DISPOSABLE HEROES

SOLDATI O BURATTINI? Argomento centrale dell'intero 'Master Of Puppets', il problema della dipendenza fisica e mentale emerge anche in 'Disposable Heroes', traccia incentrata sul tema della guerra. Brano a 'due voci', con botta e risposta come la title track, vede il comandante rivolgersi ai suoi soldati ['Di nuovo al fronte, farai quello dico io, quando lo dico io; Di nuovo al fronte Morirai quando lo dico io, devi morire']. Promesse di una vita avvincente, prospettive, avventure: tutte bugie, perchè l'unico destino è la morte: 'I corpi riempiono i campi che vedo, questo macello non finisce mai'. Negli anni '80 l'America, in tutti i campi [dunque anche letterari, musicali, cinematografici] si divide in militarista e antimilitarista, con la propaganda bellica post Vietnam e Ronald Reagan che parla dell'URSS come 'impero del male'. Le liriche dei Metallica vanno spesso a riflettere vari aspetti della vita quotidiana della società, e con le accelerazioni e i cambi di tempo repentini cercano di rendere l'atmosfera di un campo di battaglia. L'esercito invoca arruolamenti spacciando la guerra come un lavoro come tanti altri, promette grandi prospettive chiedendo l'obbedienza cieca, l'annullamento della propria personalità, rescissa come i capelli degli arruolati, tranciati dalla macchinetta inquadratrice. Le liriche si ricollegano all'artwork del full length, con le tombe dei soldati americani caduti in battaglia manipolate dalle mani del 'burattinaio'. Musicalmente il pezzo rende l'atmosfera del campo di battaglia con ritmi serrati e devastanti, repentini cambi di tempo, riff secchi e una compattezza tellurica ad alta velocità, per uno dei pezzi più violenti non solo di 'Master of Puppets', ma dell'intera discografia della band californiana. All'interno del masterpiece in questione, si affianca a 'Damage Inc' per la potenza dirompente che sprigiona, oltre che ad altri pezzi come la stessa 'Damage', 'Battery' e 'Leper Messiah' per la classica metrica thrash, sostenuta rigorosamente ad alta velocità: uno dei passaggi più pressanti del masterpieces datato 1986.
DISPOSABLE HEROES
Bodies fill the fields I see, hungry heroes end No one to play soldier now, no one to pretend Running blind through killing fields, bred to kill them all victim of what said should be, a servant till I fall. Soldier boy, made of clay Now an empty shell Twenty-one, only son But he served us well Bred to kill, not to care Do just as we say Finished here. Greetings, Death, He's yours to take away. Barking of machine-gun fire does nothing to me now Sounding of the clock that ticks, get used to it somehow More a man, more stripes you wear, glory-seeker trends Bodies fill the fields I see The slaughter never ends. Why am I dying? Kill, have no fear Lie, live off lying Hell, hell is here. I was born for dying Life planned out before my birth, nothing could I say Had no chance to see myself, molded day by day Looking back I realize, nothing have I done Left to die with only friend Alone I clench my gun.
EROI DA BUTTAR VIA
I Corpi riempiono i campi che vedo, la fine degli eroi famelici; nessuno a giocare a fare il soldato, nessuno a fare finta, correndo alla cieca tra i campi di morte, allevati per ucciderli tutti; vittima di quello che dovrebbe essere detto, un servitore finché cadrò. Ragazzo soldato, fatto d'argilla, adesso un guscio vuoto; ventun'anni, l'unico figlio, ma ci ha servito bene. Allevato per uccidere, a non preoccuparsi: fai come ti diciamo, finito qui, la morte che saluta: è vostro per poter essere portato via. Di nuovo al fronte, farai quello dico io, quando lo dico io, di nuovo al fronte; morirai quando lo dico io, devi morire, di nuovo al fronte; codardo, servo cieco, urla rabbiose, fuoco di mitragliatrice, non mi fa niente adesso: suono dell'orologio che fa tic tac, ti ci abitui in qualche modo. Più uomo, più galloni esibisci, la moda di cercatori di gloria. I corpi riempiono i campi che vedo, il macello non finisce mai. Perché sto morendo? Uccidi, non avere paura; menti, vivi sulle bugie. L'inferno, l'inferno è qui, sono nato per morire, la vita pianificata prima della mia nascita, niente che potessi dire, nessuna occasione di vedee me stesso, modellato giorno dopo giorno. Guardando indietro capisco, non ho fatto niente: lasciato morire con un unico amico, solo stringo il mio fucile.
TETRO QUADRO DI MORTE
I METALLICA E LA GUERRA. La guerra è un tema ‘caro’, per eufemismo, ai Metallica: probabilmente, l’argomento trattato il maggior numero di volte. Si inizia già su Kill’Em All, album incentrato più su tematiche legate all’appartenenza e alla follia dell’heavy metal che su altro. Invece in ‘No Remorse’ si parla, appunto, della guerra, intesa come 'igiene del mondo': un atto estremo che non guarda in faccia civili, sentimenti, persone. Il trionfo dei guerrafondai, dei 'Rambo'. 'Fight Fire With Fire' parla, oltre al timore di una guerra nucleare, di una guerra 'metaforica': quella che gli uomini combattono tra loro, e che li porterà alla loro autodistruzione. 'For Whom The Bell Tolls' è stata invece ispirata dall'omonimo romanzo di Hemingway: un tetro quadro di come l'onore di morire per la patria sia assolutamente una balla. Il tema di 'Battery' è più oscuro, potrebbe trattare di una batteria di cannoni puntata sul nemico senza motivi reali. 'Disposable Heroes' è incentrata sul controllo dell'esercito sui suoi soldati. Anche 'Blackened' potrebbe parlare di un olocausto nucleare. In 'Don't Tread On Me' i Metallica sembrano, invece, rispolverare un sopito orgoglio patriottico. Resta 'One' il capolavoro: le terrificanti riflessioni di un mutilato di guerra che non può nè vivere, nè morire. L'ultima canzone in tema guerra è 'The Day That Never Comes', tratta da 'Death Magnetic'.

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