METALLICA YEAR BY YEAR: 1988
THRASH METAL FOR ALL

POCO DOPO l'arrivo di Newsted al basso, nei primi mesi del 1987, aveva preso il via il tour 'Damaged Inc.' Nel 1988 il quartetto californiano registrò e pubblicò un nuovo album, 'And Justice for All'. Il disco è considerato il lavoro più tecnico del gruppo. L'innesto di Jason Newsted non si fece però sentire nell'economia generale dell'album, perché, come sostennero Hetfield e Ulrich, il loro nuovo compagno di band non prese parte al mixaggio. Infatti durante il 'Justice tour' Lars e James tornavano spesso in sala d'incisione per ritoccare e abbassare il volume del basso di Newsted, come se non si fidassero di lui e dell'impatto che avrebbe avuto sulla gente. I due sostennero poi che lo fecero per colpa di quel fastidioso ticchettio del plettro sulle corde, cosa che invece è facilissima da rimuovere nel mixaggio. Non solo: il povero Jason 'Newkid' viene continuamente bersagliato dagli scherzi e talvolta emarginato dai compagni, che sfogavano su di lui l'amarezza per la perdita del loro amico Cliff. Parecchi anni dopo, i Metallica ammetteranno di essersi comportati male in quei primi periodi con Jason. 'And Justice for All' venne comunque ritenuto un grande lavoro e vendette più di 14 milioni di copie. Merito anche del monumentale Damaged Justice Tour, ritenuto uno dei migliori della storia del gruppo: una galoppata di energia e violenza nella quale la band si dimostra ancora una volta in forma straripante. Da questo album venne estratto anche il primo vero singolo dei Metallica, ovvero 'One', brano che trae ispirazione dal romanzo pacifista di Dalton Trumbo 'E Johnny prese il fucile', in cui si racconta l'allucinante condizione di un soldato della I guerra mondiale rimasto muto, sordo, cieco e privo di braccia e gambe al seguito di un'esplosione. Della traccia fu girato nel 1989 il primo video del gruppo, contenente spezzoni dal film tratto dal romanzo omonimo. Il disco contenne anche la traccia 'To Live Is To Die', ultimo brano strumentale della band, dedicato alla memoria di Cliff Burton.

NUOVO ALBUM, NUOVO TOUR. Per il loro nuovo album, i Metallica scelgono il produttore che aveva lavorato con i Guns'N'Roses per il loro gioiello 'Appetite For Destruction', Mike Clink. Ma il suono non è come la band avrebbe voluto, così licenzia clamorosamente Clink, esperto del settore glam-rock, e tornano a fidarsi del vecchio Fleming Rasmussen, che rifà tutto daccapo e ottiene, finalmente, la sonorità ricercata dai ragazzi. Il 19 gennaio partono le sessioni di registrazione, che si protraggono per 5 mesi agli One On One Studios di Los Angeles. Viene svelato il titolo, alquanto apocalittico: And Justice for All. Nel maggio 1988 la band parte per il tour itinerante 'Monster Of Rock' [che non ha ovviamente nulla a che vedere con quello europeo], nel quale la band occupava la parte centrale dello spettacolo: tra Scorpions e Van Halen. I Metallica si riscaldarono con i soliti due concerti di 'allenamento', sotto il moniker di 'Frayed End', il 23 e il 24 maggio. Nella data al Troubadour di Los Angeles viene eseguita per la prima volta 'Harvester Of Sorrow', un macigno lugubre e implacabile lontano dalle composizioni veloci e fulminanti della band, più simile a 'The Thing That Should not Be'. Dopo l'esibizione a Wisconsin, che apre ufficialmente il tour, la band si prende 7 giorni di pausa. I tempi lenti, dovuti agli spostamenti dell'enorme carrozzone del 'Monster', permettono a James e Lars di recarsi in Florida ai Bearville Studios di Woodstock, dove Steve Thompson e Michael Barbiero si stavano occupando della supervisione e del mixaggio dell'album. In giugno il tour della band si sposta tra Washington, Filadelfia, in Massachussetts, Michigan, Pennsylvania, New York: queste località geografiche, tutte vicine agli studios, permettono a Lars e James di recarsi con frequenza in studio tenendo sotto controllo gli sviluppi del mixaggio. Pur con un pò di stress, l'album sarebbe stato pronto per fine settembre, senza l rischio che le registrazioni saltassero. Intanto il tour prosegue, toccando Ohio, Maine, New Jersey, Texas [dopo una settimana di sosta], Indiana, Tennessee, Missouri, Minnesota. I Metallica scendono in azione al Candlestick Park di frisco e poi si spostano sulla West Coast: Seattle, Denver. Il festival termina a fine giugno, e il pubblico elegge i Metallica e i Kingdom Come come band migliori della manifestazione. Entusiasmati dall'uscita del nuovo disco, i Metallica offrono ogni sera una performance urticante che scatena i fans e li prepara ad un nuovo capolavoro. Ricorda Lars Ulrich a proposito del tour: 'E' stato grandioso. Eravamo in fondo, schiacciati tra i Kingdom Come e i Dokken. In quel periodo iniziavamo a bere appena alzati. Finivamo il concerto per le tre di pomeriggio e poi avevamo 8 o 9 ore per bere. Era terrificante. Era la prima volta che ci esibivamo di fronte a grandi platee di 50 mila persone, ogni giorno. Beh, praticamente eravamo sempre ubriachi. Le ragazze nel pubblico ci volevano scopare ma noi allo stesso tempo potevamo mescolarci con la folla. Ci sono foto di noi in cima allo stadio di Tampa con i pantaloni calati, mentre mostriamo il culo a tutti! Sono le 16 e siamo già ubriachi fradici. Il livello di strafottenza era al massimo'. Sembra che in quel periodo Kirk e Lars abbiano avuto qualche esperienza con sostanze stupefacenti, anche se il chitarrista dichiarò in seguito che la coca gli portava depressione quindi la abbandonò subito; anche Ulrich non ci trovava granchè e il suo utilizzo di sostanze illegali non ha mai preso la forma di una dipendenza o di una consuetudine.

