle tematiche anti religiose, belliche e sociali, nella musica degli Slayer si aggiunsero anche le tematiche di serial-killers, che con le loro storie attiravano la curiosità di Araya. La carriera degli Slayer era all'apice. Intanto continuavano pure le rogne, che portarono al terzo addio di Lombardo. Il sostituto, Bostaph, aveva uno stile diverso da quello del suo predecessore; mentre il batterismo di Lombardo era più semplice e diretto, quello del suo sostituto era più tecnico e variegato, senza trascurare comunque la componente aggressiva che rese conosciuta la musica degli Slayer. A distanza di quattro anni dall'ultimo disco in studio, uscì nel 1994 'Divine Intervention', un album molto frenetico e feroce che, per certi aspetti, sembrava ritornare al sound di Reign In Blood. Ottimo l'apporto tecnico di Bostaph e sempre feroci le solite accuse di satanismo e nazismo. Mentre gli altri pilastri del thrash ammorbidirono il loro sound, gli Slayer continuarono sulla loro strada ferocemente, anche se era nell'aria un periodo meno proficuo. Paul Bostaph fu lasciato libero a metà '95 e rilevato da Jon Dette; dopo un album di cover hardcore punk, questi lasciò tra le polemiche la band, che rischiò lo scioglimento. Fortunatamente ci fu il ritorno di Bostaph, che partecipò al nuovo lavoro in studio della band, 'Diabolus In Musica' nel 1998: un cambiamento profondo portò brani più oscuri, in parte privi delle classiche ritmiche thrash e con le influenze hardcore rimpiazzate da correnti nu metal; L'album venne duramente contrastato dai fans della vecchia guardia, ostili ai nuovi cambiamenti stilistici degli Slayer. Slayer, perché sono fondamentali.
Dopo questo esperimento criticato, fu distribuito sul mercato 'God Hate Us All' nel 2001, con un ritorno parziale al vecchio stile. I fan non furono del tutto soddisfatti. Durante un tour Bostaph abbandonò la band, e i motivi a riguardo non furono mai del tutto chiariti: l'ennesimo e definitivo itorno di Lombardo premiò le speranze dei fans della vecchia guardia. Nel 2006 la band pubblicò 'Christ Illusion', album atteso impazientemente dai fans per ben 5 anni e immediatamente attaccato dalle comunità ecclesiastiche, per i suoi contenuti anti religiosi. Le sonorità nu metal spariscono, e quasi completamente c'è un ritorno alle vecchie ritmiche thrash. Nel 2008 gli Slayer hanno annunciato che si ritireranno nel 2011, e che nel 2009 verrà pubblicato il loro ultimo album: 'World Painted Blood' è un devastante esempio di come gli Slayer siano ancora la più feroce macchina da guerra capace di far esplodere del thrash metal con gli attributi. Anche nel titolo, di rimando al celebre 'Reign In Blood', la band torna a tutti gli effetti al suo canonico thrashy-style degli anni ottanta. Qualche acciacco capitato ad Araya non ferma la macchina Slayer, che prosegue i suoi tour per tutto il 2010, incrociando le proprie chitarre con quelle di Metallica, Megadeth ed Anthrax nel leggendario tour dei 'Big Four Of Thrash Metal', un evento storico atteso per due decenni e finalmente divenuto realtà. Nonostane le accuse continue di satanismo e nazismo, gli Slayer hanno sempre tirato avanti per la loro strada. A chi li accusava di ispirare con la loro musica atti malvagi e sentimenti negativi in molti ragazzi, hanno sempre risposto con una banale verità: loro non istigano nessuno, loro suonano ed esprimono opinioni; se poi la robustezza del loro sound lascia intendere che essi siano dei satanisti solo perchè parlano del problema del satanismo ('Non sono satanista, sono cattolico' dice Araya) questo è un problema irrilevante che proviene dal bigotto perbenismo sociale. Tutti i casi di persone coinvolte in delitti e appartenenti a sette sataniche ricollegati alla loro passione per gli Slayer non sono finiti nei guai 'per colpa' degli Slayer: evidentemente nelle loro vite vi erano problemi e situazioni disgraziate che vanno ben oltre l'ascolto di un fottuto album!