INTERVISTA A JAMES HETFIELD (METALLICA)
METALLICA, A TUTTA FORZA!


METALLICA, UNA STORIA AVVINCENTE. Hanno fatto leggenda con una mitragliata di dischi immortali, da Kill'Em All al Black Album, hanno lottato contro le tragedie di una vita bastarda (Cliff Burton), hanno mandato in estasi i metallari più tradizionali e anche quelli più... melodici; poi hanno anche rischiato di dover appendere gli strumenti al chiodo e hanno pure registrato qualche album meno bello, ci sta nella vita. Mister James Alan Hetfield è un ragazzo col sorriso sempre pronto, un campione dalle spalle larghe che ha saputo tenere uniti i cocci, uscire dai problemi con l'alcool e far ripartire il colosso di metallo. La ripartenza, leggasi St Anger, era stata scricchiolante. Ora, a 5 anni da allora, i Metallica sono definitivamente tornati a volare e l'imminente nuovo album porta brividi stuzzicanti. Jimbo James è un grande, e sentirlo raccontare ll'universo dei quattro cavalieri è sempre una cosa impagabile.
OLTRE L'OSTACOLO. Ha una famiglia splendida, James, ed una gloria musicale che con la band lo consacra in eterno tra gli immortali dell'heavy metal. E' un uomo felice, con la stessa grinta e forza con la quale a diciott'anni cantava Metal Militia; gli anni difficili di fine millennio. sono definitivamente archiviati. "I momenti negativi sono ormai un ricordo lontano, da tenere comunque come monito per il futuro. Il periodo trascorso per curare la mia dipendenza dall'alcool è stato in assoluto il più difficile della mia vita: senza la musica non so se ce l'avrei fatta, però adesso sono qui e so per certo che non ho più bisogno di mentire a me stesso e fuggire invece di affrontare i problemi".
RIPARTIRE DA ST. ANGER. Con Kill'Em All i Metallica inventarono il poderoso thrash metal, con Ride The Lightning lo perfezionarono e impreziosirono. Master Of Puppets fu il capolavoro che li consegnò dritti alla storia, un'opera fantastica di potenza, velocità, ritmi battenti, galoppate epocali, cadenze macabre e melodie agghiaccianti. And Justice For All segnò un passo avanti nella tecnica, il Black Album li portò nelle case di tutti perchè i Metallica sono un patrimonio che tutti devono conoscere. La parentesi di Load e Reload, più soft e rock, è circoscritta a due tre anni di evasione. Il più grande interrogativo resta St Anger, un disco che voleva segnare un ritorno alle vecchie potenze ma non fu un successo. "Anche a distanza di parecchio tempo non saprei dire cosa non abbia funzionato nel disco precedente: probabilmente, il fatto che la band arrivasse da un periodo molto stressante, caratterizzato da litigi, pressioni e sbalzi di umore continui ha influito sul risultato finale più di quanto potessimo immaginare. In un certo senso, St Anger ha rappresentato il nostro purgatorio, un atto dovuto a noi stessi, per diventare un gruppo migliore col disco successivo. In cuor nostro sapevamo di rischiare molto, ma non avevamo alternative. Questa volta, invece, abbiamo fatto tutto senza fretta, per essere sicuri di centrare l'obbiettivo. Durante le pause dell'ultimo tour abbiamo registrato un sacco di materiale, ore di jam session sezionate in maniera certosina in mdo da tirar fuori le idee più interessanti e d elaborarle insieme in studio. E' stato faticoso, ma anche divertente. Ci siamo ritrovati con una montagna di riff che identificavamo col nome della città nella quale erano stati registrati!"
UN RITORNO AL PASSATO. Adesso i maestri del thrash stanno per tornare. I ragazzi parlano di un ritorno alle sonorità di "And Justice...", qualcuno parla di un disco con 10 killer song veloci e aggressivi, con inserzioni di qualche traccia alla "Unforgiven". La stampa specializzata ha avuto modo di ascoltare 6 pezzi live, e i commenti sono stati incoraggianti. Le parole di James aprono barlumi di speranza addirittura più rosei di quelli che ci si possa immaginare. "Per noi si tratta di un ritorno al passato, alle sonorità che più amiamo, ovviamente arrangiate in un contesto attuale: potremmo definirlo come un Master Of Puppets moderno, o almeno quella è l'idea, ma per favore non aspettatevi una copia esatta di quel disco!"
DAL VIVO, SEMPRE I MIGLIORI. Flop o non flop, anche negli ultimi 10 anni la band ha sempre riscosso onorevoli recensioni in relazione ai propri concerti. Dal vivo. i Metallica sono formidabili ed energici come sempre, ed è questa la cosa più bella per gli appassionati fan del gruppo. Che il prossimo 22 luglio potrà ammirare i 4 cavalieri a Bologna, una data attesa con frenetica ansia! "Per noi suonare dal vivo è una valvola di sfogo, ci aiuta a mantenere una certa freschezza dal punto di vista compositivo ed è anche un buon allenamento per il fisico! Il palco ci regala gli stimoli per entrare in studio con la mentalità giusta e, allo stesso modo, quando siamo in studio non vediamo l'ora di tornare on the road per ritrovare il contatto col nostro pubblico. Quando ci esibiamo nei festival estivi, specialmente in Europa, ci piace inserire canzoni che solitamente non suoniamo nei tour, come Ride The Lightning, The Four Horsemen, Whiplash o And Justice For All. Con 8 album alle spalle non è facile scegliere cosa inserire e, soprattutto, cosa togliere dalla scaletta. Comunque, non mi sembra di ricordare gente che se ne sia tornata a casa delusa dopo un nostro concerto!".
INSOLITO OTTIMISMO. James parla sereno e ottimista, della vita in generale. Si incazza se si cerca di accostare la band coi democratici o i repubblicani, perchè "Noi pensiamo solo a noi stessi, giorno dopo giorno". Nei testi ottantiani i Metallica lasciavano intendere un certo pessimismo nel sistema e nell'indole umana. Il tempo ha forse mitigato gli adori giovanili, e sembra quasi non essere Jimbo a pronunciare queste parole: "Nonostante tutto quello che si vede in giro, io continuo ad avere grande fiducia nel genere umano e nelle capacità delle persone di adattarsi e sopravvivere in qualunque condizione: le persone che fanno cose buone, alla lunga, avranno la meglio su quelle che compiono azioni spregevoli, indipendentemente dai politici che siedono nelle stanze del potere". In fondo in fondo si avverte però lo stesso orgoglio di sempre, il solito grandissimo fuck you ai fili del burattinaio che ci opprime. Anche in quest'ultima frase, e in un ardente "Non ce ne frega un cazzo di Al Gore!", ritroviamo il caro vecchio James di "Master Of Puppets" ed "Escape": la vita è nostra, da vivere a modo nostro. E allora viviamola, con lo stereo sempre follemente a palla, a urlare "Seek & Destroy", "Enter Sandman" e "Damage Inc" in attesa di Death Magnetic!!

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