AND JUSTICE FOR ALL. Il 5 settembre esce 'And Justice For All', ed è un'apoteosi di musica e testi: uno dei dischi migliori dei Metallica, sottile e insidioso, che cresce con l'ascolto e denota un risentimento verso il sistema. Ora James lo esprimeva con sapiente mix di violenza sonora ed eleganza lirica. Apre il disco 'Blackened', un'equivalente più raffinata di 'Battery': dopo un'intro acustica sterza repentina in un riff rapido e martellante. Parla del degrado del pianeta. La title track attacca il governo e le istituzioni corrotte, è lunga e complessa e segna di fatto un balzo nel metal progressive, con un riff marziale e minimale. Dura 9 minuti e non è un pezzo 'piacevole' da ascoltare, essendo un macigno corpulento e articolato. 'Eye Of The Beholder' è un pezzo cupo e atmosferico, e precede il capolavoro -incentrato sulla sofferenza irreparabile di un mutilato di guerra- che è 'One'. Essa si apre con una parte melodica arpeggiata, accarezzata da un assolo funebre e poetico: la narrazione di James è desolante, il ritornello si fa via via sempre più duro con l'incedere del pezzo e decolla dopo la metà. Trasuda la potenza che aleggiava in 'Puppets', ma ciò che stupisce e meraviglia è l'assolo, assolutamente fantastico. Introduce una lunghissima sezione strumentale che diventa apocalittica e mette addirittura soggezione. Più lente sono 'Shortest Straw' e 'Harvester Of Sorrow': quest'ultima, spesso suonata al 'Monsters', è una chiara dimostrazione d'abilità dei musicisti, in particolare di James. 'Frayed End Of Sanity' ha un taglio ancora progressive e presenta un inatteso cambio di tempo. 'To Live Is To Die' è una strumentale con alcuni versi scritti da Cliff Burton e consegnati dalla sorella a james: lunga e complessa, ancor più sviluppata di 'Orion' e 'The Call Of Ktulu', è una dedica in omaggio al compianto bassista. Il pezzo finale, 'Dyers Eve', è una vomitata rabbiosa di furore in stile 'Damage inc.', tipicamente thrash grazie al riff stoppato e imprevedibile, potente, scandito da rullate velocissime: uno sproloquio indirizzato da Hetfield ai bigotti genitori, un pezzo autobiografico che trasuda rancore. I testi del disco sono intrisi di rabbia e sono figli dell'inquietudine, che va dalla sfera personale ai mali della società. La copertina, affidata alla matita di Pushead, ritraeva la statua della Giustizia con le bilance colme di dollari e delle corde tese nell'atto di farla crollare.

