IRON MAIDEN

Iron Maiden, al pari di Judas Priest, è sinonimo di leggenda metallica. In pieno furore punk, l'avvento della giovane band londinese permise all'heavy metal di non venire sepolto dalle mode, e anzi gli conferirono un lustro ancor maggiore grazie ad una freschezza, una tecnica e una vena innovativa davvero travolgenti. La band ha saputo scrivere la propria storia, e quella del metallo, passando dal sound grezzo e stradaiolo da pub dei primi due album (con Paul DiAnno alla voce) a quello più epico e powereggiante dell'era Dickinson: così si può passare da gioielli diretti ed escandescenti come 'Iron Maiden' a quelli più strutturati e progressivi come 'The Number Of The Beast' e 'Powerslave'. Se la voce per antonomasia della Vergine di Ferro è l'istrionico Bruce Dickinson, il leader è il bassista Steve Harris, fondatore e boss del combo inglese. Atmosfere dense di emozioni, scorribande leggendarie e chitarre cristalline superlative hanno da sempre reso le sonorità maideniane qualcosa di grandioso in ambito rock e metal. La mascotte Eddie e la sua faccia stampata su t-shirt in ogni angolo del mondo rende gli iron Maiden un'icona anche visiva di ogni metal kid che si rispetti: ma al di là delle classiche e infondate accuse dei perbenisti (satanismo in primis), i Maiden restano una band 'colta'. Anche nelle liriche, che vanno dalla guerra alla letteratura, passando dal cinema, l'arte, la mitologia e la storia. Un gruppo totale e immortale, che dopo un lieve calo negli anni '90 ha saputo tornare a livelli eccelsi ed è tutt'oggi, in sede live, una fucina di metallo travolgente e spettacolare come poche.

LA DISCOGRAFIA AI RAGGI X

IRON MAIDEN (1980): Nel 1980 gli Iron Maiden, guidati dal ribelle Paul Di Anno, debuttano con un disco potente che lascia tutti a bocca aperta. Il loro sound è grezzo, diretto, immediato: una contaminazione tra il metal dei Judas Priest e la musica punk modello Sex Pistols. KILLERS (1981): Killers è il successore di 'Iron Maiden', ed è un altro disco fresco e potente che rilancia l'heavy metal in piena NWOBHM. THE NUMBER OF THE BEAST (1982): Sonorità più melodiche, brani complessi sia nella tecnica che nelle liriche, un'attitudine meno punk e molto più power oriented danno una caratura internazionale alla Vergine di Ferro. PIECE OF MIND (1983): Melodia, aggressività, duetti di chitarra, basso martellante, qualche rallentamento di atmosfera e la voce di Bruce Dickinson a impreziosire il tutto: prosegue la splendida carriera della band inglese che ha fatto resuscitare l’heavy metal. POWERSLAVE (1984): 'Powerslave' è un album-gioiello, un insieme di brani di gran livello lirico e compositivo in cui tecnica, melodia, solennità e robustezza si sposano alla perfezione. SOMEWHERE IN TIME (1986): Album caratterizzato da nuove sonorità, che avvicinano gli Iron Maiden al rock progressivo più che all'heavy metal classico. SEVENTH SON OF A SEVENTH SON (1988): Il nuovo Iron Maiden dal punto di vista della modernità si mantiene sulla linea del predecessore ma rimarca anche un inasprimento del sound della band. NO PRAYER FOR THE DYING (1990): Uno dei dischi meno riusciti degli Iron Maiden, anche se segna un importante ritorno ad un sound più essenziale e stradaiolo. FEAR OF THE DARK (1992): Non prettamente collegato ai precedenti capolavori epici della band, Fear Of The Dark è più spendibile radiofonicamente e sempre ricco di fronzoli pomposi. THE X FACTOR (1995): Lo scoglio del cambio di vocalist porta negli Iron Maiden una veste più oscura e cupa. Il risultato divide i fans. VIRTUAL XI (1998): Il successore di 'X Factor' è un passo indietro (ulteriore): frettoloso e confuso, con brani poco curati che avrebbero potuto suonare meglio. BRAVE NEW WORLD (2000): Tornano Dickinson e Smith, e gli Iron Maiden rivivono la Golden Age: la band torna ai ivelli che la sua storia merita. DANCE OF DEATH (2003): Il miglior disco degli Iron Maiden dal 1988 ad oggi è Dance Of Death, vario, veloce, più maturo e articolato. Bruce Dickinson assoluto protagonista dell'album. A MATTER OF LIFE AND DEATH (2006): Album di vecchio stampo rock progressive per gli Iron Maiden, in stile anni '70 e '80. La vergine di ferro pubblica dunque un lavoro meno pesante dei suoi classici.

1980 IRON MAIDEN
1981 KILLERS
1982 THE NUMBER OF THE BEAST
1983 PIECE OF MIND
1984 POWERSLAVE
1986 SOMEWHERE IN TIME
1988 SEVENTH SON OF A SEVENTH SON
1990 NO PRAYER FOR THE DYING
1992 FEAR OF THE DARK
1995 THE X FACTOR
1998 VIRTUAL XI
2000 BRAVE NEW WORLD
2003 DANCE OF DEATH
2006 A MATTER OF LIFE AND DEATH

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