FOR WHOM THE BELL TOLLS

ROMANZI DI GUERRA. Il ritmo lento, cadenzato e maciullante di 'For Whom The Bell Tolls' riporta la guerra nelle liriche dei Metallica, un argomento che tornerà spesso da quel 1984 in poi. La canzone è ispirata al celebre romanzo di Ernest Hemingway, 'per chi suona la campana' appunto. I riferimenti sono principalmente alla prima guerra mondiale, come capiterà ad esempio anche in 'One'. Lugubri rintocchi di campana scandiscono la morte in trincea, rivelando crudelmente la realtà a chi ancora crede alla favola della 'bella morte' sul campo di battaglia, per l'onore e la patria. Cliff Burton dà il meglio del suo genio con l'iniziale assolo di basso, sinistro e maestoso, che introduce ad un pezzo potente, cupo e glaciale nelle sue fattezze puramente heavy. In guerra uccidere diventa una routine, un circolo vizioso che annichilisce il senso di ogni cosa: 'combattiamo perchè abbiamo ragione. Ma chi l'ha detto?' si chiedono i Metallica in questo capolavoro che diventa uno dei loro classici da brividi. Il nemico è un fantasma che spesso non si riesce nemmeno a guardare in faccia, distrutto dalle granate e dal fuoco che proviene dalle trincee. E i soldati sono semplici burattini da spedire all'inferno, con licenza d'uccidere ma senza dar troppo peso alla loro singolarità, come fossero ingranaggi tutti uguali (quindi sostituibili) di una triste catena di montaggio.
FOR WHOM THE BELL TOLLS
Make his fight on the hill in the early day Constant chill deep inside Shouting gun, on they run through the endless gray On they fight, for they are right, yes, but who's to say? For a hill, men would kill. Why? They do not know Suffered wounds test their pride Men of five, still alive through the raging glow Gone insane from the pain that they surely know For whom the bell tolls Time marches on For whom the bell tolls Take a look to the sky just before you die It's the last time he will Blackened roar, massive roar, fills the crumbling sky Shattered goal fills his soul with a ruthless cry Stranger now are his eyes to this mystery He hears the silence so loud Crack of dawn, all is gone except the will to be Now they see what will be, blinded eyes to see For whom the bell tolls Time marches on For whom the bell tolls.
PER CHI SUONA LA CAMPANA
Lottava sulla collina all'inizio, un freddo perenne dentro, un urlo di fucile, corrono per il grigio infinito; avanti con la lotta, perché hanno ragione, sì, ma chi lo può dire? Per una collina gli uomini ucciderebbero, perché? Non lo sanno, ferite sofferte mettono alla prova il loro orgoglio, gruppi con cinque uomini, ancora vivi nel bagliore che impazza, impazziti dal dolore che conoscono sicuramente. Per chi suona la campana? Il tempo va avanti, per chi suona la campana? Guarda il cielo prima di morire, é l'ultima volta che lo farai. Un boato annerito, un boato enorme riempie il cielo che si sgretola, uno scopo distrutto riempie la sua anima con un grido spietato. Sono estranei adesso, i suoi occhi, a questo mistero: sente il silenzio così forte, all'alba, tutto è perduto tranne la volontà di esistere. Adesso la volontà vede quello che sarà, occhi accecati per vedereper chi suona la campana. Il tempo va avanti, per chi suona la campana?
SIAMO ANCHE LETTERATI

METALLICA E LETTERATURA. Nella loro vasta discografia, i Metallica si sono più volte cimentati con la letteratura. 'For Whom The Bell Tolls' è l'esempio più importante: in essa i quattro cavalieri dipingono gli orrori della guerra 'utilizzando' il romanzo di Hernest Hemingway. Nello stesso album, 'Ride The Lightning', è presente la strumentale 'The Call Of Ktulu', tratta dall'omonimo titolo di Howard Philip Lovercraft. I racconti horror-fantasy dello scrittore americano ha ispirato a lungo la band, soprattutto Cliff Burton. In 'Trapped Under Ice' i Met parlano dei mostri e delle divinità del phanteon mitologico lovercraftiano, che sono in attesa di tornare alla vita per prendere il dominio della terra. In 'The Thing That Should Not Be' attingono nuovamente dal repertorio di Lovercraft, riportando i versi di ben tre racconti contemporaneamente ['il richiamo di Ktulu', 'la maschera di Innsmouth' e soprattutto 'le montagne della follia']. In essi si parla di Ktulu, sommo sacerdote dei Grandi Antichi, le divinità primogenie che hanno governato il nostro pianteta per milioni di anni ma sono state spazzate via da un cataclisma. Sono questi i pilastri dell'unione tra Metallica e letteratura. Tanto per ribadire l'essenza di una band decisamente 'colta'.

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