JASON DISCRIMINATO. Il disco aveva un suono asciutto, senza riverbero: era prodotto 'troppo' bene, e ciò ricevette una critica parziale. Era glaciale e possente, ma il basso di Jason si sentiva poco. Si dice che fu Lars a voler abbassare il volume di Jason al missaggio. Newsted registrò praticamente da solo, con un solo assistente e con la strumentazione base di un normale live. Nessuno gli dava consigli e lui, giovane e inesperto, si limitava a suonare noncurante di tutto. Nemmeno Lars e James gli dicevano nulla, anzi. Jason registrava 3/4 pezzi in un pomeriggio, suonava e sbagliava, e le canzoni venivano registrate così come venivano. Gli dicevano solo 'Ok, è andata bene, ciao'. A tutto ciò si aggiunse la bagarre per la cacciata di Clink, con le parti di basso già registrate e le date del Monster Of Rock a complicare il tutto. Non solo: il clima festaiolo indotto da Van Halen e Scorpions [i padri dei party tipici dell'ambiente r'n'r, con i quali i Metallica si incontravano per la prima volta], portò ancor più confusione. I maligni sussurrano inoltre che Lars e James entravano in studio ad abbassare sempre di più il volume del basso ('Lui non è Cliff'), fino a ridurlo ad un suono appena udibile. Lars volle che la cassa e la chitarra riempissero tutto il suono. Alla fine Jason fu così relegato in un margine quasi invisibile, e ne rimase profondamente deluso. Si mormora che Lars non lo sopportava come persona, e che avrebbe voluto cacciarlo nel corso del nuovo tour; ma ormai la scelta era fatta, e anche se come musicista Newsted era apprezzato avrebbe dovuto sopportare diverse complicazioni nel corso della sua avventura nella band. Jason ebbe un impatto traumatico con gli altri membri della band: l'iniziazione fu lunga e dolorosa, perchè su di lui i Metallica sfogavano tutte le frustrazioni per la scomparsa di Cliff; lo escludevano dalle bevute e dai viaggi in taxi, lasciandogli da pagare il conto; gli entravano in stanza sfasciando tutto, gli raccontavano storie assurde, come quella secondo la quale il fotografo Ross Halfin era gay e che loro dovevano dormire tutti con lui, e lo bersagliavano di continuo. Anni dopo, Jason ricorderà: 'Era un esame continuo, mi prendevano in giro per vedere se reggevo. E' andata avanti così per un anno. Volevano vedere se cedevo. ho retto, ed è andata'. La band si tuffò nell'enorme Damaged Justice Tour, che li rese famosissimi e li condusse in ogni angolo del globo. Il marchio di violenza dei Metallica fu riversato sulle masse con l'inconfondibile forza della band californiana. Anche la scenografia del tour prevedeva la presenza della statua della Giustizia in rovina, sistemata apposta per fare in modo di cascare a pezzi durante lo show. Il tour europeo è leggendario e prende il via l'11 settembre 1988: di spalla ai Metallica ci sono i Danzig, i Twist Of Cain, i Possession e gli Am I Demon. In alcuni brani dei Danzig, James saliva sul palco a fungere da seconda voce! La carovana toccò Ungheria, Italia, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Francia. In Irlanda il ruolo di spalla fu preso dai Queensryche, progmetal band che completava il technical thrash abbracciato dai Metallica. Gli incendiari spettacoli dei Four Horsemen esplosero ancora in Danimarca, Finlandia, Svezia e Norvegia, Germania, Belgio, ancora in Francia e in Germania, quindi in Olanda. Il tour si concluse il 5 novembre e fu seguito da dieci giorni di pausa. La band tornò quindi nel suo continente e suonò nuovamente per tutto il Nordamerica: Ohio, Illinois, Wisconsin, Indiana, Michigan, Missouri, Oklahoma, New York, Arizona, California. Mentre l'inverno avanzava gelido, la truppa muoveva verso lo Utah e il Colorado, placandosi solo il 18 dicembre per la sosta natalizia. Ai primi del mese, i Metallica avevano sfatato un tabù pesante: avevano infatti registrato un videoclip professionale, quello della canzone 'One'. Alcuni fans restarono interdetti, ma il video era crudo e con gli attributi. Nulla di cui vergognarsi, insomma.




...AND JUSTICE FOR ALL (1988). GENERE: thrash metal. VOTO 95/100. TRACKLIST: Blackened, ...And Justice For All, Eye of the Beholder, One, The Shortest Straw, Harvester of Sorrow, The Frayed Ends of Sanity, To Live is to Die, Dyers Eve.

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